E chiudo con questo post il discorso “sensibilità politico-sociale” aperto con il post di giovedì.
Il film in questione è La classe operaia va in paradiso, regia di Elio Petri, uno di quei cinque film per cui il cinema Italiano è da scrivere con la I maiuscola.
La scena in questione è la definitiva presa di coscienza di Luigi Massa interpretato da un enorme Gian Maria Volontè, messo di fronte ad un suo ruolo di sempiterno ferro tra l’incudine dei sindacati e il martello della fabbrica decide di fare da sè e proclama lo sciopero.
Scena intensa, tre minuti scarsi di quasi monologo (a tratti Massa parla tra sè e sè, è allo stesso tempo comico e drammatico, da brividi) giocati sul crescendo delle musiche di Morricone fino ad esplodere in un urlo finale, liberatorio e allo stesso tempo consolatorio. Perchè la presa di posizione è fatta.

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