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Sono giunto all’ultima parte della guida al Mondiale sudafricano con un ritardo da quarto d’ora accademico, nulla di più…
E della guida ormai non ha nulla, visto che è finito da quattro mesi.
Gli unici ad aver guidato anche a Mondiale finito sono stati gli autisti dei pullman delle nazionali e quelli del servizio pubblico di autobus allestito dal governo sudafricano in occasione del torneo.

Prima gli autobus
In Sudafrica, nelle città più grandi – Città del Capo, Durban, Pretoria o Johannesbourgh – si usano molto i taxi. Soprattutto a Josburg c’è una flotta di taxi, mini taxi, taxi collettivi che, per una cifra corrispondente a meno di un euro, ti scarrozza da un lato all’altro della città.
Gli organizzatori della manifestazione hanno investito nel settore dei trasporti parte dei quattrini destinati alle infrastrutture necessarie per un evento come il Mondiale di calcio.
E’ stato quindi creato e attivato in tempo record un incredibile servizio di bus pubblico e gratuito, attivo 18 – leggasi dieciotto – ore al giorno, e che avrebbe permesso di chiudere al traffico il centro delle città 7 ore prima di ogni partita.
Non vi descrivo la felicità dei tassisti.
Casualmente, pochi giorni dopo la decisione di limitare il centro, e non come avvertimento in stile criminalità organizzata, dei misteriosi individui hanno assaltato due autobus a Johannesburgh, ferendo 8 persone e causando la morte di un autista.

Poi i pullman
Mentre mi accorgo di non avere a disposizione un numero adeguato di sinonimi di pullman in grado di reggere un post, decido di non preoccuparmi del problema e di utilizzare volontariamente solo pullman.
Spero apprezzerete la musicalità delle continue ripetizioni.

Già da Germania 2006, la Fifa ha introdotto un’iniziativa, che definirei utile come i disegni sulla carta da culo: uno degli sponsor principali – una marca automobilistica – fornisce alle squadre un pullman, buono per andare allo stadio, agli allenamenti o all’albergo; i tifosi di ogni nazionale, con un sondaggio online e avendo a disposizione due opzioni fornite proprio dalla Fifa, scelgono uno slogan che sarà scritto sul fianco del pullman, inserito insieme alla bandiera della propria nazione. Un modo carino per personalizzare il pullman dei propri beniamini secondo un gusto popolare.
In Sudafrica i pullman sono stati molto utili: il Paraguay è tornato in albergo dal campo di allenamento in taxi perchè il pullman si era rotto, e gli Stati Uniti hanno abbandonato il pullman due volte, procedendo a piedi, perchè un elefante, impegnato nel pranzo, occupava la carreggiata.

Girone H – Spagna, Svizzera, Honduras, Cile

Spagna: Ilusión is mi camino, Victoria mi destino.
Hanno vinto e il perchè si capisce già dal pullman.
Svizzera: Forza Svizzera, C’mon Switzerland, Hop Suisse, Hopp Schwiiz.
Grande fantasia.
Honduras: Un país, una pasión, 5 estrellas en el corazon!
Non si può partecipare ad una competizione pensando anche alle nazioni geograficamente amiche (le 5 province sudamericane della bandiera: Honduras, Guatemala, Costa Rica, Nicaragua e Salvador). Meglio andare a bere un bicchiere di cave.
Cile: Roja la sangue de mi córazon, Chile campeón.
Un filino macabro.

Gruppo F: Nuova Zelanda, Paraguay, Slovacchia, Italia.

Nuova Zelanda: Kickin’ it Kiwi style.
Mi domando se la Fifa abbia mai visto un povero Kiwi.
Paraguay: El león Guarani ruge en Sudáfrica.
Se in Paraguay hanno relegato il león al lato b della bandiera – caso unico al mondo – è forse perchè nel 1842 non erano effettivamenti certi del fatto che ci fossero leoni da quelle parti… Ottanta anni di attesa per giocare in un continente dove i leoni ci sono veramente e poter girare la bandiera senza fare una figura barbina. Un po’ come fanno le mamme con il vestito buono: “Se non lo metti ai matrimoni, quando lo metti?”.
Slovacchia: Rozbehnime to: Slovensko do toho.
Scuoti il campo: vai Slovacchia. C’è da capirli: al primo Mondiale, e con il dubbio non fosse neanche di calcio ma di calcio balilla, hanno optato per uno slogan valido in entrambi i casi.
Italia: Il nostro azzurro nel cielo d’Africa.
L’andazzo presuntuoso si intuisce già dal pullman, come se i poveri sudafricani non avessero già un bel cielo azzurro. E meno male che lo abbiamo portato noi, magari insieme a una bottiglia di olio, due di vino, mutande e pane, una caciotta, 4 kg di pasta bianca, due galline. In fondo siamo rimasti tre giorni…

Ho lasciato ultima la nazionale italiana per spendere qualche riga in più, a chiusura di questa guida durata 5 mesi (e senza dimenticare il pullman).

Chiaramente l’esperienza italiana in Sudafrica è cominciata all’insegna del pullman. Nessun delegato del governo ha accompagnato gli azzurri, in partenza per Johannesburg, all’aeroporto della Malpensa.
Tutto l’entourage di Marcello Lippi, e lui stesso, c’è rimasto male. Il ct, alla prima conferenza, ha quindi sottolineato che, in caso di vittoria, nessuno sarebbe salito sul pullman dei vincitori.

