Presentare Matteo Valido Zuffolini è un po’ come cercare di parlare di Mike Patton, rinomato blogger, stimato collega di Spoilerin’, amico, e potrei andare avanti e scrivere un post solo per raccontarne le gesta. Non lo farò. In un certo senso (anche se indubbiamente ha un destino migliore di Will Smith) Valido è leggenda.

Questo post prende indubbiamente ispirazione da questo post qui. Una dissertazione grafica (e quindi una lettura più immediata) del gradimento per le trilogie cinematografiche più famose.
Ovviamente non abbiamo fatto i completisti, quindi ne mancano un bel po’

- Qua Valido. Non credo di aver dato voti particolarmente “strani”… è il classico caso in cui o commento tutto o commento niente. Per cui scelgo la via di mezzo e commento cose a caso.
Tipo: i film di Superman sono La Mia Infanzia. Cioè, per me il Superman di Donner non è nemmeno un film. Per le volte che l’ho visto, e per quanto mi significa, è una specie di equivalente della trilogia epica di Omero. Un testo storico, sacro. E se fossi un regista famoso avrei girato Superman Returns esattamente come ha fatto Brian Synger – to’, tagliando giusto un pelo sul finale. Il terzo infila la direzione sbagliata, ma preso a sè rimane tutto sommato simpatico.
I voti più grossi li prende in media Mad Max: c’è sicuramente della simpatia extra per una cosa anti-hollywood. Il primo è una cosa enorme, violentissima, con stunt incredibili. Un Mel Gibson dalla faccia d’angelo ma dalla psiche più contorta di tanti serial killer. Il secondo non ne parliamo: reinventa l’atmosfera da capo, e fa tutt’ora a gara con Blade Runner come il film che più di ogni altro ha segnato l’immaginario fantascientifico da ormai trent’anni a questa parte. Il terzo è hollywoodiano, ma vale anche solo per l’invenzione del Thunderdome.
Infine, una nota per tre dei seguiti migliori di tutti i tempi: l’Aliens e il Terminator 2 di Cameron, film epici e di rara perfezione, e il secondo, malatissimo Batman di Tim Burton. Che non ho ancora deciso se è meglio il Joker di Heath Ledger o il Pinguino di De Vito.
Ripasso la parola a Giorgio, sperando che mi spieghi la sua passione per Matrix (per me tutti e tre largamente sotto la sufficienza) ma sapendo perfettamente che il punteggio pieno a Blade Trinity è dovuto esclusivamente al culo di Jessica Biel…

- Qui Giorgio. Matteo in effetti non sbaglia, però mi sento di dire che Blade  è l’unica trilogia a mia memoria finita in crescendo, con il secondo episodio migliore quasi al livello del terzo e conclusivo dove l’apporto di Jessica Biel direi fosse fondamentale. Oh si era imparata anche a tirare con l’arco che credi! (anche se andarsi ad inventare la figlia di Whistler credo che sia una trovata seconda solo a resuscitare The Undertaker)
Per il resto ovvio, il Padrino non ha un termine di paragone valido (ahah) ai primi due episodi e Matrix a suo modo ha cambiato la maniera di concepire le trilogie. Della serie “andava bene il primo, era chiusa così, potevamo fermarci”. Qualche genio deve avere detto “Ma parliamo dell’architetto va!”. Ci vuole coraggio e a mio modo l’ho premiata. L’idea.
Indiana Jones imperdonabile il tempio maledetto, il ragazzino cinese stimola pulsioni xenofobe, così come gli pseudo sacerdoti indù. Non ci siamo per nulla; per sistemare le cose hanno dovuto richiamare alle armi un settantenne che stava tanto bene a riguardarsi nei panni di James Bond in dvd.
Per concludere Star Wars, estrema delusione per il ritorno dello jedi. Sono uno che sperava che gli Ewoks morissero tutti di diarrea fulminante.
Così non è stato. Ahimè