Alessandro Baronciani – Quando tutto diventò blu (Blackvelvet Pick-Pocket)
Baronciani ha una dote fondamentale per un appassionato di fumetti: stupisce con cose semplici.
Già perchè a partire dalle espressioni volutamente apatiche, i rossori lievemente abbozzati in mezzo a delle pennellate di un monocromatismo a cui ci si affeziona immediatamente in Quando tutto diventò blu c’è tutto quello che deve esserci in un film, non una graphic novel. Il non-detto, le sospensioni, la poesia.
Tutto quello che serve per rendere l’immaginario visibile e a portata di cuore.
David Lapham – Silverfish (Planeta DeAgostini)
Un noir a cinque stelle disegnato da uno dei più grandi autori in circolazione edito da Vertigo.
Oh diciamolo subito, se trovate in giro qualcosa di iper visionario con un uomo vestito da pipistrello è roba su cui ha messo lui le mani. Questo tanto per essere chiari.
In tutto questo tira su un thriller con false identità, famiglie e passati nascosti.
Una roba a metà tra Cassavetes e Walter Hill. Sarò chiaro, è molto difficile che in giro quest’anno riusciate a leggere di meglio
Gipi – LMVDM (Fusi Orari – Coconino Press)
Che sarebbe La mia vita disegnata male, di questo libro se ne è parlato davvero OVUNQUE e sottolineo che sia stato fatto a ragione.
Il torto maggiore in un certo senso che gli può essere fatto (anche se sicuramente è un pregio) è l’essere accostato a Pazienza, alla sua capacità narrativa, ai suoi personaggi talmente border da essere le cose più reali su cui potreste mettere gli occhi.
E’ una graphic novel che sembra solamente buttata lì, ma che commuove e sa spostare i propri limiti sempre più in là con lo scorrere delle pagine.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ovviamente non è disegnata male, ma vaga tra uno stile quasi vignettistico a delle splendide tavole che tranquillamente avrebbero trovato posto sul Frigidaire che fu.
L’Uomo Ragno N.488 (Marvel Italia)
Voglio bene ad ognuno che passa di qui ma chi non ha letto questo numero tanto vale che non prenda mai in mano un fumetto.
Sì lo so magari uno potrebbe obiettare che i supereroi non fanno per lui ma con questo numero si chiude definitivamente un’era, lo si fa nel peggiore (migliore?) dei modi e soprattutto lo si fa sfasciando il cuore del lettore senza alcuna pietà.
Se vi siete mai chiesti cosa possa esserci davvero dietro a un supereroe il numero 488 diventa definitivamente la risposta alle vostre domande. Lo vendono ancora. Ed è la cosa migliore che abbia letto in 18 anni di onorata carriere di lettore.
Civil War (Marvel italia)
E’ stato l’evento dell’anno: la guerra civile tra gli eroi Marvel in uno scenario che prende spunto dal patriot act patrocinato da Bush i supereroi si dividono tra chi si annetterà alla registrazione (svelare la propria identità e lavorare sotto il controllo dello stato) e chi rifiuterà.
In tutto questo personaggi come l’Uomo Ragno che prima si registrano e poi cambiano idea e chi lotta per salvare i saldi principi a stelle e strisce.
Già immaginate bene Capitan America che conclude qui la sua storia, fatta di un’arrembante sequela di combattimenti, tradimenti e sotterfugi politici da far venire voglia di rileggerlo appena si smette.
ale-bu said:
devo assolutamente prendere in mano la questione classifiche…oppure qui mi gioco tutto l’effetto sorpresa!!
cmq, concordo con civil war evento dell’anno. era parecchio che avevo praticamente abbandonato le chine americane (con qualche eccezione – hellboy su tutti) a favore di un “100% made in japan”…ma questo è stato un ritorno col botto. ed oscar come miglior attore non-protagonista a frank castle!!
Eazye said:
viene voglia di rileggerlo sì….
Civil War rules!