Aldilà delle ovvie valutazioni post tornata elettorale per le europee riassumibili in:
- Berlusconi ha il consenso di poco più di un italiano su 3 (e non il 70% come da lui affermato, ricordatevi che sul simbolo del suo partito campeggia la scritta Berlusconi presidente, così si misura il suo consenso)
- il qualunquismo e la retorica sono pane per i denti italiani e Lega e Italia dei Valori era scontato ne avrebbero guadagnato a riempire il proprio grande grandissimo vuoto di ideali (IDV) e umanità (Lega)
- l’UDC è ormai fisso nel suo “ruolo da UDC”, quello che al gioco della bottiglia diceva sempre “carezza” e mai bacio o schiaffo insomma
- non esiste più la destra (ma non lo dice nessuno)
- la sinistra spaccata in due tronconi ha ottenuto quello che a conti fatti è un più che buon risultato. Sinistra e Libertà di Nichi Vendola in particolare con il 3,1 ha dimostrato che è possibile una nuova coalizione che non avesse nel nome nè la parola comunista nè nel simbolo la falce e il martello. Idee, soprattutto e tante tante parole spese tra la gente. Sostanzialmente il 3,1 di SL è un risultato molto più mobile e sicuramente in crescita, un ottimo punto di partenza mentre il 3,4 di Rifondazione e Comunisti Italiani assomiglia più che altro all’iscrizione su una lapide.
- Fini e i suoi generali sono paragonabili a giardinieri, maggiordomi e stallieri, nel momento in cui si sono “donati” in cambio di due poltrone due in quella che verrà ricordata storicamente come la legislatura dello sfascio definitivo del sistema Italia.
- L’Italia è un paese che vota ancora Mastella e De Mita.
- Il PD ha tenuto botta molto più del previsto, e qui scende in campo il ruolo di un segretario che non ha fatto nulla di eclatante ma che almeno rispetto a chi c’era prima “almeno ha detto qualcosa”.

Coseguenza di tutto questo per i tempi a venire sono senza dubbio l’abbandono delle speranze che il governo cada, mettetevi l’anima in pace perchè non accadrà mai, nel frattempo possono accadere cose abbastanza positive ed utili.
Innanzitutto Montanelli ci aveva visto quando disse che gli Italiani in quanto razza a sè avevano bisogno di venti anni di Berlusconi per capirlo appieno farcisi gli anticopri ed espellerlo come un virus. Sta succedendo questo, speriamo che il ventennio sia abbastanza e prepariamoci per quello che verrà dopo. Le lotte interne al PDL e la Lega non troveranno fine, non ora, ma anzi logoreranno sempre di più lo stato fisico, mentale e di immagine della loro guida. Insomma parliamo di una persona che ha comunque più di settant’anni, che inizia a mostrare i primi segni di cedimento e che a questi ritmi, con una crisi del genere e con degli alleati che soprattutto sanno che non potrà andare avanti per molto tempo questa sorta di patrocinato politico inizieranno per primi a guardarsi intorno. Cercare alternative, muoversi per, e di conseguenza scaricare il personaggio principale.
Mettiamola così, la ricerca sarà tra i personaggi dell’attuale arco parlamentare mettiamo un lotto composto da Fini, Casini (in caso di futura alleanza, che non credo farà), Formigoni o qualche Berluscones modello Alfano.
Il fatto è che cadendo Berlusconi cadranno anche i Berluscones, questa è un’ipotesi che non prenderei in considerazione.
Logorio insomma. Ma sarà lunga, lunghissima e con la crisi di mezzo sono convinto che assisteremo a veri e propri bagni di sangue.
Ragionateci, il PDL è al 35% dopo solo un anno quindi in netta frenata e i reali effetti (almeno quelli ipotizzabili) dell’attuale situazione economica iniziano solamente ad affacciarsi in questi mesi. E’ solo l’inizio, poi ci sarà poco tempo per chiacchiere e gossip. Notatelo tutti, in situazioni del genere i “politici” che conoscono l’aria mirano a nascondersi a non cercare visibilità, Fini, Tremonti, Formigoni, pur essendone parte non sono stati investiti dalla tramontana elettorale. Si sono nascosti, in attesa di tempi migliori.
E il PD? Il PD dovrà prendere questo tempo per capire di che pasta è fatto, qual è la sua vera anima e soprattutto quali sono i suoi personaggi chiave. Si è vinte le elezioni con un ex-DC doc, alla resa dei conti l’unico ad avere battuto due volte Berlusconi, si è perso con chi paventava ideologie da Kennedy, si è perso ancora con chi ha cercato di giocare con Berlusconi come il gatto col topo finendo a fare il topo, come D’Alema.
Le scelte insomma sembrano essere state fattte tutte. Rutelli compreso.
Dai risultati elettorali però è uscito qualcosa di diverso e inaspettato, qualcosa che neanche gli istituti statistici potevano prevedere: Debora Serracchiani.

[continua]