Salve a tutti, la mia latitanza su queste pagine è dovuta a tanti motivi pratici, ma ce n’è anche uno ideologico: i playoff sono senza dubbio la cosa migliore da vedere della stagione, ma secondo me anche la più noiosa di cui parlare.  Dello scudetto ai Lakers tra l’altro se ne era già parlato qui in tempi non sospetti, e se consideriamo che Ariza prima di finire a LA è stato scartato come un bidone proprio a Orlando beh, forse era proprio destino.

Ma tutto questo è già agli archivi, perchè incombe il Draft di giovedì, e con esso tutte le succulente speculazioni sulla prossima stagione: squadre come i Grizzlies vivono questa settimana al centro dell’attenzione, avendo l’ardire di coltivare speranze di gloria destinate a essere distrutte già entro Novembre/Dicembre.

Se non avete seguito l’NCAA, la combine di Chicago o le partite della Lottomatica però è probabile che diversi dei nomi in ballo in questi giorni vi risultino un po’ oscuri, ed è per questo che ho approntato un piccolo bigino per l’occasione.

1) Chi è quel ragazzino che somiglia a Harry Potter? Ma gioca coi grandi?

Ricky Rubio (pronuncia RRRicky RRRubio) è il diciottenne playmaker spagnolo intorno al quale c’è tanto hype manco fosse il terzo dei Gasol. Pitchfork gli ha dato 9.2, secondo la stampa sportiva potrebbe essere alternativamente il nuovo Pete Maravich, il nuovo Steve Nash o il nuovo Gianmarco Pozzecco. Brandon Jennings lo ha già dissato in un’intervista per espn. Molto probabilmente sarà scelto dai Gryffindor per giocare… accidenti non ne so abbastanza per completare questo ironico paragone, come si chiamano i ruoli del… dai sì, lo sport dei maghi lì, insomma avete capito dai.

1) Chi è quel tizio che somiglia a Shrek?

Blake Griffin è un orco dell’Oklahoma venuto su a hamburger e milk shake. La cosa forte è che gioca a basket esattamente come Shrek, vedere per credere, e sembra l’unica vera cosa sicura di questo draft.  In due parole, è il Biff Tannen del Marty McFly-Rubio. Personalmente mi piace molto, ma ho un po’ paura di cosa possa succedergli ai Clippers. Ah, i Clippers. No seriamente, guardatelo il video, sono quasi solo schiacciate, ma rimanete fino alla fine per vedere quella in cui sbatte la testa contro il tabellone e quasi si cava un occhio. Ripeto, sbattendo la testa contro il tabellone.

3) Ci sono giocatori italiani in ballo quest’anno? Chi è sto Jennings da Rome,Italy?

No. Cioè, ni.  Cioè vagamente. Ormai è storia nota: Brandon Jennings, secondo figlio prediletto di Compton (dopo dr Dre) è stato il primo regazzino in assoluto a guardare bene questa regola che un anno minimo al college te lo devi fare, pensarci su un attimo e dire fuck this shit, farsi un bel flat top come il principe di Bel Air e venire a svernare a Roma, dove per giocare, guarda un po’, l’hanno pure pagato. Fatto bene ha fatto bene, secondo me, specie nello sfanculare il sistema, solo che in serie A e in eurolega ha fatto nè più nè meno di quello che fanno tanti diciottenni di talento arruolati nei roster dei grandi club: e cioè più che altro panca. E proprio per questo ha perso lo status di grandissima promessa del basket ed è un po’ sparito dal radar. Tipo intrigante, anche considerando i detrattori che ne parlano come un nuovo Marbury. Anche fosse, semmai, mica giocava così male Steph.

Menzione speciale – nome dell’anno: DeMar DeRozan

Altro figlio di Compton, nota la coincidenza, ha giocato al college con il figlio di Master P. Il figlio di Master P. Ora state li a ridere del nome quantomeno eccentrico, vi vedo benissimo, e giuro che le maiuscole a caso non ce le ho messe io, però sicuro a lui non gliel’hanno mica fregato l’url di facebook con il nome e cognome come è capitato a noi. A me almeno è successo. Je possino, come si dice.

Menzione speciale – premio Barack Obama per le relazioni internazionali: Omri Casspi

Omri Casspi sarà probabilmente il primo giocatore israeliano a giocare nella nba. Obama gli ha organizzato dei workout in tutto il paese e ha cercato di convincere Washington a prenderlo al #5. Gli Wizards, non convintissimi, hanno trovato un astuto stratagemma politico, e cioè scambiare la prima scelta + roba varia con Mike Miller e Randy Foye dei T’Wolves. Adesso la prospettiva di mandarlo a giocare nel Minnesota non suona molto allettante e anzi il prez pensa che potrebbe anche essere recepita come una grossa mancanza di rispetto in Israele, si lavora quindi per evitare passi falsi in politica estera. Vero. Giuro. O almeno, così dicono i giornali.