metric

Ci sono i dischi che partono da lontano, che quando arrivano si sente un botto che, vedendo da lontano a che velocità andavano, non poteva essere più forte.
Il ritorno dei Metric è la definitiva (e non ce ne era bisogno) consacrazione di Emily Haines.
Non è necessario che io torni sull’argomento del “è da un po’ che si vedeva a che velocità andasse (123) almeno per chi sta scrivendo questo post ma è il caso di iniziare a ragionare sul fatto che l’essere trina (Broken Social Scene fino a un certo punto, con Soft Skeleton e Metric appunto) sia una delle tantissime doti della Haines. Una di quelle che magari in un altro momento storico disegnerebbero un’intera scena, ora chissà perchè si ritrova quasi a lottare per far ricordare il proprio nome.
Non è così ovviamente, perchè in moltissimi sanno di chi si sta parlando però era bello ragionare per paradossi.

Non se ne dovrebbe parlare e quindi lo dico con leggerezza, Fantasies, il nuovo disco dei Metric è (mettendo le mani avanti in attesa di quello che verrà) il disco che ad oggi segna il personalissimo 2009, pop rock sospinto, ritornelli catchy che servono sedute di meditazione per levarseli dalla testa arrangiamenti tra i Blur del 97 e il synth pop un po’ melò, un po’ pugno all’aria (come i coatti in discoteca).
Un disco che a suo modo è la completezza di un discorso musicale che dalle multisfaccettature si è andato a inglobare tutto in dieci tracce monolitiche, su cui la voce algida della Haines cuce robe che strappano il cuore.
Come la splendida e unica Help I’m Alive, traccia d’apertura che, senza timore di essere considerato esagerato, e di strillare qualcosa ad oggi improponibile (ma che in fondo al cuore ho già mio) mi fa sibilare tra i denti che tanto un tiro così quest’anno non ce l’ha nessuno.
Esagerato. Ogni tanto ci vuole

Metric – Help I’m Alive (Mp3)
Metric – Help I’m Alive – Acoustic (Mp3)