
Difficile immaginare un titolo più paraculo di Nick & Norah’s Infinite playlist, davvero, se io provassi a tirarne fuori uno più troia non ci riuscirei.Questo è, kudos per la scelta.Nick & Norah (da ora Nick e Norah) è la reiterazione estenuante di un cinema che tarda ad abbandonarci, i classici due sfigatelli che si conoscono e nell’ultima mezz’ora decidono di mettersi insieme. Vuoi perchè hanno le stesse canzoni nell’iPod.
Vuoi perchè hanno le stesse canzoni nell’iPod.
Vuoi perchè hanno le stesse canzoni nell’iPod.
-Hai rotto il cazzo basta-
Questo è, un film che ha il manifesto come spoiler e che bene o male tutti sappiamo di cosa sia composto, di ogni minuto (quasi) di ogni battuta, di ogni eventuale (non) colpo di scena. Un film reiterato.Con la piena coscienza di esserlo
Come poteva essere Juno, come poteva essere il sottovalutato (ma non per questo tacciabile di frignoneria) Charlie Bartlett, Nick e Norah hanno il destino nei loro nomi.
E nel fatto che condividano una playlist, di stampo indie alternativo (con Shout Out Louds, Vampire Weekend, Modest Mouse). Che è la seconda cosa che ci aspettiamo.
Io ho smesso di detestare questo genere di film, anzi a conti fatti non li ho mai detestati, ne ho sempre ammirato il coraggio per come si pongano così facilmente all’irritazione comune (della blogosfera netiquettara – quanto ci godo) e al pubblico ludibrio. Quasi come se non si aspettasse altro che prendersela con robe così per tirare fuori il migliore Nelson che alberga in ogni cuore indie a strillare “HA HA! un altro film con musica indie del cazzo ma io non ci casco! HA HA!”.
Fate.
Però se in fondo mi chiedo anche, qual è la differenza fra un Juno, un Charlie Bartlett, o un Nick e Norah con un Reality Bites, una Pretty in Pink, un Empire Records?
La risposta ve la do io, se volete: nulla. Zero.
E sono pronto a scommettere che chiunque, mal digerisca oggi prodotti di questo tipo ha tra i proprio film must uno di quelli scritti qualche riga più su, ne sono sicuro.
Quindi, tu giovane ragazzo/a che vai a vedere Nick and Norah e in fondo pensi sia un film che seppure nella sua tangibile e dichiarata ingenuità, abbia uno spiraglio di un qualcosa di buono, beh fottitene e sorridi.
O se non vuoi fottertene metti sullo stereo Vulgar display of power dei Pantera e rivolgi le casse contro qualsiasi bloghetto indie, la capiremmo io e tu che lo fai, ma avrà un senso.
Detto ciò, Nick e norah’s inifinite playlist è questo: un’ora e mezza di nulla ma fatta bene, con le canzoni giuste (i tranci di canzoni sarebbe meglio dire), la faccetta di Michael Cera che ti viene voglia di prendere a calci tanto da deformarla senonchè ti ricordi nel possibile impatto con la tua punta il faccino di Beck e allora desisti, e le tette di Kat Dennings. Notoriamente una che in tutte le sue opere filmiche sceglie il più sfigato e ci copula.
Questo è.
E tu, giovane lettore una volta tanto non leggere robe in giro (tantomeno questa) fa una cosa, sentiti libero di guardarlo e tieni tutto per te, hai visto mai un giorno che qualcuno dica “ehi tu giovane ventenne che senti gli Shout Out Louds e pensi che Nick and Norah salverà il mondo dal male”..
Oh, shut that fuck up, bitch
valido ha detto:
Beh, e’ molto semplice. Reality Bites e Empire Records li ho sempre ritenuti film orribili, anche allora che avevo l’eta’ giusta e ne capivo persino meno di ora. Troppo, troppo paraculi. Empire Records anche piu’ di Nick e Norah. Lady in Pink (intendevi Pretty in Pink?) invece era commedia romantica piu’ o meno classica, ma anche nella sua ingenuita’ sapeva cogliere lo spirito di un genere invece di inseguirlo a tutti i costi. Non mi piaceva allora perche’ era troppo un film da donna, ma mi piace adesso perche’ mi ricorda gli anni ’80 come erano davvero. La differenza tra cogliere e inseguire, e la differenza tra l’effetto che fara’ tra 20 anni Nick e Norah rispetto a un film di Apatow.
Pure Singles, se vogliamo un altro paragone piu’ calzante. Singles usava Seattle, ma sapeva farlo mettendolo al giusto posto nel background di una storia in cui i personaggi abbastanza normali per la maggior parte dipinti come sfigati. Sfido un qualsiasi fanatico di grunge a vantarsi di essere uguale a Matt Dillon – l’effetto opposto che si vuole invece ottenere con Michael Cera e Kat Dennings che invece passano un’ora e mezzo a urlare metaforicamente “ehi! questo/a sei tu! e’ un film per te! e abbiamo un iPod talmente imballato di roba che ci sono sicuramente i tuoi gruppi preferiti!”.
