Non un’altra recensione di Drive.
Pubblicato: ottobre 7, 2011 Archiviato in: cinematic | Tags: cinema, drive, jim jarmusch, Nicolas Winding Refn, non un'altra recensione, ryan gosling 18 Commenti »No, davvero, non è un’altra recensione di Drive, solo un altro post su Drive, solo un altro flusso di conscienza sul film che pare piacere a tutti. Per annoiarvi meno cliccate qua sotto prima della lettura, ci sta A Real Hero dei College feat. Electric Youth, la canzone più bella del film.
Drive m’è sembrato un film di Jarmusch.
Drive m’è sembrato un film di Jarmusch girato sotto acido.
Una famosa massima di Jarmusch dice l’autenticità è inestimabile, l’originalità è inesistente. Significa che far cose nuove non si può più ma cose uniche sì. Affermazione discutibile, vero, ma che racchiude un’indubbia verità.
Autentico significa d’autore certo, d’autore certo significa che nessun altro avrebbe potuto farlo.
Fare film d’autore significa fare film autentici.
Drive è un autentico film d’autore.
Una roba che hanno già detto tutti è che Drive l’avrebbe potuto girare solo Refn e chiunque altro avrebbe solo fatto un gran pasticcio.
Justin Lin, troppe macchine.
Tarantino, troppe parole.
Bay, troppo rumore.
Cronenberg, troppo sesso.
Jarmusch, poco acido.
Refn tra le altre cose è daltonico. I colori che vedete sono tutti suoi, ma non sono i suoi. Chissà come cazzo li vede i suoi film. Chissà se è conscio di cosa vogliano dire titoli di testa rosa shock. Sicuramente sa che vogliono dire pop.
Drive è il film più pop e meno popolare che avete mai visto o che mai vedrete.
E’ quella canzone che piace a tutti ma non dovrebbe piacere a nessuno.
Drive è un film lento, tutto colorato, con un protagonista che parla poco che si innamora di una che parla poco e il corteggiamento è tutto un guardarsi negli occhi in piani sequenza appoggiati su lenti respiri e petti che si gonfiano.
Lui dice dovremmo vederci nel weekend.
Lei non dice niente e inizia a respirare più profondamente.
Drive è tutto lì, nei respiri.
In Drive i respiri si prendono tutto il tempo che vogliono.
Le parole si prendono tutto il tempo che vogliono.
Gosling si prende tutto il tempo che vuole.
Drive è girato in funzione della percezione di Gosling, del suo personaggio che tutti chiamano Driver e che nessuno dovrebbe chiamare Driver.
Chiamatelo lui, Ryan, Scorpione, Eroe, chiamatelo Drive, senza la erre.
Drive è girato in funzione della percezione di Drive perchè ogni cambiamento avviene nella sua testa.
I rallenty, nella testa.
La musica, nella testa.
Il montaggio, nella testa.
In ascensore quando lui la bacia tutto rallenta e la luce cambia.
Nella sequenza più bella che avete visto quest’anno lui la bacia e un ascensore diventa un palcoscenico.
Quando dico che sembra un film girato sotto acido intendo questo, un livello percettivo enfatizzato ed autentico.
Nella sequenza cardine succede una roba che letteralmente capovolge la faccia di Gosling e così tutto il film.
Refn è un autore che ha fatto dell’eroe l’autore reale.
Gosling tra tutti è quello che si distingue perchè con particolarità autentiche.
Gosling è quello con la giacca con lo scorpione.
Nessuno ha una giacca come la sua.
Nessuno ha la giacca con lo scorpione.
Drive è una giacca con lo scorpione.
Una giacca con lo scorpione si innamora di una camicia a maniche lunghe rimboccate, ma è così che funziona.
Lo scorpione si innamora della rana e sappiamo tutti come va a finire.
Poi l’autore diventa attore.
In una sequenza emblematica l’autore sceglie di mettersi una maschera per definire il confine cui è andato incontro e diventare definitivamente attore in una vita che nel momento migliore e in un battito di palpebre ha preso una svolta mai voluta e inevitabile, o sempre evitata.
Quella maschera sul mare sembrava un cazzo di incubo.
In Drive i battiti di palpebre si prendono tutto il tempo che vogliono.
Gli sguardi in Drive sono quello che contano, come i respiri.
Almeno quaranta minuti sono costruiti su questo e sono quaranta minuti che danno senso a qualsiasi cosa. All’ora successiva, alle visioni successive, al giorno dopo la sera al cinema.
Uno sguardo e la scena dopo ha tutto un altro spessore.
Un respiro e non hai bisogno di sentire la risposta.
E poi un battito di palpebre.
Il film finisce e tu se lì con il cuore in gola e gli occhi pieni e vedi lei due sedili più avanti che respira nel tuo stesso modo.
Di sapere il suo nome neanche ne hai bisogno.
Per scrivere sta cosa devo averci messo una ventina di A Real Hero.
Per scrivere sta cosa mi son preso tutto il tempo che ho voluto.

Applausi.
Manca una parola sola a questa (non) recensione di Drive, e quella parola è Lynch.
