6- Neil Young
Trovarsi di fronte a un mostro sacro come Neil Young è per forza di cosa emozionante, a prescindere dal fatto che uno ami il rock o la techno. Parliamo di qualcuno che come Obama unisce i popoli nella comune fratellanza.
Si presenta sul palco vestito (a suo modo) da sera. Camicia bianca e jeans, giacca nera con righe bianche e inizia il suo personalissimo show. Il cartellone del festival nel doveroso rispetto di sua altezza in quel momento non propone null’altro e scivola via una cavalcata rock che va a raccogliere moltissimi dei suoi classici (Hey hey my my sparata praticamente subito) resi ancora più enormi da una presenza scenica per nulla scalfita dagli anni che passano. Chiusura con A day in the life dei Beatles e strappo delle corde della chitarra. Unico neo il numero di persone che ormai a quel punto affollano il festival (da me non calcolato al momento) che rendono quasi invivibile la cosa. Ma è Neil Young, e probabilmente è inevitabile tutto questo.

7- Lightning Bolt
Mi ci sono avvicinato nella quasi totale ignoranza, spinto dalle vampate di suono che provenivano al palco da cui stavo ascoltando i Vaselines. Mi ci sono fiondato e il duo composto da bassista e batterista (inquietantissimo con una maschera con microfono incorporato) hanno proposto un live furioso fatto di potenza rock e violenza rave. Ritmi furiosi e per nulla devoti a un genere unico. Un pout pourrì di generi che subito ha mandato nella furia del pogo la folla e che ha aperto gli occhi a chi, come me, raramente si è trovato di fronte a qualcosa di simile. Inavvicinabili per impatto in questo festival

8- Fucked Up
Con i Lightning Bolt il vero concerto -core del festival. I canadesi sembrano un’armata Brancaleone tra ragazzini sul palco, una bassista che sembra la zia del gruppo a fare da guida a una gita e il frontman Father Damian a dominare totalmente la scena. Parliamo di hardcore, strillato e di stampo A Minor Threat accordi apertissimi e ruvidi fatti per il pogo e poco altro. A tratti si sente qualche spunto wave nelle intro ma è solo una parentesi in un mare di sudore. Damian si fa tutto il concerto tra la gente che rimarrà ad abbracciare a fine concerto e concede qualche siparietto alla “assassino del silenzio degli innocenti” (cazzo in mezzo alle gambe) e culo di fuori (e cazzo mostrato alla bassista). Io mi commuovo sempre quando vedo cose così. Sì che sono vecchio ma di fronte all’autenticità di tutto questo non si può che sorridere e sentirsi meno soli.

9- Sonic Youth
Anche se il disco non mi ha pienamente convinto (“a che serve un disco così”) ho trovato la mia risposta nel loro live, quadratissimo e votato anche qui allo spirito dell’harder faster. Scaletta tirata con brani proposti per lo più da The Eternal (appunto) che dal vivo prendono una piega diversa, più ruvida. Più Sonic Youth. Kim Gordon al centro della scena stasera si prende il ruolo di front-girl cantando la maggior parte delle canzoni, maglietta bianca lunga, pantaloncini neri e calze strappate. Cinquantasei anni. E la coscienza che certe cose sono nate solo per essere “Sonic Youth”. E punto.

10- Alela Diane
Oh il genere molto probabilmente lo troviamo affascinante solo io ed Emiliano Colasanti ma all’uscita non trovavamo parole minori di “bellissimo”. La cantautrice sale sul palco e presenta il padre e sembra di stare da subito a un festival di redneck, poi sale una sua amica corista (e lì mi scappa la battuta “sì e ora anche l’amministratore del condominio), poi a completare l’opera un bassista e un batterista che sembrano usciti scongelati dagli anni 60, pantaloni a zampa, canotte viola attillatissime e ci si trova proiettati in un altro mondo fatto di canzoni root folk come da tempo non se ne sentivano (almeno con quell’attitudine lì). Senza tanti fronzoli, puro e semplice traditional spirit. Bellissimo e a suo modo commovente. Ps per chi avesse voglia di snobbare si rendesse conto che metà dei riff richiamavano alla mente canzoni di Sky blue sky dei Wilco.

kekko said:
la foto dei fucked up spacca pesantemente. l’hai fatta te?
giorgiop said:
no
poi metto i credits delle foto (prese da flickr cmq)