The Dark Knight Rises (secondo me, senza spoiler)
Pubblicato: settembre 3, 2012 Archiviato in: cinematic, comics | Tags: batman the dark knight rises, cinefumetti, filippo timi mortacci tua, santamaria mortacci tua 5 Commenti »E’ un film che divide The Dark Knight Rises, i pareri non sono unanimi (difficile lo siano ma per The Dark Knight eravamo andati vicino ad una promozione bulgara) vuoi per i difetti, vuoi per un eccesso di autocelebrazione, vuoi per alcuni “la noia”.
Mi muovo dalla posizione di bastian contrario, l’ultimo (?) capitolo della serie dedicata al Cavaliere Oscuro (da qui facciamo TDKR, eh?) è una roba grossa, non enorme ma grossa. Partiamo dall’obiettivo di Nolan, il fondamentale, il muovere le fila da un film per linguaggio sempre attuale e farne un film “serio”, con una storia seria e personaggi con debolezze, dubbi e complessità dell’uomo comune.
Ok, Bruce Wayne non è un uomo comune e parte dall’essere un milionario che ha enne giocattolini e gioca a fare lo sceriffo in una città che é l’alter ego di parecchie città attuali (vedi Roma e le sue mafie, le sue bande e la sua malavita legalizzata da chi di dovere) Gotham City, questo si potrebbe obiettare. Wayne nella mente di Nolan è però un personaggio che cade, che preferisce l’autodistruzione e la rinuncia ad un fine (metti il rispetto della legge con il costume, metti una vita normale impossibile vista la morte della sua amata Rachel) che non ha più un motivo.
Wayne é il nostro io senza spinta, con più dubbi che certezze, più debolezze che punti di forza e più nemici che amici (facciamo tanti a uno, il maggiordomo Alfred). In questo il Batman di Nolan è inoppugnabilmente realistico, forte di una coscienza e di un punto di partezza fondante, il corpo martoriato ed emaciato di Christian Bale.
La paraculata qual é, infilare in un momento storico di crisi, il presunto lottatore rivoluzionario, l’uomo di ideali e caos che da un lato é accattivante per quanto in confronto al nichilismo capitalista dei tempi misura a forze di bicipiti la voglia di distruzione in cenere, dall’altra lo fa con la possenza di una figura insormontabile, imbattibile e iconica. Anche lui indossa la maschera ma non per un vizio di forma.
é il caso (anagrammato caos) che lega Batman a Bane, la stessa provenienza, la stessa maschera (che è una necessità più che un vezzo), la solitudine e la disperazione. Bane riconosce in Batman la via per abbattere una società, Batman riconosce in Bane il motivo per risorgere e tornare ad essere lo sceriffo di gente senza facce. Il simbolo dietro cui si nasconde la gente comune, perché è di un personaggio comune che parliamo.
Non ci prendiamo per il culo TDKR è un film che ha difetti che variano dal sopportabile all’enorme (il tribunale e l’eccesso di spettacolarizzazione da una parte e una macchiettistica Anne Hattawhay) ma passano in secondo piano di fronte all’enormità di un quartetto formato da Bale, Hardy, Oldman e Caine, che forse essendo la coscienza parlante di Wayne è il personaggio più rilevante della storia.
Quello che passa è un film potente, catartico ed emotivamente possente, che non butta lì finali arrangiati e che trova la sua forza nei corpi e nella disperazione, nella caduta e nella risalita, nella voglia e nel nichilismo.
E nella necessità di avere un simbolo che vegli su di noi la notte.


che cosa bellissima.
scrivi veramente male
grazie anonimo. è tuo diritto non leggere :)
[...] diverse ed altre le stesse, ma dette meglio, sono questa, questa e questa. Ah, c’è anche questa. Per il sottoscritto non il film dell’anno, ma sicuramente una cosa che non fa male vedere. [...]
Con tutte le attrici che ci sono proprio la Hathaway doveva prendere? Boh.