O quasi.
I pantaloni dell’Adidas erano un indumento in voga ai tempi dell’onda numetal, io li mettevo spesso ma non necessariamente indica che si parlerà solo di questo, anzi.
Nel 1997 ero al terzo anno di università, ascoltavo musica non in quantità industriale (lo facevo al liceo questo, all’università mi ero abituato al fatto che l’ambiente – economia e commercio – fosse non proprio pieno di impulsi artistici) e avevo come punti di riferimento il grunge, che comunque batteva la sua coda ed era morente, gli Smashing Pumpkins di Mellon Collie e poco, pochissimo altro.
Non so perchè mi ritrovai ad ascoltare Radio Rock e le trasmissioni di Flavia Cardinali e Franz Andreani.
Di Flavia divenni in breve tempo ottimo amico e quella radio e la sua musica diventava passo passo sempre più mia, Fugazi, Cop Shoot Cop, Three Mile Pilot, Shellac, Catherine Wheel, cambiava tutto e in maniera vertiginosa.
Cominciai a spendere botte di paio di centomila lire ogni due settimane per comprare dischi, rimettermi in paro, e per chi c’era sa che periodo florido fosse quello, quindi si renderà conto del tracollo economico del momento, ma ne valeva la pena.
Presi atto delle cornamuse un giorno. E lì bene o male cambiò tutta o quasi la mia vita.
Le chiamavano così. Le cornamuse. Punto.
Franz se la memoria non mi abbandona e voleva dire che stavano per mettere Shoots and Ladders, i Korn.
Ora la premessa è che per me il metal erano i Metallica e i Pantera, qualcosa di sentito alle medie tipo il thrash dei Celtic Frost, poi i Faith No More e i Rage against the macine al liceo. Insomma la classica trafila.
Shoots and ladders era diversa, i Korn erano diversi da tutto quello fuori fino a quel momento.
Le chitarre ribassate, niente assoli, il cantato che proprio cantato non era ma neanche melodico, insomma un casino. Veniva da muoversi, e tanto, ad ascoltarli, ma non parlo di headbangin’, parlo proprio di ballare e per la prima volta mi ritrovo a farlo. Nella camera mia più che altro perchè non ho nessun giro di amicizie particolare che frequenti club.
Inizio a frequentare la radio ed il giro arriva da sè, conosco Flavia come dicevo e un gruppo crossover nu metal che ascolta le stesse cose che inizio ad ascoltare in quel momento. I Know for integrity, KFI. Il chitarrista per inciso è quello che farà poi la grafica di questo blog (un passo avanti direi) e diventerà un fratello col tempo.
Inizio a frequentarli e dopo un po’ entrerò anche nel gruppo (magari poi ve ne parlo) come dj rumorista (la risposta garbatelliana a Dj Lethal dei Limp Bizkit).
Inizio ad accompagnare Flavia che fa la dj per le serate prima al Frontiera che è un capannone industriale enorme e bellissimo, poi al Terminal.
Inizo a mettere i pantaloni dell’Adidas ma non ballo, ancora no, guardo intorno a me ed inizio ad amare vedere la gente ballare, quelli che si appartano, quelli che vengono rimbalzati. Più che altro mi sistemo vicino ai vinili, la scaletta la so a memoria e glieli sistemo in ordine, lei è metodica prepara l’attacco in maniera autistica almeno 15 volte, giri indietro e lanci, giri indietro e lanci, sembra quasi Karate Kid.
Dall’altra parte i cd, non ci sono ancora i lettori attuali (con cui anche un monco riesce a preparare l’attacco dei brani) per cui è tutto un spingere il pause velocissimo fino a che non si arriva al punto desiderato. Se toppi cazzi tuoi, viene una merda.
Vedo cosa piace alla gente ed è ovviamente Bullet degli Smashing Pumpkins, qualsiasi cosa dei Nirvana, Basket Case, Spoonman dei Soundgarden e i Clash, a volte Faget dei Korn. Imparo cosa deve avere un pezzo per essere ballato ed è la capacità di ciondolare, di ondulare, di tenere il ritmo senza particolari strappi. Senza necessariamente cercare il pogo.
Flavia in 4 ore scarse riesce a girare 4 generi musicali, io tendevo le orecchie soprattutto per le chitarre.
Volevo farlo anche io: rimedio un altro lettore cd ed un mixerino a due piste ed inizio a fare cassette di prova.
Ci passo 3 ore buone al giorno per 4 mesi prima di far sentire una cassetta a qualcuno, con vergogna e mi chiedono tutti chi mi avesse insegnato. Dico sempre Flavia, anche se lei non lo sapeva.
Mi inizio a mettere i pantaloni dell’Adidas, mi sento pronto per ballare.

1 commento
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settembre 11, 2008 a 12:09 am
Eazye
la mia mamma non voleva che li comprassi i pantaloni dell’adidas…
lancio un appello:
Benedetta Mazza MISS ITALIA SUBITO!
Dai vi prego gente, smuovete le acque per Mazza Benedetta, certo magari non si riuscirà a farla vincere a SalsomaggioreLevicoRecoaroFiuggiMontecatiniTERME, ma sono convinto che la blogsfera italiana possa almeno farla vincere su tutti i sondaggi online! VOTATE Mazza Benedetta numero 8!
Vi invoco virtualmente a ritagliare un nanosecondo di cazzeggio per la causa.
Eazye a.k.a. Andrei Neiboschi Coimaschi