L’inutile
Oggi si è ritirato dal calcio internazionale Nolberto Solano: non vestirà più la maglia del Perù.
Una notizia del genere sconvolgerà qualsiasi lettore di cronaca sportiva come non accade dal 1980, anno del primo scandalo del “calcio scommesse”. (Sarcasmo).
Ad essere onesto, io ho letto la notizia e quindi, implicitamente nell’atto di leggerla, mi sono interessato.
L’interesse nasce da un amore, non sportivo e credo non corrisposto (ogni malizia è assolutamente fuori luogo), nei confronti di Solano.
L’abile
Piccola ala destra, incredibile sui calci di punizione (Maradona, che lo ha incrociato come compagno di squadra nel Boca Juniors nell’anno del Mondiale statunitense, lo aveva soprannominato Maestrito per le sue capacità balistiche), Solano si è fatto conoscere come giocatore del recente Newcastle, diventandone una colonna portante.
L’utile
Nonostante i nove anni in Inghilterra, sette stagioni con i Magpies inframezzate da una con l’Aston Villa e con il West Ham, Nolberto non ha dimenticato le sue radici sudamericane e ha portato una ventata equatoriale nel Tyneside, la regione più settentrionale dell’Inghilterra, di cui Newcastle è la città più importante e i cui abitanti sono soprannominati geordies.
A questo punto un ignaro si aspetterebbe di leggere ciò che i calciatori sudamericani combinano solitamente in Europa (feste, discoteche, donne di malaffare, vacanze oltremodo prolungate).
Solano però non è brasiliano, non è argentino, neanche colombiano: è peruviano.
Non ci sono carnevali, non ci sono sorprese sotto il perizoma.
L’incredibile
Nolberto Solano suona la tromba in gruppo salsa y merengue che si chiama The Geordie Latinos, un ensamble di dieci elementi validissimi in cui il giocatore peruviano non sfigura assolutamente.
Ho faticato parecchio ma, dopo una lunga ricerca, ho trovato un breve video di un suo live (qui, su Youtube).
Ecco spiegato il mio amore per lui.
A chiudere
Giugno 2008. Prima di una delle sue ultime apparizioni in nazionale, il trombettista si fece fotografare per El Bocon, periodico sportivo andino, in divisa da gioco del Perù mentre puntava una pistola ad una maglietta dell’Uruguay.
Titolo: matar o morir. Ogni traduzione è superflua.
La partita sarebbe stata decisiva per le qualificazioni al Mondiale sudafricano.
6-0 per l’Uruguay.
Niente più nazionale, per Solano.
LucaMarja said:
Whoa. Grande articolo. Io avevo una passionaccia per Jorge Alberto González Barillas aka “El Magico”, ma son bei tempi andati. Viva!
schachner said:
la mia prima squadra del subbuteo è stata il san salvador ‘mondiale 82′.
numero 11: jorge gonzalez barillas, detto el magico.
mondiale ’82(vero).
ungheria-san salvador 10-1, partita equilibrata.