So benissimo che dovrei pubblicare il resto della guida al Mondiale Sudafricano ma ho dei buoni motivi per attendere ancora un pò, tanto più che non è incentrata sui pronostici, sui quali incentro, invece, il mio account di Bwin.
Vorrei mostrare un esempio su come scrivere un post senza parole, un post muto.
Faccio solo una breve premessa.
Gli italiani, quelli di cui non facciamo parte, hanno la brutta abitudine di cambiare la propria opinione su personaggi della politica, dello sport, del cinema, della tv (e chi più ne ha…), al momento della loro morte.
Totò, Buster Keaton, Sergio Endrigo, Ciccio Ingrassia, Pier Paolo Pasolini.
Qualcuno ha avuto il coraggio di rivalutare anche Bettino Craxi.
Qualcuno ha fatto di meglio, ha fatto il massimo.
Ora, immaginate che io non abbia detto nulla e che il post cominci qui.



byron said:
Buster Keaton?
schachner said:
il punto interrogativo è per…? qual è il dubbio?
byron said:
Il dubbio è: stai dicendo che c’è gente che ha cominciato ad apprezzare Buster Keaton solo dopo che è morto?
(A parte il fatto che la maggior parte di noi sono nati dopo che Buster Keaton è morto, ma dal mio punto di vista molto di parte è un mistero che la gente non capisca Buster Keaton.)
Il punto interrogativo segnala più sbalordimento che dubbio, ecco.
byron said:
Sul pennivendolismo ItaGliano non ho più parole. Su Tomba, figuriamoci, io sono cresciuta a 2km dal cartello “Castel dé Britti – Terra del Campione”, abbiamo pietà. Però forse questa notizia la dice lunga sulla Laurea in Scienza della Comunicazione. (Prima che mi lanciate i pomodori marci mi ci metto dentro pure io eh!)
schachner said:
il corriere della sera ha modificato il titolo, dopo la battuta.
per prima cosa, piacere.
non conosco nessuno degli altri scrittori del blog, escluso il proprietario.
hai assolutamente ragione dal punto di vista anagrafico.
per lo sbalordimento, provo a non lasciartelo, anche se immagino sia dovuto ad una visione diversa, e visti i tuoi studi ne saprai certamente più di me.
la mia cultura è un po’ una fesseria, poco credibile, poco specifica e legata quasi esclusivamente alla carta stampata.
il poco in più è l’aneddotica di chi ha visto cose che non ho potuto vivere, perchè troppo piccolo.
mi assumo la responsabilità di eventuali cazzate.
mi ricordo che keaton al botteghino è sempre stato scadente e che all’estero è stato considerato solo sul finale della vita, con il classico oscar alla carriera, che ha sempre solo la valenza della oggettivizzazione di un errore perpetrato per anni.
nello specifico, quando ho scritto buster keaton, pensavo proprio ad un film italiano uscito poco prima della sua morte, diretto da luigi scattini, il padre di monica.
avevo letto scattini raccontare la standing ovation per buster keaton alla fine della visione, in un film che rimane una commedia con franchi e ingrassia.
scattini ne parlava in questo senso, nel senso in cui l’ho inteso anche io:
un attore geniale che ha cominciato a godere di considerazione critica e di pubblico nel momento in cui ha manifestato la depressione e l’alcolismo, culminati poi con la morte.
forse per lui ho esagerato, perchè il processo è stato a cavallo tra la vita e il fu, ma l’ho voluto mettere dentro stesso.
In fondo sono dei coccodrilli, le riabilitazioni.
schachner said:
irene, la “terra del campione” è geniale.
byron said:
Il piacere è tutto mio :)
Questa è una cosa molto interessante, ho capito adesso cosa intendevi. Io adoro Buster Keaton, si sarà notato, e mi ero completamente dimenticata del film con Franchi & Ingrassia! In questo senso hai ragione, e la cosa dell’Oscar alla carriera è sempre un po’ un fattore-coccodrillo. Con Keaton c’era appunto il fatto imbarazzante dell’alcolismo e della sua autobiografia in cui ne ha raccontate di cotte e di crude di tutti (è un libro bellissimo e si chiama “Memorie a rotta di collo”, pubblicato da Ferltrinelli). Però tra il 1920 e il 1929, l’età d’oro dei cinema muto, Keaton era uno dei re di Hollywood. E’ stato più avanti che con l’avvento del sonoro – la disfatta di tanti genii del muto – (e vari problemi personali) ha avuto il tristissmo crollo. In quel senso Keaton è stato riabilitato dall’Oscar, però non è che improvvisamente nella miseria qualcuno abbia cercato di fare del revisionismo di un personaggio che non era mai stato apprezzato prima.
Poi che la gente non capisca Buster Keaton (“perché non ride mai?”) continua a lasciarmi perplessa. Ma questo è un problema mio ;-)
Ultima nota al commento. Durante le Olimpiadi Invernali quest’anno Tomba è stato intervistato dalla BBC. Gli hanno chiesto chi gli piaceva degli sciatori del momento, chi gli ricordava il suo stile. Con un’umilté straordinéria che si confa all’essere intervistati alla BBC senza capire né parlare una parola di Inglese ha risposto: “I amd ze chempion. Ze only uan Alberto Tomba.” (Mancava solo “bòn com’al Maxibòn. Du gust is megl’ che uan.”)
(Comunque l’idea del post muto è stupenda. Spero diventerà una tradizione. Ciao!)
schachner said:
d’accordo su tutto!
grazie a questa laurea abbiamo scoperto di avere in casa la biografa non-ufficiale di alberto tomba.
non son più carabiniere.
byron said:
Chi mi conosce lo sa :)
Felson said:
Ma questo post fa notissia o non fa notissia?
(comunque anche a me lascia perplesso la gente che non capisce Buster Keaton)
schachner said:
non fa notissia, indipendentemende da fabrizio ravanelli.
colas said:
sul cartello dovevano scrivere:
“Atleta, campione. Chi mi conosce lo sa”.
Io mi ci sarei trasferito subito.