Ieri, presentazione della campagna di sensibilizzazione per gli effetti e la prevenzione per l’influenza H1N1.
Il governo decide il proprio testimonial: Topo Gigio.
Oh, non è uno scherzo. Quello di “strapazzami di coccole” mica Giusy Ferreri, mica Jens Lekman che l’influenza se l’è presa, mica Chuck Norris. No.
Topo Gigio.
E allora mi sono messo a pensare che in effetti un messaggio bonario, rassicurante, per famiglie e con la garanzia che “arrivasse”, in effetti non poteva che provenire, per essere ben compreso dalla marmaglia compatriota da qualcosa
- alto quanto un barattolo e uno sputo
- con la voce melliflua
- l’atteggiamento tra il timido e ora te lo faccio vedere io
- lo sguardo e il cantato di un navigato entertainer da crociera
- qualcuno che si “sentisse solo” e che avesse bisogno di un po’ di coccole, quel rassicurante per cui insomma dopo tre secondi se sei una donna ti ritrovi una mano sul culo
- un qualcosa che riconoscesse al volo qual è la “bella donna da colpire seduta al tavolo (e sul video questo succede)
Me li vedo quelli del ministero della salute, devono avere avuto il nome sulla punta della lingua per un bel po’, un brainstorming che dalle teste lacrimava sangue, ma poi, qualcuno, ha visto giusto.
E ha fatto la sua scelta.
Topo Gigio.
Appunto

Ci sono domande?