GiorgioP ha detto:
Mattè il fatto è che io proprio per l’ultima parte non ci vedo la differenza, se su Nick e Norah c’è l’iPod con i Vampire Weekend su Singles c’era Vedder che faceva il batterista o su Empire Records c’era il cartonato di Sap degli Alice in Chains. Più analogico sicuramente ma il senso era lo stesso: ti vengo a cercare a casa e mi pongo come la famigliola del mulino bianco per scatenare il più alto livello di immedesimazione possibile. Secondo me inseguivano capziosamente prima certi film, come lo fanno ora.
Apatow in questo discorso infatti non lo metto, quella è la commedia che fa il suo corso negli anni e ciclicamente arriva a prodotti di quel tipo.
GiorgioP ha detto:
ps volevo dire pretty in pink, ora lo correggo :)
Dj Torba ha detto:
ma veramente in Empire Records ci stavano anche un sacco di fighe… ;)
Io difendo a spada tratta le bonazze che copulano con lo sfigato di turno!
prossimamente:
HoRs SeRie
Dj Torba
icepick ha detto:
vabbe’ stasera ci riprovo, ché ieri mi sono dovuto interrompere dopo 10 minuti per scendere in strada ad ammazzare un passante a caso.
OT
qualcuno di voi ha visto http://en.wikipedia.org/wiki/Judgment_Night_(film) ?
noooo? antichi!
giorgiop ha detto:
e ho anche il cd originale fra parentesi fantastico, il film però era na cagata immonda
Il mio post non vuole essere comunque uno stimolo a vederlo eh, ma uno stimolo a non giudicarlo aprioristicamente :)
Anonimo ha detto:
il libro era carino…
Felson ha detto:
Però se in fondo mi chiedo anche, qual è la differenza fra un Juno, un Charlie Bartlett, o un Nick e Norah con un Reality Bites, una Pretty in Pink, un Empire Records?.
Pure questioni di gusto probabilmente: a me ‘Reality bites’ è piaciuto, ‘Juno’ invece l’ho trovato noiosissimo.
valido ha detto:
Ma alla fine Singles strizzava l’occhio, e ci sta tutto. Il punto e’ che Singles strizza l’occhio e basta, e lo fa con un concerto degli Alice In Chains e qualche comparsata ben piazzata, ma Nick e Norah (e Empire Records, e Reality Bites) proprio salta e agita le mani tutto il tempo e dice “ehi! sono qui! guardami! siamo uguali! diventiamo amici!”. La differenza, almeno ai miei occhi, era evidente gia’ quando avevo 15 anni ed e’ ancora piu’ grossa ancora.
giorgiop ha detto:
@felson è che quando hai visto Reality Bites avevi gli anni giusti, come la maggior parte di chi ha visto Juno (che per inciso a quasi 34 anni a me è piaciuto)
@Matteo, l’ho capito ora che dici. Però io non ci vedo un grosso difetto o comunque non mi dà particolarmente fastidio in un film che ingenera un minimo di impersonificazione ed empatia. Te sì, ci sta. :)
Felson ha detto:
Io Empire Records non l’ho visto. Qual è l’età giusta per guardarlo? :D
giorgiop ha detto:
beh è alquanto giovanilistico :)
MissVengeance ha detto:
io ti odio un po’.
icepick ha detto:
anche io volevo fare un film su ciò che mi circonda. poi, facendo un mestiere diverso dallo sceneggiatore, ho pensato: “fermo, finiresti per fare un’insulsa e odiosa lista di cose che ti piacciono, ad esempio con name-dropping di locali messo in bocca ai protagonisti così, tanto per. senza una storia credibile sotto”.
Singles è una storia credibile che funziona anche se la guarda mio nonno, va al di là del contesto, che lì è un di più.
in n&n il contesto è tutto, per questo non riesce ad essere universale, né generazionale. si occupa più di quello che della storia.
per questo deve essere odiato. penso che ne creerò un culto al contrario.
giorgiop ha detto:
ah in singles il contesto non è tutto? :D
sei sicuro?
con Vedder che fa il batterista, il protagonista che esce dal cesso e vede suonare i Soundgarden e Matt Dillon che pare Mike McCready?
sicuro sicuro? :D
Senza calcolare i poster ai muri, i manifesti dei concerti e le scritte nei cessi? La saga del name-dropping anche lì, no?
valido ha detto:
In Singles il contesto, per quanto importante a livello di atmosfera e marketing, confermo che rimane sfondo e strizzatina d’occhio. Il film racconta storie che interessano e stanno in piedi anche se non passa Chris Cornell a fare headbanging mentre Matt Dillon prova lo stereo. In Nick e Norah se non nominano una band ogni 30 secondi cambi canale al volo.
icepick ha detto:
Giorgio getta la maschera, non pensi veramente che il film “spacca”, come dicesti su twitter.
è tutta una provocazione la tua, aprioristica, come affermasti.
giorgiop ha detto:
a “suo modo” spacca. E lo difendo con la mannaia :)
valido ha detto:
Mah, io per chiudere la faccenda sentirei il parere di Andrew WK:
http://www.i400calci.com/ilparerediawk.jpg
giorgiop ha detto:
sto ridendo come una merda :D
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