Uè! Eccoci al gran finale della mini-rubrica in cinque numeri su “i film degli anni ’80 che hanno a che fare col rock e che Valido non aveva mai visto o non riguardava da secoli e sentiva il bisogno impellente di scriverne qualcosa”! Come tutti i gran finali ci hanno eccezionalmente spostato al mercoledì, giorno di maggior audience, in diretta concorrenza con… non lo so. Stasera mi risulta solo un’amichevole Lazio-Sampdoria.
Comunque è stato bellissimo e vi ringrazio per averci seguiti.
Il film di oggi si chiama

NICK LO SCATENATO (Rhinestone, 1984)

Tu sei il male, io sono il peggio

Tu sei il male, io sono il molto peggio

Yep, quello è Sylvester Stallone. Quello vero.
Il film di oggi non ha a che fare col rock ma col country, però ammetterete anche voi che la foto qui sopra è più che sufficiente per concedere la lieve eccezione.
Trattasi del primo tentativo di Stallone, dopo tre Rocky e un Rambo, di alleggerire la sua immagine da duro e dimostrare di essere un attore a 360 gradi con un ruolo comico/romantico, di quelli che oggi daresti a un Matthew McConaughey se non addirittura a un Vince Vaughn.
Trama: Dolly Parton – quella vera – scommette col suo manager di essere in grado di trasformare il primo che passa in una star del country capace di conquistare l’esigente pubblico del Rhinestone di New York. Il primo che passa è nella fattispecie il tassista americanapoletano Nick Martinelli (Stallone) (il cognome Martinelli mi fa particolarmente ridere perché è anche tipico di Carpi/Modena, la mia zona nativa). E insomma, avete capito bene. Segue un’ora e mezzo di Dolly che canta e Stallone che… diciamo che prova a starle dietro.
Il progettaccio in questione, scritto da Sly con quel Phil Alden Robinson che poi farà L’uomo dei sogni, passò tra le mani di quattro registi prima di finire in quelle del Bob Clark di Porky’s, e che ci crediate o meno questo aneddoto l’ho ricevuto di primissima mano dal tizio che, nella scena migliore del film, fa il Johnny Cash sfigato che canta una ballata tragico-splatter e viene malamente deriso dal pubblico. Lo stesso tizio mi ha anche detto che Phil Alden Robinson fu a un passo dal rifiutarsi di mettere il suo nome nei credits.
Detto questo, volevo farvi vedere le scene migliori (quella appunto del Johnny Cash sfigato, ma soprattutto Stallone che fa una Tutti Frutti al cui confronto My Way di Sid Vicious era fedele e raffinata), ma Youtube le ha rimosse tipo ieri l’altro – vi giuro che le avevo viste. Per cui come assaggio vi rimane soltanto la leggendaria Drinkenstein (vedi foto sopra) che all’epoca vinse il Razzie come peggior canzone dell’anno. Oppure potete ovviamente recuperarvi tutto il malloppo nei modi che preferite e godervi un Sylvester più grintoso e volenteroso che mai, e una pellicola tutto sommato mediocre ma simpatica e a suo modo difficile da dimenticare.
Il film ovviamente all’epoca fu un fiascazzo pauroso, e Stallone si curò dalla depressione interpretando solo cloni di Rocky e Rambo per quasi 10 anni.
Poi fece Fermati, o mamma spara.
Ed è ancora vivo!

Arretrati:
#1: LA LUCE DEL GIORNO
#2: ROADIE
#3: LADIES & GENTLEMEN, THE FABULOUS STAINS
#4: LA BANDA DI EDDIE