Viviamo in un mondo di inganni. La realtà che ci appare è spesso una finzione. Le più incredibili e azzardate fantasie ci vengono raccontati come fatti reali, gli avvenimenti veri vengono trasfigurati e manipolati nelle loro origini, nella loro portata, nelle loro conseguenze. Tutto ciò può avvenire grazie al controllo e all’uso dei moderni mezzi di informazione, alle tecnologie mediatiche, al potere condizionante del denaro.
Prendiamo l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti. Prima della sua elezione il mondo era diviso in due: da una parte coloro che temevano l’elezione di un nero a questa carica, dall’altra coloro che, pur sperando nella sua elezione, proprio perché nero temevano che non sarebbe stato mai eletto.
Sappiamo come è andata a finire e abbiamo gioito di questo straordinario evento, fantasticando su quali eventi benefici per l’intera umanità si sarebbero succeduti.
Quindi, tutto bene per noi e per il mondo intero.
Ci è nato qualche dubbio quando abbiamo visto e sentito che tutti, ma proprio tutti, anche coloro che paventavano un simile evento, erano entusiasti dell’elezione di Obama.
L’unica eccezione planetaria: il ministro Gasparri, che commentava un po’ acido “Al Qaeda è contenta!” e questo poteva stare nel conto. Infatti, pur non condividendo la sua affermazione becera e scomposta, abbiamo ben compreso la reazione del Ministro: un riflesso condizionato spiegabilissimo in un ex fascista, ex seguace della dottrina e della cultura razziale del fascismo, che deve purtroppo assistere all’elezione di un meticcio, figlio di un immigrato nero, alla carica politica più rilevante nel mondo.
Poi, da Mosca, il Presidente del Consiglio, Berlusconi, fa quella che sembra una battuta delle sue “Obama è giovane, bello e abbronzato!”. Sale la polemica e qualche indignazione, poi tutto viene ricomposto e ricondotto ad una “carineria” del nostro Presidente del Consiglio.
Qui nasce un altro dubbio, che diventa una certezza illuminante. “Al Tappone”, come “carinamente” Marco Travaglio ha chiamato Berlusconi, si è lasciato sfuggire la verità! Barack Obama non è un nero, ma un americano di razza bianca abbronzato, un ottimo comunicatore che grazie a un trucco e ad una costruzione mediatica diventa il primo Presidente nero d’America, la speranza di un nuovo mondo e di una nuova civiltà. Al Tappone lo sa, conosce bene questi espedienti fatti di travisamenti, di trucchi estetici e mediatici, di lifting, di trapianti e di lampade solari, che lo hanno portato a 70 anni a divenire, la verde speranza degli italiani, l’uomo che trascurando i suoi interessi fa arricchire gli italiani, l’uomo che facendo grossi sacrifici ogni anno deve comprare una villa per il futuro dei propri poveri figli, la nuova speranza del nostro Paese.
Ecco il miracolo mediatico: Obama abbronzato accontenta tutti: coloro che vogliono illudersi su un nuovo mondo, fondato su un evento storico, fosse anche soltanto di immagine, e quelli che invece vogliono il mantenimento del sistema, della tradizione e del potere nell’ordine mondiale e temevano l’elezione di un Obama nero.
I potenti della terra, al pari di Al Tappone, erano informati e sapevano e per questo, ognuno dal suo punto di vista, aveva festeggiato.
L’unico che non sapeva, l’unico che non aveva capito nulla (come al solito), l’unico al mondo che pensava che Obama fosse nero restava il povero ex fascista Gasparri.