Eviterò di soffermarmi sul fatto che Lippi ha sdoganato l’espressione “salire sul carro dei vincitori”, forse perchè abituato al Carnevale viareggino, senza sapere che sul carro dei vincitori, oltre al condottiero – re, imperatore, cesare, etc etc – non saliva nessuno, perchè il carro portava gli oggetti di valore ottenuti in battaglia.
Eviterò anche di indugiare sulla versione post-industriale del “carro dei vincitori”, cioè il modello a benzina “pullman dei vincitori”.

Il mio fastidio epiteliale nei confronti di Marcello Romeo Lippi (perchè è così tesserato alla Figc) mi ha portato a conservare qualche chicca che il mister ci ha voluto concedere prima e durante il Mondiale, visto che dopo si è chiuso in un silenzio stampa (che condivido se lo penso come una sua sparizione sportiva).

La partite di preparazione al Mondiale sono state veramente pessime – come poi anche il Mondiale stesso – ma Lippi ha cercato da subito alibi:
- Anche prima del Mondiale 2006 non eravamo stati particolarmente brillanti.
Prima del Mondiale 2006, l’Italia aveva rifilato un 3-1 a domicilio all’Olanda e un 4-1 in casa alla Germania.

Sempre prima di partire per il Sudafrica, Lippi ha voluto precisare qualche dichiarazione di Luciano Moggi, che più volte aveva sostenuto di essere l’artefice dell’assegnazione della panchina azzurra al tecnico toscano, così come di molte convocazioni:
- Ha detto di aver dato anche me alla nazionale? A dire il vero sono diventato Ct della nazionale un anno dopo aver lasciato la Juventus.
Io mi chiedo se persone come Lippi credono davvero che… Preferisco non finirla.
Ha firmato con la nazionale il 26 giugno del 2004, ha lasciato la Juventus il 28 maggio dello stesso anno, quando Fabio Capello firmò per i bianconeri.
Vorrei tanto aiutarlo a fare le sottrazioni.

Prima di quella che sarà l’ultima partita dell’Italia ai Mondiali 2010:
- La Cecoslovacchia è una squadra pericolosa, con una buona punta e bravi centrocampisti.
Cosa è che sfugge a Marcello Romeo? La Rivoluzione di velluto? L’unica scissione non sanguinosa in Europa? Il Muro di Berlino? O forse semplicemente non sa contro chi cazzo deve giocare?

Secondo me, qui raggiunge l’apoteosi.
- Ho messo Marchisio trequartista perchè voglio che giochi alla Perrotta.
Geniale. Convocare direttamente Perrotta forse sarebbe stato più semplice.
Anche io, spesso, metto nella carbonara delle zucchine al posto del guanciale sperando abbiano quel sapore.

Molti degli alibi del tecnico italiano attingono al periodo nero del calcio italiano, sempre meno interessato a far crescere giovani atleti, favorendo calciatori stranieri provenienti da ogni continente (questa precede il Mondiale, ma gli accordi sono gli stessi):
- Continuiamo a giudicare il calcio italiano dall’Inter, che è una grandissima squadra, ma non si può parlare di calcio italiano perchè non c’è neanche un italiano. Manchester United, Arsenal, Chelsea, Liverpool hanno proprietà americane, arabe, allenatori francesi, tedeschi, scozzesi, spagnoli. Perciò quello non è calcio inglese. Il calcio inglese sono le altre squadre e la nazionale.
Mentre Lippi racconta le solite fregnacce, la nazionale inglese ha in quel momento 8 degli 11 titolari provenienti esattamente da quelle quattro squadre che ha citato e con il tempo, aggiungendo il Manchester City, aumenteranno a dismisura. Bad example.
Quali di queste squadre ha proprietà arabe?
Lippi ha capito chiaramente la storia delle federazioni dell’Union Jack? Cioè: sa che uno scozzese in realtà ha la stessa nazionalità di un inglese, un irlandese (del nord) e un gallese, e che non è una barzelletta?
Fa discretamente ridere anche l’affermazione sull’Inter. Lippi ha ragione ma fa una pessima figura perchè pochi anni prima ha allenato l’Inter, avendo in rosa solo due italiani in più di quanti ne aveva in quel momento la squadra allenata da Mourinho, e non si è mai posto il problema dello spirito nazionale, silurando inoltre due giocatori italiani – due dei peggiori… –  come Roberto Baggio e Christian Panucci.

La confusione che ha riempito la testa di Marcello Romeo sembra qui evidente:
- Il problema in Italia è che non ci sono giocatori maturi che hanno voglia di preparare i giovani a prendere il loro posto. (novembre 2009)
- Il Mondiale di gioca con 7 partite in un mese. Non ho per forza bisogno di una Nazionale di 24enni. (aprile 2010)
Chiaramente l’Italia è stata la squadra con età media più elevata ai Mondiali Sudafricani, però lamentarsi preventivamente fa risparmiar fatica.

Finisce qui la guida, con un filo di commozione.

Chiudo annunciando che sarà realizzato un film sulla vita di Marcello Romeo Lippi.
L’allenatore di Viareggio sarà impersonato da Bill Pullman.