Da quindici anni tu sei “lo stronzo”,
per un motivo e per tanti allo stesso tempo ma mi spiace, da quindici anni ti chiamo così.
Non è per sfottò, nè per piaggeria nè perchè mi consideri un benpensante e non valuti il suicidio tra le vie d’uscita accettabili (non la penso a questa maniera) ma tu per me sei uno stronzo.
Sei uno stronzo perchè ogni generazione sembra chissà per quale motivo debba avere il suo mito morto e tu non dovevi esserlo, tu dovevi invecchiare, magari ritirarti a vita privata a scrivere racconti, magari a fare il regista o il fotografo o forse semplicemente a completare la tua collezione di bootleg dei Pixies.
Questo.
Che ora i tempi sono anche cambiati, magari staresti tutto il giorno su youtube a vedere se ci sono concerti di vent’anni fa, quandoper i nostalgici  il rock aveva ancora un senso a chiamarlo così. Per inciso è forse da quindici anni che quella parola non ha più questo gran senso, anzi. Dopo di te c’è stato un liberi tutti (semmai non lo sapessi già) di quelli della peggiore specie. Forse oggi staresti ancora a sentire i Melvins e i Pixies davvero, forse gli Hunches o anche no, perchè tanto non credo avresti sentito altro.
Sei uno stronzo ed è difficile da perdonarti non tanto il gesto in sè ma il fatto che tu abbia deciso di non esserci più, così da un momento all’altro. Sì la tua sofferenza, sì la tua apatia sì il cazzo che vuoi ma tu eri davvero qualcosa. E gli anni che ci sono stati dopo ne sono solo una conferma per qualcosa che in fondo al cuore si sapeva già.
Niente sarà mai più così e niente è stato mai più così.
Davvero, ora non è che uno si mette a dire certe cose perchè hai deciso di uscire dalla festa e “sono sempre i migliori che se ne vanno” e “ti si è notato di più perchè non sei venuto”. A me non frega nulla ma te dovevi esserci qui, ora. A “fare cosa” è irrilevante.
Ma dovevi stare qui. Invece hai deciso in qualche modo di trasformare i miei (e di altri) diciannove in un orrido clichè. Di quelli che se penso ai poster di Jim Morrison attaccati ai muri mi mettevo a ridere, da quindici anni io ho tolto i tuoi di poster per non sembrarmi così ridicolo.
Non si può capire a diciannove anni che le canzoni non sono “canzoni e basta”, che il senso vada da un’altra parte mentre la voce va da tutt’altra, non si può.
Non si può leggere una notizia del genere sul televideo alla pagina 103 e non si può fare finta di avere letto male perchè “no dai così no”, non me lo meritavo. E non ti dico questo perchè ho comprato i tuoi dischi e mi meritavo qualcosa di diverso, no.
Non mi meritavo quella roba lì.
Quel momento, intendo.
Come non mi meritavo di capire veramente che the party was over vedendo uno che solitamente suona il basso entrare per un bis con la tua Jag-Stangs bianca e blu con l’impugnatura da mancino per la canzone dedicata a te. Metti in conto che mi hai devastato buona parte dell’esistenza perchè tu, stronzo, mi hai dimostrato che è legittimo non farcela e che la diretta conseguenza è prendere la porta e andarsene.
Spero tu l’abbia capito, tutto questo intendo.

Ciao, stronzo.