E no non è l’ennesimo post di commemorazione.
Conosciamo un po’ tutti Bon Iver. Se non lo conoscete il problema è un po’ vostro e un po’ vostro (del resto qui e da altre parti se ne è parlato, giustamente, anche troppo), fatto sta che il suo For Emma.. è uno di quei dischi a suonare dilaniante dalle prime note, dalla chitarra scarna, dal falsetto, da quella capacità che ha di rimestare le viscere e farne un Big Mac nel giro di tre minuti di canzone.
A Bon Iver, che rimane per chi scrive un cantautore dal talento assoluto, uno dei pochi veramente di un talento diverso e quasi anticonformista per mille motivi (non ultimo l’asetticità della sua proposta, il suo perenne non strizzare l’occhio a nessun tipo di modulo musicale predefinito), probabilmente scrivere un disco come quello di cui si parlava sopra non bastava. No.
Non è bastato mandare alla deriva gli animi di una generazione di trentenni.
No.
Bon Iver il 28 settembre ha tenuto un concerto in un cimitero. Uno di notte e uno di giorno.
Al Forever Cemetery, a Hollywood.
Cimitero che ha anche un suo sito di tutto rispetto.
Alcuni direbbero agghiacciante, altri surreale, altri ancora evocativo.
Io dico semplicemente perfetto.
Qui tutto il concerto, o quasi, montato da camere diverse, in posizioni diverse. Qui sotto invece Flume
E ora piangete tutti in coro. Su