(Che poi è un film noir arancione e blu, e per quelli come me che si chiedono costantemente se gli altri vedano i colori come li vedo io è una specie di esplosione del cervello.)
per me queto è Cinema , e ci voleva. Un road movie d’eccellenza, le atmosfere sono quelle tipiche dell’underground di LA, e le ambientazioni, cazzo se sono vere, provate a farvi un giro a Inglewood o nei motel attorno all’aeroporto di LAX, stupendo, incredibile, anche la pioggia sui cofani delle macchine è perfetta…..una vecchia America che sta lentamente sparendo lasciando posto a tute troppo pulite ed officine con piu’ computer che chiavi inglesi……
t’ho un po’ odiato quando mi avevi scritto che avevi messo in draft un post su drive perchè volevo scriverlo io (ne farò un altro, di un altro tipo).
Hai detto quello che c’era da dire, avrei aggiunto solamente che come personaggio, e struttura per me il più vicino era Cronenberg con Eastern Promises. L’unico che veramente si può avvicinare a una roba grossa così.
per me senza esitazioni, film dell’anno
e passo sopra anche all’utilizzo della colonna sonora di The social network
E’ una bellissima recensione di un bellissimo film. Anzi è una bellissima non-recensione, se sapessi scrivere non-recensioni l’avrei scritta così!
Bellissimo pezzo! Poetico, divertente, profondo! Complimenti!
Concordo quando dici che “Drive” vive nei suoi respiri, nei suoi rallenty e cambi di luce. Nella sua adrenalinica lentezza, oserei aggiungere. Come scrivo sul mio blog, ci sono dei silenzi importanti che dettano il ritmo di un’opera assolutamente d’autore! Da vedere! :D
Vi ringrazio un casino, davvero.
Rachele, tu sai scrivere non-recensioni e recensioni e qualsiasi cosa, ti seguo da anni e sei sempre stata un punto di riferimento, quindi non l’avresti scritta così, l’avresti scritta meglio.
Tob, mi inchino.
per me Drive è stato http://www.youtube.com/watch?v=fDFmRETqKTs + http://www.youtube.com/watch?v=YLn1y9v6yno
Io ho pensato a De Palma, nella scena dell’ascensore. Cambi di luce, rallentatore… e poi ultraviolenza a mostrare il lato oscuro del protagonista. Che poi però se ne accorge e rimane in ascensore, sapendo di avere perso la ragazza.
Questa scena vale tutto il film.
[...] leggere dei pareri un po’ più articolati potete dare un’occhiata a quanto scritto da Tob Waylan e Giorgio.Real human being and a real hero.(tumblr | myspace) college, drive, electro, nicolas [...]
Gran bel pezzo complimenti davvero,
il film di forza e poesia rare, potente ed evocativo, mi è entrato sotto la pelle.
[...] Incendies, The Artist e The Ides of March. La mia sul film dell’anno l’ho già detta qua. Si prega di dire la propria nei [...]
[...] riguarda il resto…beh, Drive (ne parlano – e bene – Giorgio e TobWaylan qui e qui) resta comunque una perla, fatta di pochi dialoghi e tanti silenzi che parlano un sacco, con una [...]
Anticipo: A me Drive non è piaciuto. Non mi è sembrato, neanche lontanamente, un film fatto sotto acido. Se dovessi scegliere una droga per definire lo stile, direi la cocaina. Ha lo stile melanconico e sensuale che questa droga può offrire. È lì che c’è un livello percettivo enfatizzato ma non autentico e forzato alla melanconia. È vero, i colori, le insinuazioni, i respiri, dire tanto senza dire niente, sono cose molto apprezzabili, ma per definire un film come “fatto sotto acido” ci vuole ben altro. Infatti, le sensazioni della cocaina mi sono sempre sembrate un po’ scarse e fiacche, proprio come questo film.
Questi silenzi-spazi si possono prendere tutto il tempo che vogliono solo quando altri dettagli del film non sono stati trascurati. La struttura del film che ignora la vita del protagonista perfettamente esposta in passato-presente nel libro, lascia tante domande per non parlare della debolissima struttura di tanti personaggi.
La mediocrità del regista, in quanto il merito del film è totalmente di Cliff Martinez e Newton Thomas Sigel con il loro talento straordinario nella direzione di musica e fotografia rispettivamente, è stata perfettamente esposta.
Pessimo tempismo del film, a volte ingiustificatamente troppo lento, a volte ingiustificatamente troppo veloce e confuso, lascia tanti vuoti che posizionano questo film in un piano di superficialità.
Potrei continuare a lungo in quanto considero questo film eccessivamente sopravalutato. Non è il peggior film che ho visto questo anno ma non è di certo nemmeno il migliore.
Molta passione nella tua critica, complimenti.
(@Madailama) Aaaaaaah ma ti droghi, ok, allora ha senso.
Càpito per caso su questo post e su questo blog e con un anno di ritardo (ho visto il film solo ora).
Lascio un commento solo per esprimere tutta la mia invidia e ammirazione per chi sa scrivere come te. Complimenti
Ti ringrazio.