E’ bello come ad un’arte (perchè tale la considero) del sapere porre le domande si cominci a dare sempre più importanza, soprattutto in un momento come questo in cui c’è forte bisogno di risposte. Un’arte, è scritto giusto, perchè chiudere l’interlocutore in una risposta chiusa (o quasi) vuol dire arrivare alla soluzione, ingabbiarlo. E vivere più felici.
Questo post è un tentativo, un esperimento, va, in cui le domande sono il vero e proprio topic. Le risposte una quasi inevitabile conseguenza.

Bruce Springsteen con Working on a dream scherzava?
Sì. Scherzava e lo dico da non “amico” di Springsteen, cioè non ci parlo e non ci vado a cena però mi sento di dire sì. Scherzava.
E’ un disco che sembra nato in uno di quei momenti in cui uno con la chitarra in mano (o anche senza chitarra) inizia a snocciolare le filastrocca delle osterie (la numero uno, la numero mille, del Vaticano) e magari qualcuno le ha registrate. Oppure in un momento di pseudo emulazione chessò dei Fleetwood Mac in cui il primo testo del cazzo è iniziato ad uscire fuori dalla bocca e il resto delle parole ci stavano così bene che si è deciso di chiamarlo poi Queen of the supermarket.
Queen. Of. The. Supermarket.
Thunder. Road.
Una delle due è sbagliata e non ha due parole nel titolo.
The Wrestler messa come bonus track, perchè a quel punto uno dice “lo scherzo o facciamolo bene, facciamolo sembrare una cosa vera oh, tu Evan (uno dei figli ndr.), photoscioppami un po ad minchiam una foto mia, magari una di quelle truzze, magari una di quelle che sono fuori e controllo il barbecue. Mettici il blu dietro dai, che fa molto verde speranza (se il verde è speranza il blu che è? tempesta? mah ndr.). Tiè va Burna (nel senso di Nero ndr.) sto cd e mi raccomando, MI, RACCOMANDO, limonaci su parecchio, soprattutto su Queen of the supermarket che funziona”.
Probabilmente Evan quella sera non ha limonato, “vuoi mettere Queen of the supermarket con Kanye papà?” e il cd è rimasto lì. Posato prima di uscire col SUV vicino al barbecue. Springsteen, invitati gli amici per una grigliata, mentre Little Steven si levava e metteva la bandana a seconda se stava facendo il boss mafioso con qualche strappona o ballasse la lambada attaccato al suo culo, e gli altri un po’ giocavano a nascondino, un poì a ”uno due tre non si muove una foglia” (ed altri giochi camerateschi guardati da lontano da Patti Scialfa con l’occhio di una mamma benevola e paziente), un po’ facevano una gara di tuffi a bomba in piscina (specialità di Clarence Clemons) un po’ si chiedevano perchè ogni volta che andavano a casa del Boss venissero puntualmente ripuliti di bigiotteria dai ragazzini amici di Evan (ci si pagavano le vacanze rivendendoli su ebay), uno po’ si sfavavano dicendo “oh io la prossima volta al barbecue mi do malato, meglio fare un’altra tournee”, deve essere capitato il cd in mano a qualcuno che deve averlo messo su sul soundsystem del Boss che in un primo momento deve avere detto “chedè sta robbba?”, poi riconosciutala ha skippato tutte le tracce per arrivare a Queen of the supermarket ridendoci su e dicendo “Queen. Of. The. Supermarket. Thunder. Road. Maperdio“.
Passava uno dell’etichetta (che ai barbecue si invitano sempre da soli ndr.) e disse “Beh buona”
La E-street band rispose in coro “mavaffanculo!”.
Il Boss diceva “Tour!”
E la E-street al pensiero di un’altra grigliata ha urlato in coro “Yeahhhh” mentre gli spruzzi del tuffo di Clarence Clemons finivano su tre chili abbondanti di costolette d’agnello pronte da mettere sulla grigia di un metro e mezzo per due.

Però Queen of the supermarket no, ti prego Bruce.
No.