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american slang, bruce springsteen, gaslight anthem, se ti sente il figlio di Springsteen hai tanto culo

Il fatto è che (e molti magari storceranno la bocca) ma siamo arrivati al 2010 eppure non si era forse mai vista un’annata musicale con così tanti riferimenti a Springsteen. Bruce, Springsteen. Se, a come lo sento io, The Suburbs degli Arcade Fire è il sintomo di una rilettura in chiave attuale, con suoni attuali e situazionismo attuale, dell’intero sound Springsteeniano se parliamo dei Gaslight Anthem e dell’ultimo, splendido, American Slang possiamo parlare di vero e proprio tributo. Da queste parti se ne è parlato più volte, di quel gruppo che il figlio del Boss ama tanto, il papà li va a sentire, sale sul palco e suona con loro se li porta in tour etc etc etc. E’ il dopo, la parte più bella. Sì perchè The ’59 sound è un disco valido, molto ma che ancora non aveva deciso di che pasta dichiararsi, mettete un disco dei Get Up Kids cantato da Springsteen (e vi assicuro che è un bell’effetto).
Con American Slang il discorso si permea di tutte quelle sensazioni che un po’ ci aspettavamo di trovare, un po’ Born To Run, un po’ tanto Darkness on the edge of town, un po’ Greetings from Asboury Park.
Ad occhio può sembrare un foglio stampa accompagnatorio dell’ennesimo gruppo cover, ma qui sono le canzoni a fare la differenza, autentici pacchi di nitroglicerina che anche se fanno saggiarne la derivazione non fanno altro che confermare che il gruppo c’è, la sostanza anche, e che il figlio del Boss ha soprattutto bei gusti. E’ un discorso del tipo “sembra facile ma prova a farlo”, rifare Springsteen è come rifare Elvis, a suo modo, è un terreno minato e si rischia lo sconfinamento nello scimmiottamento, nell’azzeramento ella propria personalità musicale. Ecco, tirare fuori 10 canzoni, una più bella dell’altra e far passare tutto questo in secondo piano credo che sia la prima grandissima vittoria dei Gaslight Anthem
Gaslight Anthem - American Slang (Album Streaming) (via Rolling Stone)
Tob Waylan said:
Su American Slang ne avevo scritto qua http://www.discoclub65.it/rock/archivio-mainmenu-40/3635-the-gaslight-anthem-american-slang.html (con il culo di finire pure sul corriere mercantile in cartaceo) e fondamentalmente son d’accordo con te. Dal vivo, poi, sono sempre meglio. In italia li ho visto tutte e 3 le volte (uno da soli allo Zoe Club di Milano con neanche 100 persone dentro, poi al rock in idro e infine come headliner alla festa di radio onda d’urto) e ogni volta avevano qualcosa di nuovo, anche se con gli strumenti sono un po’ degli zappattori. E’ musica sincera, la loro.
ale-bu said:
alla festa di radio onda d’urto li ho persi…ho scelto against me! il giorno dopo..non ho più l’età per le doppiette!! :)
però sono stato graziato, e poco dopo hanno annunciato una nuova data a novembre. quindi vedrò di ricordarmi di ripassare di qui a scrivere come mi sembreranno!