Banana Splittone

Ieri stavo riascoltando lo splittone al mare, mentre l’omino del cocco – l’uomo dalla faringe che fa invidia anche a Jacob Bannon – ha sfoderato la sua arma più forte, un movimento sexy mimato in tutto il suo stile con le anche assieme ad un paio di noci sopra i capezzoli, per dare forma ad un mostro di sudore con la bandana impuntato ad attirare l’attenzione di una signora tedesca che stava leggendo un libro di Danielle Steel poco distante da me. Poi dicono le coincidenze, ‘lo squallore del panorama’ – e non c’entra nulla con il disco in sé, quella della spiaggia è un’immagine un po’ abusata, lo so anche da me, ma mi andava di dirlo perchè lo splittone è uscito il giorno del mio compleanno e quindi è automaticamente il disco dell’estate. È breve, d’impatto, da cantare tutti assieme e soprattutto rappresenta al meglio la serie di amici che se ne vanno e sai che il prossimo anno non torneranno, quelli che fortunatamente sono tornati e non vedevi l’ora di rivedere e quelli che eri sicuro sarebbero tornati, te lo avevano detto loro poco tempo fa facendosi sentire. Chiaramente la coincidenza fa anche ridere.

Gli amici che sono tornati sono i Do Nascimiento e si mettono subito sul podio con una bella medaglia d’oro al collo. Tombino e Amplificatore sono le canzoni perfette per questa estate abbastanza piatta e vuota, piena di paragoni con quelle passate che non aiutano per niente, ma che a quelle sensazioni le canzoni riescono a dare un po’ di senso, recriminando lo star bene e le ingiustizie in parole semplicissime. Boccia vicino al boccino e vittoria in un tripudio di vecchietti che bestemmiano con il bicchiere pieno di acqua brillante, testi che fanno davvero paura per quanto belli – e non lo dico come iperbolone ruffiana, ma proprio a sentimento – e quelle chitarre che devo averlo già detto mille volte quanto mi piacciono. Amici che ho rivisto davvero davvero volentieri e spero si facciano vivi il prima possibile per stare un po’ più a lungo.

I Verme invece sono quelli che ti salutano con un abbraccio di quelli forti, che sai non rivedrai più – e un po’ hai sempre saputo che non sarebbero tornati sempre con cadenza regolare. Lo Squallore Del Tonno e L’inutilità Del Panorama sono le foto degli amici del mare tenute nel cassetto con le altre, perchè i regaz purtroppo hanno detto ciao sul serio, regalando due bombette classiche del loro stile. Punk rock veloce con la Delorean puntata al ’98, o a palla nella mia Punto di quell’anno lì con le birre calde sotto il sedile, con tanta distorsione e il fattore cori al massimo. Nessuno ha mai chiesto nulla di diverso e sono arrivate sempre delle gran soddisfazioni nell’ascoltarli. Peccato, ovvio, che ora tocca tenere strette le poche canzoni che ci hanno lasciato.

I Gazebo Penguins non se ne sono mai andati, sono sempre rimasti lì a tirare fuori canzoni, prima da soli e poi accompagnati. Sono sempre loro che parlano di cose che parlano di cose e di persone, di gruppi, di scacchi, di nostalgie e scatoloni di cose fragili. Solita pacca e giochi di parole.

Tutto questo è disponibile da scaricare gratuitamente grazie al lavoro collettivo di To Lose La Track, Que Suerte!, Neat Is Murder, Two Two Cats. Io l’ho preso un po’ come un regalo bellissimo di compleanno.

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