Ida – Lovers prayers
Io con gli Ida credo di essermi fatto i migliori pianti della mia esistenza ed un loro ritorno, nel 2008 non dico che non me l’aspettassi, però oh, in effetti non me l’aspettavo.
Lovers prayers è un disco finto piccolo, fatto di ballate acustiche tristanzuole e assai cinematografiche (leggi, che ad occhio e croce potreste sistemarle in qualsiasi punto della vostra giornata e vi sembrerebbe di stare dentro un serial qualsiasi) senza l’appeal delle copertine e dell’hype a tutti i costi.
Io sono di parte e me ne rendo conto, ma oh, non ce ne è una brutta e sono canzoni che funzionano fin troppo bene dentro per non essere sincere e per non lasciare la sensazione che si stia dicendo tutto. Dalle parti del country folk, senza tanti fronzoli, girano più dalla parte di Neil Young e dei Low. Senza smontare i maroni come a volte fanno (almeno gli ultimi) Low. Appunto.
Ida – Gravity (Mp3)

Why? – Alopecia
La cosa che è stata detta più volte in merito è stata “era meglio elephant eyelash”. Sti cazzi. Ora, a parte le opinioni personali ma quando capita un disco come questo si dovrebbe ringraziare di essere nell’età della ragione per capirlo, anzichè discutere di destra e manca. E’ completo, trasversale per essere l’ennesima splendida manipolazione e ridefinizione dell’hip hop in salsa indie, come poi quelli della Anticon hanno imparato a farci amare. Che poi a un certo punto non è per un cazzo hip hop ma solo grosse canzoni dalle ispirazioni più assurde (arrivo a sentirci anche i R.E.M. per assurdo)
Pensavo, ascoltandolo a ripetizione che dobbiamo esserci abituati talmente bene da poter non dico snobbare ma di storcere il naso di fronte a un disco così pieno.
Così sbracatamente pieno di tante, tante cose sublimi
Why? – Fatalist Palmistry (Mp3)