Lunedì scorso tre persone che non si conoscono (credo) tra loro, in tre punti diversi del nostro patrio suolo, in tre momenti diversi e soprattutto (sempre credo) non mettendosi d’accordo, mi hanno sostanzialmente “detto” oh, il disco nuovo dei Converge.
Una di queste era Francesco Farabegoli in uno dei suoi momenti di umanità culturale.

Ecco.

Axe to fall è il disco nuovo dei Converge ed è uno di quei dischi lì che si aspettano anni. Precisamente 3. E quindi si aspettano dall’altro disco dei Converge.
Uno di quei gruppi per cui già sai che il segno lasciato è talmente profondo, inequivocabile, tatuato nella cultura moderna per cui nessuno si mette a cazzeggiare e neanche a provarci a fare un qualcosa di lontanamente paragonabile.
Strappone che imitano Madonna ce ne sono, strapponi che imitano i Converge no. Per dire.

Axe to fall è l’ennesimo “miracolo” dei Converge. L’ennesimo grand guignol di hardcore noise e post metal che puoi sentire una volta nella vita. Se vieni dai centri sociali, se vieni dalle fanzine e se almeno una volta ti sei beccato una gomitata in faccia e sei stato felice di prendertela. Se hai vissuto in situazioni in cui hai voluto letteralmente “bene” a persone sudate vicino a te che ondeggiavano la testa così violentemente da rischiare il tuo naso per 50 minuti di concerto, se senti qualcosa quando vedi due mani accartocciate attorno a un microfono e le vena di un cantante che si ingrossano fino a scoppiare, se i riff di chitarra li senti aprirti in due se in quei momenti lì puoi essere un impiegato o un disoccupato o uno spacciatore o uno che dà il culo nei cessi della stazione questo qui è quello che io amo hardcore.

Questo è quello che io chiedo solo, un disco così, ogni tre anni. Un disco che mi ricordi del perchè io ami tutto questo.

E Axe to fall è un miracolo.
Perdio.

Converge – Axe to fall (video)