Quando ho visto l’immagine qui sotto è stato un attimo ma mi è passata davanti tutta la vita. Senza avere tutta la vita davanti.
Subito dopo mi sono ritrovato con gli occhi lucidi e il perchè non lo so, o almeno mi sono detto “non lo so” pur sapendolo. A un consistente numero di anni è cosa più logica e immaginabile realizzare che i sogni, in qualche modo, finiscono, e che se proprio non si riescono a cancellare si comincia a dare loro il giusto peso. Che è una cosa tristissima, davvero, ma che essenzialmente dovrebbe portarti in una terra chiamata ragione, vita reale, transizione verso il mondo adulto.
Ecco io sta roba qui non volevo farla, non ne avevo voglia, per nulla, non mi andava, e Calvin & Hobbes era (come i Peanuts) qualcosa a cui rimanere attaccato, qualcosa di infantilmente fermo, sciolto nel suo essere continuamente “piccolo”, commovente a rimanerlo per sempre.
Come se il tempo fosse fermo e in quel tempo si potessero specchiare tutti i rimpianti, tutte le cose che non si sarebbero mai volute sapere, tutto quello che non avrei mai voluto imparare.
Porto uno zaino Eastpak per muovermi e ora vedo per la prima volta che quella era una tigre di pezza e in un attimo rinuncio a tutto.


di Nami86