The last giga. Ciao, Tony
Pubblicato: agosto 20, 2012 Archiviato in: cinematic | Tags: tony scott Lascia un commento »Una mattina ti svegli, leggi su twitter che Tony Scott s’è buttato da un ponte e non c’è più.
Noi amanti di Tony Scott (chiamato dai più “il fratello scemo”) siamo sempre stati un po’ presi per il culo, ghettizzati, ma comunque fieri di una passione per un regista non perfetto, non di classe ma con un cuore grande così e che per ogni film (o quasi) senza accorgertene ti ha spinto al tifo da stadio in almeno una sequenza.
Fino a stamattina non mi ero reso conto che ho visto TUTTI i film di Scott, e almeno due volte l’uno.
Questo è il mio ricordo
Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger) (1983)
Il film è il meno anti Scott di tutta la filmografia, infatti è il primo. La scena lesbo (tra Susan Sarandon e Catherine Deneuve) è alla luce del tramonto. Secondo me la folgorazione l’ha avuta qui. Se non ricordo male inizia con i Bauhaus e c’è Bowie. Ai tempi era uno dei film preferiti dei darkettoni (che schifavo) nel locale che frequentavo
Top Gun (1986)
Sono uno di quelli che ha riso molto sulla barzelletta su Top Gun raccontata da Tarantino su “il tuo amico nel mio letto (sleep with me)” per cui tutta la roba tra Iceman e Maverick era una cosa omosessuale a botte di “ti sono dietro” e via dicendo. è il film dove sembra che tutto esista dalle 17 e 30 in poi, i russi sono cattivi gli americani preservano la democrazia nel mondo e cose così. La partita da beach volley più lunga della storia, tipo 8 set da 40 punti a testa, ma oh, è il maschiale che domina il film, che pretendevi una partita a ramino? Ai tempi fece furore Take my breathe away di Berlin, quella con l’intro col synth che parevano 5 calci nei coglioni dati molto forte. Ai tempi alle feste ci iniziavano a limonare. Io no.
Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II (Beverly Hills Cop II) (1987)
Non mi piacque tantissimo ma qui fu il film dove arrivò in tutto il suo “splendore” (madò che schifo) Brigitte Nielsen, Murphy sempre con lo stesso giacchetto imbottito anche a Los Angeles; non si fa mai colazione e la genialata di una colonna sonora con i suonetti delle scarpe sul parquet (presente le partite di pallacanestro? ecco). A me era questo che era rimasto in testa.
Giorni di tuono (Days of Thunder) (1990)
La tattica spiegata con le sigarette (spente eh) sulle cosce di Nicole Kidman, una roba che era per lo più “faccio finta che vado a destra e poi vado a sinistra” però ai tempi sembrava una manovra di quelle tipo l’Apollo 13. Indianapolis tendenzialmente è una rottura di coglioni da vedere, però Tony ci ha infilato l’ennesimo duello half-homo / half-not con Nicole Kidman a guardare e insomma, la parola avvincimi tutto è comparsa in automatico. La cosa più bella è la corsa finale tra Tom Cruise e Robert Duvall.
Revenge – Vendetta (1990)
Conosciuto come “Lagrime e sangue”. Kevin Costner nel suo splendore (leggi senza doppio mento e panza) che si tromba la moglie del suo migliore amico che poi si incazza leggerissimamente. E’ forse il film melò di Scott, quello che ti lascia col malessere e i lacrimoni. Poi Madeline Stowe era bellissima
L’ultimo boy scout (The Last Boy Scout) (1991)
Giga. Quella che per me rimane tra le dieci scene del mio personalissimo “cinema”. Punto. E non nel senso di misura, è il capolavoro assoluto di Scott, quello che ha quel qualcosa in più e la marea di citazioni “in alto o in basso” “comprati un cane” o “toccami un’altra volta e ti ammazzo” (e poi lo fa) “Se esco vivo da questa storia, giuro che mi metto a ballare una giga.” . Ma soprattutto è il sostanziale spin-off del MacLaine di Die Hard, meno cazzodurista e più umano, con figlia sboccata e amico negro (che poi il Wayans io non ho mai capito come facesse a fare -e sulla base di che soprattutto- quella carrettata di soldi). La scena è LA SCENA del cinema di Scott tutto. La giga finale ballata sugli spalti.
