1. Mavis Staples – Live:hope at the hideout (Anti)
Il ritorno dell’usignolo con la voce di leone in un live S-T-R-E-P-I-T-O-S-O. Tutti i suoi classici gospel e soul interpretati al massimo e supportati da un’eccellente band che regge alla grande il ritmo di mrs. Mavis.

2. Karl Hector & The Malcouns – Sahara swing (Now Again)
La Now-Again, dopo una serie di fortunate ristampe, ritorna a pubblicare un gruppo attuale. Alcuni oscuri singoli pubblicati anni orsono e poi la formazione di questo nuovo progetto con membri di Whitefield Brothers e Poets Of Rhythm. Afro, funk, Sun Ra ed un pizzico di kraut.

3. Al Green – Lay It Down (Blue Note)
3° disco su Blue Note dal suo ritorno sulle scene e primo senza la collaborazione del suo alter-ego storico, Willie Mitchell. Alla consolle siedono ora Amir “Questlove” Thompson (Roots) e James Poyser (D’Angelo, Erikah Badu, etc.). Un gigantesco ritorno da uno dei padri storici del r&b. Featuring Anthony Hamilton, Dap-Kings, Corinne Bailey Rae e John Legend.

4. Menahan Street Band – Make the road by walking (Daptone)
Album interamente strumentale per questa band composta da membri di Sharon Jones & The Dap Kings, Antibalas, Budos Band e El Michels Affair. I nuovi Meters?

5. Nomo – Ghost rock (Ubiquity)
3° album di questo (e secondo per storica Ubiquity) per questo combo multietnico che si muove tra sonorità afro, jazz e funk con grande maestria e feeling. Non a caso collaborano a questo lavoro due leggende del jazz attuale come Hamid Drake e Adam Rudolph. Elettrizzante.

6. Raphael Saaadiq – The way I see it (Columbia)
La storica voce dei Tony Toni Tonè ritorna con un lavoro che, secondo i dettami del nuovo recupero soul, coinvolge emotivamente in maniera esaltante. Abbandonati i suoni moderni dei suoi precedenti (eccelsi) lavori, “sporca” il suo lavoro con sonorità provenienti direttamente dai primi 60’s come un novello Sam Cooke a cui il disco è indirettamente ispirato. Vintage.

7. Jeff Floyd – Keepin’ it real (Wylbe)
Beh, per me questo artista è stato una scoperta. Terzo lavoro per la Wylbe records etichetta della leggenda soul William Bell. Old and new style si amalgamano perfettamente in un lavoro che non conosce un solo attima di calo. 12 brani per anime soul. Assolutamente da scoprire.

8. Jackson Conti – Sujinho (Kindred Spirits)
Cosa ci si poteva aspettare da una collaborazione tra Ivan “Mamao” Conti e Madlib? Un grande lavoro di jazz/funk/brasil/hip-hop con recupero di brani classici del repertorio brasileiro interpretati con voglia, grinta e stile da una leggenda vivente ed un altro personaggio destinato a diventarlo. Esotico.

9. Carlos Nino & Lil Sci presents What’s The Science – Elevation (Shaman Work)
Il produttore californiano Carlos Nino (Build An Ark, Life Force Trio nonchè Ammon Contact) e
L’mc newyorchese Lil Sci (aka John Robinson) ci regalanouno degli album hip-hop migliori degli ultimi anni. Pulsioni jazz, influenze del miglior Pete Rock per un lavoro senza cali di tensione né sovraesposizioni tipiche del genere. Sorprendente.

10. James Pants – Welcome (Stones Throw)
La Stones Throw, ed etichette affiliate, si è rivelata come una delle etichette più intraprendenti ed interessanti dell’ultimo decennio. Primo lavoro per questo nerd (bianco come il latte) considerabile come il diretto erede di Prince. Electro, soul, funk, old school, Tutto molto….exciting!

Solo 10 ma avrebbero potuto essere di più…Brian Culbertson, Leon Ware, Phil Perry, Erikah Badu, l’inedito Funkadelic, etc. son rimasti fuori ma i loro album vanno ascoltati ed apprezzati.
Abbiamo volutamente tralasciato le molteplici ristampe che avrebbero richiesto una playlist di almeno 30/40 titoli.
Cercheremo, con tutta la calma possibile, di presentarvi al più presto qualcuno di questi titoli con le nostre recensioni.

Vanno inoltre segnalate alcune etichette che contribuiscono in modo determinante alla diffusione del verbo:
Soul Brother
Expansion
Soulscape
Kent
Jamie/Guyden
Rhino

Per maggiori informazioni: www.soulwalking.co.uk del grande Toby Walker