Io sono uno di quelli che diceva “non si scapperà dalla reunion dei Soundgarden” e il mondo, nessuno escluso (nessuno) diceva in tutta risposta “ma che cazzo stai a dì”.
Eccoveli qui allora belli (nsomma) e pimpanti a riscuotere in cassa un ritorno mai ventilato per dodici anni che solo i meccanismi della reunion decade (vogliamo trovare un nome al decennio passato? eccovelo) perchè alla fine oh, ci guadagnano tutti e un bel giro di rinfrescate al conto corrente non fa mai male.
Chi ha da perdere qualcosa? Tutti. O quasi.
Chi non ha da perderci nulla e potrebbe farsi una nuova verginità? Quel poveraccio (che non nominerò) che ha fatto un disco con Timbaland. Sì il front-man che una volta veniva conosciuto come forse il miglior front-man del rock alternativo (più di Vedder, più di Cobain, più di Staley sicuramente più di Arm che comunque non era un front-man) e che dallo scioglimento del gruppo (giusto e perfetto con un disco che non era una gran cosa ma che alla resa dei conti poi tanto schifo non faceva – Down on the upside) si è buttato in robe temerarie di fronte al quale, permettete forse anche Bobby Solo si sarebbe posto qualche scrupolo.
Ora io non vengo a ricordarvi il paradosso degli Audioslave, l’ossimoro di una canzone per James Bond (il problema non è per CHI è la canzone ma il problema era LA canzone) e un disco con Timbaland. Se fai quello che fai (compresi gli Audioslave e chi se ne frega di Mann eh) e quello che fai è questo e soprattutto VA TUTTO MALE, anzi MALE non rende bene, va tipo le fogne di Calcutta beh qualche problema o qualche deduzione alla resa dei conti dovresti incontrarla. Che forse, tu, non sei quel front-man e che forse tu, avevi un senso in quel gruppo lì abbandonato 12 anni fa. Da qui una reunion che è un maquillage alla fica di Cornell. Nient’altro.

Ps almeno Bobby Solo a 63 anni collabora con Asso. Cornell guarda un po’ da chi hai da imparare