Una vita al massimo (True Romance) (1993)
Scritto da Tarantino e ok, forse è quello che te lo fa tirare un po’ fuori dalla lotta perché oh, alla fine metà del merito è suo. Ma è un film perfetto a suo modo, dove chiunque esce innamorato (se non lo era già prima) di Patricia Arquette. Christian Slater che parla con Elvis e Dennis Hopper che sfida Christopher Walken dicendo che gli italiani discendono dai negri.
Insomma.che vuoi di più
Allarme rosso (Crimson Tide) (1995)
Non ho particolari ricordi in merito. Diciamo solo che da qui il cinema di Scott sarà legato a Denzel Washington, ok?
The Fan – Il mito (The Fan) (1996)
Mai visto De Niro psicopatico? sì? pazienza. Ogni tre secondi ci butta dentro un remix di Closer dei Nine Inch Nails e ogni minimo pretesto è buono per far sbroccare De Niro; “Booobbeeeeyyyyyy” è la cosa che sentirete più strillare in tutto il film. C’è Wesley Snipes ma secondo me non regge tantissimo e poi per me Snipes che gioca a baseball è Willy Mays Hayes di Major League quindi è un colpo basso e scorretto. Vale tutto il film la scena finale del lancio del coltello. Con tutti che guardano. Avvincente ma solo dopo ti chiedi che senso abbia.
Nemico pubblico (Enemy of the State) (1998)
Il film grande fratello e il secondo con Gene Hackman (e il primo e unico con Will Smith). Per me è un film ottimo col negro sbagliato, voglio dire con Denzel sarebbe stata un’altra storia perché Will, davvero, in quella situazione non c’è da essere ironici neanche per un cazzo. La botta di genio è nell’incontro risolutore alla fine, costruito benissimo e ad arte, quasi alla Hitchock tiè. Voglio sapere chi non si commuove sulla scena dei piedoni di Hackman con scritto sulla sabbia “I miss you”.
Spy Game (2001)
Con il Boy Scout il mio preferito. é il film perfetto di Scott, quello in cui Redford spadroneggia da ex spia nell’ultimo giorno di lavoro pre pensione e da lì spacca comunque il culo a tutti. Non c’è tantissima azione ma Scott ha il senso della tensione, ce l’ha ben chiaro in testa, anche se si sta tutti seduti intorno al tavolo e si parla di azioni di copertura, tradimenti e controspionaggio. Brad Pitt impallidisce davanti a tutto ciò. Va, arrivo a dire che è uno dei “3 film” di Redford
Man on Fire – Il fuoco della vendetta (Man on Fire) (2004)
Torna Denzel Washington, qui a copertura di Radha Mitchell e Dakota Fanning (e i motivi non mi ricordo quali siano ma devono essere futili perché due così l’intero mondo vorrebbe cancellarle col gommino della matita). Tutta una roba anarco-bottifera per cui Denzel Washington, ammazza, corca e minaccia (rivoltate l’ordine) chiunque per ritrovare la ragazzina.
Lacrimoni finali. Vendicati giustamente da Giancarlo Giannini.
Domino (2005)
Il film sottovalutato di Scott, quello che “vediamo l’effetto degli allucinogeni”, un pretesto buono che scrive da solo il film è l’inquadratura del culo di Keira Kneighteley, l’altra metà la fanno da sè Brian e Steve di Beverly Hills 90210, una trombata nel deserto e Tom Waits che esce a cazzo dal nulla e fa il predicatore (dopo Dracula sempre parti sane eh Tom?).
Poi oh, io ogni volta che lo rivedo ci provo quel gusto sano.
Déjà Vu – Corsa contro il tempo (Déjà Vu) (2006)
C’è quel momenti in cui un ottimo regista d’azione si confronta con una trama più complicata del solito e ci riesce. C’è Paula Patton (brividoni), c’è ancora Denzel che va a prendere a calci nel culo la gente indietro nel tempo e si sacrifica e noi lo sappiamo che comunque vada in qualsiasi linea temporale lui c’è.
Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana (The Taking of Pelham 123) (2009)
Ancora Denzel, contro Travolta con l’acconciatura più Bear Bar della storia, un incrocio tra Rob Halford e i Village People. Denzel che è un dipendente della metropolitana trova una maniera anche qui. E’ da qui che Scott si innamora del personaggio comune, con tanto cuore dentro.
Unstoppable – Fuori controllo (Unstoppable) (2010)
Come sopra, solo che Denzel stavolta ferma un treno che avrebbe distrutto una città. Il film che chiude l’intero lavoro di Scott è forse il più significativo, quello con più senso umano e pratico.
Qualsiasi cosa, anche un treno, può essere fermato da chiunque. Se c’è Tony Scott che lo inquadra.
