Se vi siete disinteressati da un po’ al discorso politica Debora Serracchiani è una di quelle (di storie) che è un po’ a sè. Se in questi 5 giorni non avete sentito parlare di lei vuol dire che non siete stati vicino a un media non controllato da Silvio Berlusconi (che infatti evita ampiamente anche nei suoi tg di affrontare il discorso, ma quello non è giornalismo è propaganda illiberale).
La ragazza (sarebbe il caso di dire donna, ha 39 anni) in Friuli Venezia Giulia, candidata nelle liste del PD non solo ha preso più voti del capolista del suo partito (Berlinguer) ma ha superato Berlusconi di 9000 voti circa.
Una rondine non fa primavera, questo è ovvio ma parliamo di qualcuno che come dicevo sopra ha una storia politica tutta a sè, infatti della Serracchiani si è iniziato a parlare all’indomani delle dimissioni di Veltroni da segretario e della nomina di Franceschini quando al Congresso nazionale dei circoli del PD, disse sostanzialmente in faccia al segretario e a tutta la plutocrazia del partito quello che pensavano tutti. Quello che realmente non andava (e continua a non andare) nel PD.
Sostanzialmente da lì è diventata il personaggio che stava alla sinistra come il ragazzino che diceva che il re era nudo. Il fatto è che non so perchè non so per come ma in questo modo, gran parte della base elettorale del PD ha trovato una sua faccia.
La faccia pulita di una trentanovenne che marca le s facendole diventare delle sc, con la frangetta e col sorriso sempre stampato in faccia. Anche quando invitata dalla Bignardi si diverte a dare un 5 a D’Alema.
Cosa succede ora per il PD: alla luce di tutto questo si è ritrovato con un jolly in mano inaspettatamente. Una carta che riapre un po’ tutti i giochi soprattutto interni e una possibile visione unitaria a livello di politica e punti programmatici.

Pensateci, per molti italiani varrà la spinta emotiva (e da ex-elettore del PD, ora dichiaratamente Vendoliano l’ho sentita forte anche io) della ricerca del nuovo Obama, del Mosè in cui riconoscersi e da seguire, per molti altri tutto questo sembra essere un punto di partenza per ricominciare a far credere a una politica schietta, alternativa alle bufale della destra, che parli di ricercatori e di scelte etico morali e che punti il dito sui reali problemi del paese, la precarietà e l’impronta teodem fra le altre.
Debora Serracchiani dal giorno dopo le elezioni ha iniziato a fare paura, a tutti, vicini e oppositori. Gli oppositori perchè sia mai che una donna metta in braghe di tela un re, i vicini per lo stesso motivo, solo che al posto del re ci sono le poltrone.
Quando sentite parlare di ex-margherita immaginateveli tutti belli, paciosi e seduti su queste belle poltrone, gente che a tavola c’è da anni e preferisce regalare il paese a Berlusconi piuttosto che alzarsi, Fioroni per dire il primo che mi viene in mente è stato il primo a dire che di farne segretario, alla Debora, non se ne parla.
Lungimiranza di un elefante morente, insomma.
La Serracchiani mette in gioco un po’ tutto questo, con la sua sola presenza e sembra tanto, tantissimo l’ultima carta disponibile per il PD. Un partito che continua a discutere di vecchiaia e incancrenimento del governo mentre non è stato capace di rinnovarsi da 15 anni e che si è cristallizzato nelle frasi di Moretti a Piazza Navona “con questa dirigenza non vinceremo mai”. Guardate le facce su quel palco, sono di sette anni fa e sono lse stesse di oggi, mentre Moretti parla di generazioni di dirigenti da saltare per arrivare ad ottenere un discorso politico di livello.
La Serracchiani ha avuto il coraggio di ribadire questo, di fissare come obiettivo che un partito del genere deve darsi una nuova partenza fatta di una nuova dirigenza e nuovi volti, Investendo di entusiasmo una fossilizzazione di sentimenti anche della base. L’unica maniera alla resa dei conti per provocare una reazione a catena è stata la sua. Schiettezza chiarezza e niente paura.
Magari non sarà Obama, ma probabilmente basterà essere “Serracchiani”