Credo che nei taccuini americani con un cerchio grosso come una casa ci siano un nome.
Taccuini cinematografici in questo caso.
Ellen Page.
Sì ci siamo, e alcuni sapevano che avrei scritto questo post qua.
Detto ciò la ragazza in questi casi si dovrebbe dire “si farà” più probabile invece (e più giusto dire) che la ragazza si è fatta.
Difficile parlare diversamente di una carriera in cui ad anni 18 si è già stati una volta X-Men (e secondo me se Jackman accetta non sarà l’ultima) nei panni di Kitty, la ragazzina invisibile che se la gioca con Logan/Wolverine come reginetta della scena (a suo modo Jackman “reginetta” lo è) e a seguire con i suoi film successivi.
Mouth to Mouth, An American Crime e Hard Candy.
Ora se il primo è la classica storia di una ragazzina annoiata che prende la via di confine detta borderline (interpretazione che comunque fa sbiancare quel NylonGenerationMovie che è Ragazze Interrotte) e An American Crime, in uscita quest’anno, è la storia di cronaca vera di una ragazza segregata dalla madre (Catherine Keener) iperprotettiva, che sarà una storia un po’ meno Pop e un po’ più Pasoliniana de Le Giovani Suicide almeno a giudicare dal trailer, in cui la Page ovviamente interpreta la vittima.
E’ con Hard Candy (produzione della santissima LionsGate) che la ragazza si rivela per quello che è, una grande, grandissima attrice. Sicuramente la migliore attrice con anni inferiori ai 22 (sì inclusa quella poveraccia che fa la pubblicità alla Reebok)
Da far impallidire anche Hilary Swank ai suoi anni.
In due righe la storia è di quelle che fanno tremare i polsi e un’intera carriera a 18 anni, ed è quella di una ragazzina che fa giustizia sommaria, da sola, di un pedofilo.
Sarà incoscienza, sarà un agente che ci vede (più probabile la seconda cosa), ma la ragazza accetta e si butta nella possibile scorciatoia, e in questo caso parlo di livello mediatico.
Detto ciò è un one girl movie, per l’80% girato in una casa, fatto di primi piani e frasi ad effetto “Nothing’s yours when you invite a teenager into your home” in cui o sei un predestinato e ne esci tra gli applausi (miei) sebbene il film alla resa dei conti non sia sto granchè, o sei una Drew Barrymore che fa Poison Ivy e il massimo che ottiene sono due seguiti con una strappona (Jaimie Pressley) e una carriera da ex fidanzatina cornificata d’America.
Scartiamo il secondo caso e buttiamoci sul primo.
Ellen Page è una predestinata. E manca un film a mio parere, uno solo.
Ecco se avesse il coraggio Eastwood di buttarla davanti a una delle sue macchine da presa..
A prescindere da tutto questo da oggi c’è un solo slogan
Taccuini cinematografici in questo caso.
Ellen Page.
Sì ci siamo, e alcuni sapevano che avrei scritto questo post qua.
Detto ciò la ragazza in questi casi si dovrebbe dire “si farà” più probabile invece (e più giusto dire) che la ragazza si è fatta.
Difficile parlare diversamente di una carriera in cui ad anni 18 si è già stati una volta X-Men (e secondo me se Jackman accetta non sarà l’ultima) nei panni di Kitty, la ragazzina invisibile che se la gioca con Logan/Wolverine come reginetta della scena (a suo modo Jackman “reginetta” lo è) e a seguire con i suoi film successivi.
Mouth to Mouth, An American Crime e Hard Candy.
Ora se il primo è la classica storia di una ragazzina annoiata che prende la via di confine detta borderline (interpretazione che comunque fa sbiancare quel NylonGenerationMovie che è Ragazze Interrotte) e An American Crime, in uscita quest’anno, è la storia di cronaca vera di una ragazza segregata dalla madre (Catherine Keener) iperprotettiva, che sarà una storia un po’ meno Pop e un po’ più Pasoliniana de Le Giovani Suicide almeno a giudicare dal trailer, in cui la Page ovviamente interpreta la vittima.
E’ con Hard Candy (produzione della santissima LionsGate) che la ragazza si rivela per quello che è, una grande, grandissima attrice. Sicuramente la migliore attrice con anni inferiori ai 22 (sì inclusa quella poveraccia che fa la pubblicità alla Reebok)
Da far impallidire anche Hilary Swank ai suoi anni.
In due righe la storia è di quelle che fanno tremare i polsi e un’intera carriera a 18 anni, ed è quella di una ragazzina che fa giustizia sommaria, da sola, di un pedofilo.
Sarà incoscienza, sarà un agente che ci vede (più probabile la seconda cosa), ma la ragazza accetta e si butta nella possibile scorciatoia, e in questo caso parlo di livello mediatico.
Detto ciò è un one girl movie, per l’80% girato in una casa, fatto di primi piani e frasi ad effetto “Nothing’s yours when you invite a teenager into your home” in cui o sei un predestinato e ne esci tra gli applausi (miei) sebbene il film alla resa dei conti non sia sto granchè, o sei una Drew Barrymore che fa Poison Ivy e il massimo che ottiene sono due seguiti con una strappona (Jaimie Pressley) e una carriera da ex fidanzatina cornificata d’America.
Scartiamo il secondo caso e buttiamoci sul primo.
Ellen Page è una predestinata. E manca un film a mio parere, uno solo.
Ecco se avesse il coraggio Eastwood di buttarla davanti a una delle sue macchine da presa..
A prescindere da tutto questo da oggi c’è un solo slogan
EL – LEN EL -LEN
Hard Candy (video ft Sleater Kinney)
An American Crime (trailer)
Mouth to Mouth (trailer)
Bluto ha detto:
Te lo dico qui: eterno rispetto per aver citato i film che hai citato, soprattutto Major League.
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