Est – Southeast

Atlanta Hawks – A me ricordano tantissimo (e vedrete che con questa frase qui stronco ogni loro aspettativa di vittoria) i Detroit Pistons prima che diventassero i Bad Boys schiacciasassi. Hanno durezza mentale e freschezza, l’anno scorso hanno portato i Celtics a soffrire al primo turno in una maniera inaspettata e se andate a vedere un quintetto con Bibby (che è scambiabile all’ultimo anno di contratto, occhio) Joe Johnson (che qui sarebbe il Dumars ma è uno dei sottovalutati veri dell’intera lega), Josh Smith che è uno di quelli che st’anno arriverà all’All star game, Marvin Williams e Al Horford (uno che al primo anno ha tirato giù dieci rimbalzi di media e che di falletti duri ha dimostrato di saperne tirare giù) stanno già benissimo, in più un’ottima panchina con Pachulia, Law e il sempreverde sempreutile Flip Murray. Ora, Atlanta è notoriamente sfigata e lontana dai grandi risultati da un bel po’. Io però ve lo dico, è l’inizio di un ciclo a cui manca solo un grande allenatore.
Pronostico: Primo turno Playoff

Charlotte Bobcats – Lo dico e lo sottolineo, fino a che saranno gestiti da Michael Jordan (uno che ha speso una prima scelta assoluta per prendere quella pippa mostruosa di Kwame Brown a Washington) non andranno da nessuna parte, squadra giovane (l’ultima franchigia nata nella lega) e con una marea di problemi in cui Jason Richardson è la stella dichiarata e Gerald Wallace cerca di dargli una mano. E’ poco, anche qui, pochissimo e qualcosa (leggi sangue dalle rape) può essere tirato fuori dal nuovo coach Larry Brown che diciamolo subito.
Se è quello dei Sixers e dei Piston qualche risultato lo può ottenere, se è quello dell’ultimo anno ai Knicks (80 quintetti in 80 partite) ne farà vincere dieci al massimo quindici di partite ai poveri Bobcats, che ora stanno cercando anche di scambiare Adam Morrison che è l’unico attaccante vero e di un certo livello che hanno per un lungo, dato che hanno sotto canestro una situazione chiamata Nazr Mohamed (conosciuto come il dormiente) e Emeka Okafor che in una conference debole sotto canestro come l’Est è da considerare “poco”.
Pronostico: Fuori dai Playoff

Miami Heat – Pat Riley è tornato presidente e il nuovo allenatore è il suo delfino Spoelstra, un po’ come Sacchi che mandava in panchina Carmignani fate conto. Si regge tutto su Dwyane Wade (la cosa più vicina all’immarcabilità nella Lega) e alla prima scelta Michael Beasley che promette faville. Da raccordo ai due Shawn Marion che mette su sempre grandi numeri, ovunque va ma a livello di incisività andiamo malino.
Squadra quadrata, forse con troppa roba vedrete che tirerà fuori come sorpresa Mario Chalmers, uno dei due beccati a farsi le canne durante il programma di inserimento delle matricole nell’NBA (Stern l’ha presa benissimo, voi non sapete quanto) che vedrete, arriverà un paio di pelini sotto alle due matricole dell’anno Rose e Beasley.
Se Spoelstra è il nuovo Riley sono la mina vagante dei playoff, se non lo è vanno malissimo senza mezze misure. Per me per inciso, non lo è.
Pronostico: fuori dai Playoff

Orlando Magic – Quando hai Dwight Howard (uno che a un certo punto nei playoff dello scorso anno contro Detroit aveva una media di 20 punti e 20 rimbalzi – Contro Sheed mica mia sorella) devi assolutamente puntare al titolo, ci provano e probabilmente nel giro di tre anni faranno una finale. La squadra è costruita benissimo con una front line impressionante con Hedo Turkoglu a fare gioco dall’ala e Rashard Lewis utilissimo per aprire la scatola sugli scarichi. Il giro di chiave lo deve dare Howard, se mette qualche altro movimento vicino a canestro diventa ancora più immarcabile e andiamo tutti a casa, sennò si aspetta un altro po’.
In panca il più simpatico dei Van Gundy, l’ideale per una squadra così. Per me manca una point guard (quello che da noi sarebbe il play) di alto livello. Ma un giorno o l’altro arriverà.
Pronostico: secondo turno dei Playoff

Washington Wizards – Se penso ai migliori allenatori dell’NBA vi dico due nomi, e non si scappa, Popovich dei San Antonio Spurs ed Eddie Jordan dei Wizards. Se c’è un valore aggiunto della squadra di washington, uno dei più bei giochi da vedere, l’eterno movimento e una squadra che sorregge la mentalità dell’allenatore, giocarsela sempre e comunque.
A questo si aggiunge uno dei giocatori più eccitanti della lega Gilbert Arenas (uno che lasciato fuori dalla nazionale al primo incontro contro i Suns di D’Antoni ne fece 40 dichiarandoli prima) che però tornerà a dicembre, suppliranno con Jamison (un altro sottovalutatissimo) e Caron Butler (il più grande errore del mercato recente dei Lakers, perso per prendere indovinate chi? Quella pippa immensa di Kwame Brown). Per il resto Haywood che è l’unico centro affidabile di un certo livello anche è infortunato e dipenderà tutto da Blatche. Uno che come gioco ricorda parecchio Garnett (ma a livello 1) e che come gioco c’è. Manca la testa.
Pronostico: al limite dei Playoff