Visto che il ragazzo mi esordisce la tag milestones con un pezzo da novanta (ed Achtung Baby lo è indubbiamente) ho pensato di cambiare tutto ma proprio tutto e di parlare di un disco che mi è ricapitato per le mani dopo diversi anni di un gruppo sicuramente meno conosciuto degli U2 (bella forza…).
Questo milestones lo dedico a Junkiepop e alla sua ritrovata vena HC. In dieci anni e spero di non sbagliare mi sembra che non ne abbiamo mai parlato. Poi magari lo conosce però è una sorpresa. Anche per ribadire che non è una redazione quella fra noi due…

1995. Epoca in cui l’Hardcore-Punk comincia a divenire qualcos’altro. Uno dei generi più metropolitani (e da dove se non da una metropoli poteva nascere questo genere) deve fare i conti col fatto che molti gruppi HC-Punk stanno passando alla cassa. Il fil-rouge che unisce Minor Threat e Black Flag passando per gli Husker Du e i Fugazi ha bisogno di nuova linfa. Il grunge ha esaurito la sua spinta propulsiva ed è il momento del neo-punk (Green Day, Offspring e a breve Blink182). Ma qualcuno ha in serbo qualche sorpresa.
L’hardcore diventa post-hardcore (come tanti altri generi, mi rendo conto che il nome non è il massimo dell’originalità ma tant’è…) e tra i vari dischi di quell’anno (ce n’è un altro clamoroso di cui probabilmente parlerò in futuro) esce questo The Gato Hunch degli Stanford Prison Experiment.
L’ispirazione è quella fugaziana ma più noise e “nervosa”. L’album si apre sulle note di You’re the Vulgarian, vera dichiarazione d’intenti per tutto quello che verrà dopo, il barrage chitarristico è semplicemente impressionante. Repeat Removal si rivela un pò meno ostica strizzando l’occhio ai Girls Against Boys. (Very)Put Out è straight allo stato puro con voce e batteria lanciati a perdifiato,
intramezzati da un riff ribassato. Cansado è un esercizio di imbarazzante somiglianza con i maestri Fugazi seguita a ruota da Flap e i suoi ricami obliqui della sei corde. Il trittico So Far, So Good-El Nuevo-The Accomplice svela altri piccoli particolari di questo splendido disco. Se la prima si regge su un riff di ampio respiro, la seconda è un hardcore-punk che strizza l’occhio alla pista da ballo e la terza un concentrato di chitarre “soniche”. Hardcore Idiot è la summa dell’SPE sound e un pò di tutto l’immaginario HC nell’anno ’95. Swoon è la loro ultima scrittura e tiene in serbo il ritornello più emo, ma nulla a che vedere con l’emo che purtroppo infesterà negli anni a venire. Ma l’ultima vera traccia del disco è la cover di Worst Case Scenario dei Babyland semisconosciuto gruppo electronic-punk ed è talmente riuscita che rischia di fare la figura del brano di punta. In sintesi una scrittura ispirata e multiforme, che evita il ripetersi di reiterati schemi che troppe volte hanno fatto venire a noia le produzioni di dischi HC-punk, fa di questo disco un piccolo gioiello da custodire con cura.