Se ne è parlato già da un po’ e in giro.  Da qualche parte si è indicato come il principale gruppo alternativo abbia fatto il definitivo passo verso un termine conosciuto come sdoganamento per altri invece si tratta di tradimento.
Che gli Afterhours scrivano una canzone, Adesso è facile (perchè la canzone è, a tutti gli effetti un brano degli Afterhours, e scritto apposta per la situazione)  e lo adattino a Mina (dopo avere imprestato alla Mazzini Dentro Marilyn) personalmente lo considero un fatto ben più che positivo.
Qui non è in discussione il valore in sè della canzone, peraltro molto buono, ma il circuito in cui il gruppo auspicabilmente sta entrando, ed in cui è già entrato da un po’ a piccoli passi accompagnati da qualche clamore come la partecipazione a Sanremo e la conseguente ottima idea della compilation de Il paese è reale. Quel circuito fatto di prime time in televisione e musica in televisione che troppe volte lascia a bocca asciutta e quasi senza speranza quell’altro mondo di ascoltatori, quelli che sono in minoranza.
Quelli, per dire come me e come di molti che leggono questo blog.
E non è un discorso, credetemi, di alienazione di culo (che poi ad un certo punto uno con la musica sua ci fa quello che vuole, a meno che non si rinneghi, sport ormai diventato nazionale), ma semplicemente di uscire dal guscio, diventare adulti e magari farsi promotori (se non loro, chi?) di un’intero mondo, un’intera scena che altrimenti si divertirebbe a tirarsi pugnette a livello di fanzine e indie-blog. E niente di più.
E’ un mondo che vuole uscire fuori. E Cristo, viva la faccia di chi ci prova.
Viva gli Afterhours