
Regina Il’ova Spektor è un po’ lo spauracchio della scena indie pop dei giorni nostri.
Mettiamo le carte sul tavolo, chiunque è spaventato da una pianista cantautrice russa con uno stile che è tanto confortevole per ragazzini in fase puberale quanto per trent’enni alienati dalla schiacciante ripetitività quotidiana.
Mentre ho scritto quest’ultima riga ero col braccio sinistro alzato.
E’ spaventato, dicevo perchè lo stile della Spektor affonda le dita nel sentimentalismo e nel art-pop, quello ai limiti del burlesque tutto singulti e aritmie melodiche.
Un esempio della portata di questo spauracchio è quel Begin to hope di 3 anni fa, un disco che sfornò una quantità di singoli e di canzoni ribatutte da pubblicità, serie tv, film che neanche gli U2 di The Joshua Tree.
Potere della vocina, dicevano molti, non rendendosi conto che Regina Spektor era qui per restare, anche perchè altrimenti non saremmo al suo sesto (il prossimo – in uscita a giugno) lavoro. Evidentemente qualcosa c’è.
Di silenzioso fino a tre anni fa e di stordente con quel disco lì che ne ha fatto una cosa enorme (forse anche più del dovuto) e che risulta ancora fresco e longevo.
Ora Far, in uscita a giugno e un singolo Laughing with che stende dal primo ascolto, uno di quelli che vi fa vivere il proprio serial a lieto fine preferito.
Insomma, aspettiamo porgendo la guancia all’ennesimo gancio di Regina. Sapendo che sarà kappaòtecnico
Regina Spektor - Laughing with (Mp3)

4 commenti
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maggio 11, 2009 a 11:30 pm
diamonddog
Non la conoscevo, il pezzo è notevole e l’interpretazione molto interessante. Grazie per la dritta.
maggio 12, 2009 a 3:50 pm
Anonimo
Amola fortissimamente amola!
E’ un gran balsamo per lenire la perdita di Tori Amos che, sì, lo ammetto, per me ormai si è fritta il cervello… (ti leggo sempre & volentieri ma non sono riuscita a condividere la tua affermazione su American Doll Posse quando l’hai definito il suo cd migliore dopo Choirgirl)… comunque non vedo l’ora di leggere la tua opinione sul suo nuovo album, sempre all’insegna delle parrucche (messe pure malissimo, la fronte cambia di ampiezza in ogni foto!)
E nella trepidante attesa di Far, torno ad ascoltarmi l’epica Natasha Khan, che vedo essere tra i tuoi ascolti del periodo!
maggio 12, 2009 a 3:58 pm
giorgiop
American Doll Posse aveva forse il difetto di essere lunghetto (ma davvero ho detto il suo migliore dopo Choigirl? Sai come è l’entusiasmo del momento. No davvero, l’ho detto?)
Bat for lashes senza dubbio uno dei dischi migliori del 2009 a mani bassissime
maggio 12, 2009 a 4:01 pm
giorgiop
ecco mi erano venuti i dubbi e il mio parere era nei commenti qui :D
http://junkiepop.com/2007/05/30/american-doll-goddess/
non potevo averlo detto insomma :)