No heroics, no glory, no valor. Science now dictates the shift in power.

Mia mamma ciclicamente si lamenta con mio babbo riguardo due cose: una bicicletta rimasta in garage per anni e mai aggiustata ed una serie di filmini in vhs (o chissà quale obsoleto formato) di mie feste di compleanno, piene di simpatici parenti e torte gelato, che nessuno ha mai convertito in digitale (e che nessuno si azzardi mai a farlo), rimaste ad ammuffire in qualche cassetto. A differenza di mio babbo, un simpatico tizio americano in preda ad un attacco di nostalgia ha postato su youtube un live dei Mineral mai visto prima d’ora e ne ha altri tre pronti da uploadare (e poi rendere reperibili su questo blog che raccoglie, fra le altre cose, ‘testimonianze video’ della bella musica frignona che piace a grandi e piccini).

Dall’altra parte, l’atto di riproduzione del vecchio come religiosa devozione e apprensione alla propria collezione di dischi continua a proporre nuovi gruppi che suonano come quelli dei bei tempi andati. L’ennesimo esempio sono i Perfect Future, scoperti per caso su un forum grazie ad un commento che li accostava, forse azzardando troppo, al gruppo di Chris Simpson. Non è tutto Parking lot quello che arpeggia. Old Wounds: Warmth in the Winter of 1914-1915 è un concept album basato sulla ‘tregua di Natale’ – la serie di ‘cessate il fuoco’ non ufficiali che hanno avuto luogo la notte di natale del 1914 in cui i soldati del fronte tedesco e britannico hanno cantato canzoni di natale, acceso candele e seppelito cadaveri con vere cerimonie funebri – e parla dal punto di vista di un ex soldato che scrive ad una donna informandole di essere stato l’assassino del marito, sentendo la necessità di giustificare quanto ha fatto mettendola a conoscenza di chi è, dove è cresciuto e quale sia la sua visione del mondo, fino all’entrare in stretti rapporti e ritrovarsi con il doverla uccidere . In pratica un libro di narrativa storica raccontato fra urla e piatti che esplodono assieme alle chitarre, come se i soggetti dell’enunciazione fossero Joie De Vivre e Suis La Lune su un fermo immagine di un documentario in bianco e nero della prima guerra mondiale, raccontato con estrema precisione nel dettagliare quello che il protagonista sente. Sembra quasi di aver scritto una cosa intelligente, quindi eviterò di rileggere e mi terrò la convinzione di averlo fatto realmente

Il disco esce per Count Your Lucky Stars e lo si può ascoltare sul loro bandcamp. A me è piaciuto.

About these ads

Un pensiero su “No heroics, no glory, no valor. Science now dictates the shift in power.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...