I Maya dicono che il 2012 è l’anno della fine. Avevo due scelte: un post di preghiere o un post in cui amici, blogger, scrittori e lettori vi dicono sostanzialmente “oh mancano due anni alla fine del mondo e prima che finisca vi consiglio un cd, un libro e un film, che di tempo per mettersi in paro ce n’è”.
La prima, ad esordire è Giulia Blasi scrittrice “Nudo d’uomo con calzino“ (Einaudi) e blogger di lungo corso (Sai tenere un segreto, Me parlare donna un giorno).
A parte che secondo me il mondo è già finito. Tipo che non ce ne siamo accorti e siamo tutti morti in una gigantesca esplosione nucleare intorno al 1966, e da allora crediamo di esser vivi e invece no, eco di eco è la nostra coscienza, e che eco di merda.
Diciamo anche che i libri/film/dischi che io posso ritenere indispensabili sono roba prescindibile per il resto dell’universo. E avrei ragione, per motivi autobiografici, a volerla chiudere su un disco/un libro/un film che mi ha cambiato la vita A ME, ché altri criteri non ce ne sono.
Oppure per cose che sto ascoltando dall’altroieri e mi dico “Ma perché cazzo non l’ho ascoltato prima, ma dov’ero, ma che facevo, ma perché”, tipo i Replacements. Ma no.
Sarò onesta.
Il disco: gira che ti rigira, io non credo si possa umanamente andare nella tomba senza aver sentito un sacco di roba, ma io è dal 2003 che non riesco a fare a meno di trovare bellissimo Music in Mouth dei Bell X1. Un gruppo di cui continuo allegramente a non sapere un cazzo, inclusi gli altri dischi, dei quali credo di averne sentito uno una volta ma proprio non reggeva il paragone. Sì, lo so, è PIENO di dischi fondamentali. Ma se questo in particolare non l’avete mai sentito, fatelo. Contiene fra l’altro Eve, the Apple of My Eye, che poteva essere la canzone più inflazionata della cinematografia internazionale al posto di The Blower’s Daughter, e invece non se n’è accorto nessuno e posso ascoltarmela solo io e piangere lacrimoni. Per cui, i Bell X1 vincono questo round.
Un libro: allora, io leggo una caterva di libri, ne ho letti veramente tantissimi, li amo in maniera esagerata e ce ne saranno cento che considero irrinunciabili. Ma se devo dirne uno solo, che sia Middlesex di Jeffrey Eugenides. Perché dentro c’è veramente tutto, e io vivo per il giorno in cui saprò scrivere un libro così. Sicuramente morirò prima. Ehi, l’importante è mettere l’asticella alta.E per quanto riguarda i film, io purtroppo ho l’abitudine di dimenticarmeli tre secondi dopo averli visti. Il che non depone a favore della mia partecipazione alla settima musa. Peraltro guardo solo commedie, allora la sparo: visto che dovete morire, morite ridendo. La notte dell’Armageddon, mettete nel DVD Blades of Glory.
Ci rivediamo nella prossima vita. Io sarò quella con le tette grandi. Mi sono già prenotata.

3 commenti
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febbraio 4, 2010 a 1:11 am
Mist
A me il disco dei Bell X1 piaceva appalla. Non è un caso che tu abbia accostato un loro pezzo a uno di Damien Rice, immagino. Sai vero che suonavano insieme, agli esordi? Se non lo sapevi è una coincidenza molto figa. :D
febbraio 4, 2010 a 5:10 pm
sebastiano
è vero dei bell x1 e di damien rice, entrambi irlandesi. Eve è un pezzone di quelli che, sotto la categoria ‘malinconia a fiotti’, ti senti e risenti ogni anno.
febbraio 9, 2010 a 5:19 pm
Giulia Blasi
Lo sapevo. Damien Rice prima era nei Bell X1, quando si chiamavano Juniper, poi se n’è andato nei Frames, da cui se n’è andato lasciandosi dietro Glen Hansard che poi ha preso l’Oscar e gli ha fatto la pernacchia.