E non perchè non ci sarebbe poco da dire ma perchè ce ne sarebbe molto.
Basta forse (anzi, sicuramente) quello che ha scritto della sua redazione, del suo giornale, NEL suo giornale (Rumore #212 di Settembre 2009) Maurizio Blatto e va a lui tutta la mia enorme stima per il coraggio e il suo idealismo giornalistico musicale e non. Merce rara. E da un po’ di tempo.
E un po’ ovunque.
Sarebbe bello se uno stato delle cose sul giornalismo in Italia, i giornali, e l’informazione e perchè no, a questo punto anche i blog, almeno per quello che riguarda l’area musicale/alternativa arrivasse a un “dunque” al capirsi, a vedere se c’è qualche punto da mettere e qualche “a capo” da battere. Sarebbe bello che un atto di giornalismo di questo tipo (perchè questo è queste 30 righe, Andreotti consigliò di lavare i panni sporchi in casa dopo avere visto Umberto D., fortunatamente Blatto ha il coraggio di non farlo) non cadesse nel nulla, ma dubito sarà mai così perchè le logiche ormai sono saltate tutte. Forse in maniera irreversibile.
Lascio giudicare a voi.
Edit: Andrea Girolami risponde su Non si scherza più (non al mio post ma al Privè di Blatto). Qui


8 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
settembre 9, 2009 a 8:13 am
ale-bu
l’hai detto tu. merce rara.
purtroppo.
settembre 9, 2009 a 12:35 pm
elf
STANDING OVATION
settembre 9, 2009 a 4:32 pm
kekko
bel pezzo, devo ammetterlo.
settembre 9, 2009 a 4:45 pm
Vitaminic
[...] Andrea Girolami replica al Privè di Maurizio Blatto pubblicato su Rumore #212 (che potete leggere QUI) [...]
settembre 10, 2009 a 12:00 pm
Complotto e mezzo
[...] riverita firma di Rumore si lancia sul numero di settembre in un “atto di livore”, avente per destinatari alcuni suoi stessi compagni di testata. Si avvicina una resa dei conti [...]
settembre 10, 2009 a 1:45 pm
diamonddog
Tutto molto bello e condivisibile.
Ma il problema è un altro.
Chi glielo fa capire ai ragazzini? Che non hanno vissuto “certi periodi” (mi riferisco a quelli in cui un genere musicale aveva anche valenza e profondità sociale), che non hanno mai anelato a comprare un vinile con i risparmi, che non hanno mai passato ore a leggere i credits o tutte le pappardelle che priva stavano nelle sottocopertine, che non hanno mai vissuto un concerto come una messa, che non hanno mai ascoltato una canzone nota-per-nota, strumento-per-strumento.
Temo che la cultura che traspare dalla sfuriata di Blatto sia irrecuperabile.
Morirà con noi che in qualche modo ce l’abbiamo dentro.
A meno che non emerga qualcuno (e la speranza ovviamente….) capace di “trasmettere” alle nuove generazioni. Andrò a vedere il film, se non altro.
settembre 11, 2009 a 7:12 pm
Andino
[...] Andrea Girolami replica al Privè di Maurizio Blatto pubblicato su Rumore #212 (che potete leggere QUI) [...]…
settembre 12, 2009 a 10:53 am
Lucca Soffri
http://spadrillasindamist.blogspot.com/