Your ex-lover is dead è allo stesso tempo l’apologia del pop e l’esatto contrario, la sua negazione, nel suo messaggio di rimestaggio di anime umane e incontri passati.
E’quello che il pop nel suo piccolo (grande) non è mai voluto essere, un qualcosa che guardi al passato, in maniera disincantata, un album di fotografie incollate male e con gli angoli rotti perchè chissà dove sono state prese. Cioè, il dove è facile da capire, come il quando e il perchè.
Dal passato di chi vive, scrive e ascolta, una canzone scritta tutta all’imperfetto, in cui i rancori (che fanno tanto hardcore) sono sostituiti dal niente, dalla vita che è andata avanti, come doveva andare fino a che quel nodo dentro si scioglie definitivamente e al dunque “i’m not sorry i met you, i’m not sorry it’s over, i’m not sorry there’s nothing to say”. Il presente che si para davanti è questo, come un incontro inaspettato.
Il tripudio di archi, di una marcetta, di due voci che si scambiano e raccontano le due facce della stessa storia, in un’atmosfera che in fondo sembra un qualcosa di fondamentalmente bello, felice, quasi un sollievo.
Un po’come lo splendido video, sulle orme di Eternal sunshine, il ghiaccio piano piano si pacca sotto il peso di qualcosa che è sempre uguale a se stesso, gli sguardi non guardano lo stesso punto e alla fine conta non dimenticare e non farsi divorare dai rancori, facile per una canzone così, facile nel suo piccolo anche da quando ci si sveglia.
Quasi un po’ dispiace, quasi un po’ no che qualcuno che in passato sia stato tanto possa non essere più niente e dedicargli/le 4 minuti e mezzo scarsi.
E’il pop, anche se al passato.
La reale essenza del pop.

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