Sintetizzando: una bella merda (Damir Ivic)

E sì che Damir nell’ultimo numero del Mucchio con questa splendida iscrizione tombale iniziava la recensione dei Cool Kids, ho deciso di farla mia e riproporla per il concetto The Spirit.
Ora, il mondo fumettaro è fatto di eroi, Bendis, MacFarlane, Wood, Moore e appunto Frank Miller che senza mezzi termini ha creato un vero e proprio linguaggio straordinario ed eversivo con Sin City. Rodriguez anni fa a quattro mani (ovvero aveva già pronti gli storyboard di Miller e ci ha messo del movimento intorno) ripropose quei fumetti lì sullo schermo, per molti un capolavoro, per altri un ottimo film di fumetti, per altri ancora un discreto film con tanta figa.
Personalmente se ve lo steste chiedendo io appartengo all’ultima casta di pensiero.

Miller che decide di fare a questo punto: mettersi in proprio prendere la storia di un eroe misterioso The Spirit disegnato da Will Eisner (stile più pratico e asciutto, schematico al limite della striscia del corriere dei piccoli anche se pieno di vagonate di doppi sensi), e sullo schermo lo fa diventare tutta un’altra roba.
La domanda a questo punto su “cos’è l’altra roba” è il blocco sotto, senza interpunzioni e senza un senso logico. Perchè tanto se cercate un senso, non lo troverete nelle sale in cui proiettano The Spirit. Per chi decide comunque di andare: Auguri (a questo punto anche di buon anno).

Samuel L. Jackson vestito da gerarca nazista sotto un’aquila pretoriana che parla con un telefono anni 50, senza fili. Ah, nel contesto che sembra ovviamente vagamente retrò parliamo di gente che usa cellulari e di una pubblicità spudorata per le Converse (che il protagonista non manca mai di indossare). C’è gnocca ma non aspettatevi chissà cosa, non è Sin City, non c’è Rosario Dawson, c’è Eva Mendes stucchevole che si fotocopia il culo (in senso letterale, si mette seduta sulla fotocopiatrice e spinge il tasto verde), in mezzo a una sceneggiatura talmente retorica, talmente banale e talmente ovvia a cui l’unica risposta può solo essere alzarsi e andarsene.
Parliamo di perle del tipo “c’è qualcosa che Octopus mi nasconde, perchè?  perchè Octopus mi ha detto che c’è qualcosa” (ho sentito robe migliori dal Drebin Zuckeriano).
Viene quasi da pensare che l’unico che non ci rimetta sia Gabriel Macht che fa The Spirit, perchè tanto ha sempre la maschera da Zorro e nessuno se lo ricorderà mai, oh che culo Gabriel quando quel giorno chiedesti “dai fatemi vedere solo un attimo” e loro risposero “no!”, che culo Gabriel!
C’è un’enorme Scarlett Johansson, incredibile che io dica così ma tiene da sola mezzo film sulle spalle e se il tutto non è propriamente da buttare è perchè la ragazza c’è, e soprattutto ha dei tempi comici che risultano imbarazzanti e insostenibili per tutti gli altri (in scena e dietro la macchina da presa probabilmente).
C’è che poi Miller (e sto evitando di mancare di rispetto ad uno dei padri del fumetto) da alcune situazioni cerca di uscirne con scelte stilistiche “che avrebbe fatto lui” e quindi aridaje col sangue bianco, le ombre moncate e amenità varie.
Presente un Frankenstein al cinema? Ecco, solo che a tratti sembra di vedere un Epic Movie o chessò un altro spoof del tipo.
C’è Scarlett, però, viva Scarlett. E se vi basta beh allora tanti auguri.
E fanculo Miller, con tutto il rispetto.

E sì, la città, è la mia città, è la città, oh, la città, ho capito. (Francesco Chignola)