Abbi pietà, Fiona
Pubblicato: luglio 3, 2012 Archiviato in: pop | Tags: fiona apple, the idler wheel 4 Commenti »Io sono un buono, questo me lo riconoscono un po’ tutti, che capisce un cazzo, coglione etc ma buono, questo sì e tendenzialmente non ho quasi mai una parola cattiva per nessuno. Mi ci impegno guarda, dico sempre “non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” e infatti io non vado in giro a cagare sugli zerbini degli altri (cit.).
Si sa che una prefazione del genere regge un “ma”, lo so io, lo sapete voi.
MA.
Mi incazzo come una bestia quando un artista che stimo profondamente, da qui la metto in maniera edulcorata, mi delude. Non perché picchi bambini, si faccia foto con Saddam (che lo so che è morto ma è un modo di dire) etc, no.
Non per questo. Perché io aspetto, nella fattispecie un disco, per tot anni e mi ritrovo davanti una cosa che è commentabile con la faccia tipo “cucina in cui sono stati cucinati per 8 ore broccoletti senza mai aprire le finestre”.
Sostanzialmente quella faccia che dice “ma cosa è questa merda”.
Ecco, a me non frega nulla se ora Pitchfork è diventato l’organo di regime per la rivalutazione di quello che era snob negli anni 90 ma poco per gli standard e adesso è talmente poco cacato che considerarlo è snob alla enne e quindi in perfetto target Pitchforkiano, ma il disco di Fiona Apple è brutto, è una merda cicci miei, e ve lo dice uno che stava lì ad aspettarlo da quei cazzo di tot anni.
Io vorrei capire solo un paio di cose, quando si fanno dischi così: “dove era il tuo Dio nel momento in cui ti sei messa a scrivere”, “probabilmente nello stesso posto di dove era quello di Ligabue che sono 10 anni che non gli risponde mai” replicherei io, perché di tutto quello che c’era di buonissimo nei tre lavori precedenti adesso siamo ad un loopismo inutile, ad un songwriting che boh, è andato a pesca e soprattutto a una mancanza di melodie e a una finta spinta verso l’avanguardismo pop che viene da far notare che certe cose le fanno meglio e tanto altri (ed è una lista lunga).
Insomma la Applee che con the Idler Wheel cerca di fare Feist che cerca di fare i Dirty Projectors, MALE, è uno dei fail (grossi) di questo 2012 che è già abbastanza una merda di suo, poi Fiona, mettici il carico da undici pure te e siamo a posto.


Non sono d’accordo. E’ vero che si tratta del disco con le melodie più traballanti (anche se forse questa parola ha un’accezione troppo negativa. Forse quello che voglio dire è “meno codificate”) ma i testi e la sua voce sono così maturi, affilati e sentiti che rendono il tutto totalmente convincente. Non solo lo promuovo a pieni voti, ma (per ora) mi piace anche di più del nuovo dei Dirty Projectors (che sto ascoltando in loop da questa mattina)
a me sto disco ispira istinti violenti. E io AMO Fiona Apple, tengo a precisare
L’unica cosa che trovo irritante è quel “you you you” in “Valentine”. Ma solo quello ;)
no no e no :)
questo disco è un capolavoro assoluto. sentitelo bene, perché è uno dei pochi album di oggi che riascoltato anche tra 30 e passa anni rimarrà una perla assoluta
e con tutto il rispetto per feist e per i dirty projectors, che pure mi piacciono, ma qui siamo proprio ad altri elevatissimi livelli…