Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno – La guida della serie A 2012/2013 [1^ parte]
Pubblicato: settembre 14, 2012 | Autore: schachner | Archiviato in: al bar dello sport | 3 Commenti »E’ la guida del campionato di serie A 2012-2013.
Ma è mezza, perchè è divisa in due parti.
Saremmo gli stessi dello scorso anno ma Pistakulfi – come dicono i giovani – “è imbaratrato” e racconterà solo il suo Milan, e Colas, con l’acqua alla gola (e non metaforicamente), passerà.
Quindi saremmo in quattro ma in fondo siamo due, e la facciamo a mezzi io e GiorgioP.
Sarebbe anche il caso di ricominciare con le figlie del calcio, e l’unica mezza che abbiamo a disposizione è Valentina Mezzaroma, vicepresidente del Siena.
Rigorosamente in ordine alfabetico. Prima la squadra, poi l’autore.
Atalanta (Schachner) – Qualche tassello aggiunto con intelligenza a una squadra coriacea, che vende sempre cara la pelle. Non spaventò il -6 della scorsa stagione, figurarsi il misero -2 di questa. Lontane le figure di Doni e Masiello, questa Atalanta si presenta tra le candidate alla serie B che effettivamente non lotteranno mai per retrocedere. Squadra di grande carattere come del resto il suo allenatore, porterà a casa la salvezza. In B, qualcun’altra.
Bologna (GiorgioP) – Tristi tristi, mesti mesti abbiamo salutato con la manina Gaston Ramirez (e noi l’avevamo detto sarebbe finito in Inghilterra, andate a leggere i “Ritagli” dell’anno scorso), uno dei giocatori più entusiasmanti del campionato scorso. Sono arrivati Gilardino e poco altro. L’avvicendamento in porta potrebbe portare sia qualche dubbio tra i due contendenti (Agliardi e Curci) sia qualche rischio, perché ci si era abituati bene con Gillet. La vera forza del Bologna è però nell’allenatore. Stefano Pioli, uno dei mister più preparati, con un’idea di gioco chiara che parte sì da una proposta ma anche limita parecchio l’avversario. Uno che incarta spesso e volentieri la partita, insomma. Occhio a Gabbiadini e Taider, perché sono i giocatori da cui ci si aspetta il salto di qualità. E potrebbero farlo fare. Per il primo soprattutto potrebbe essere un’occasione d’oro in chiave nazionale. Ça va sans dire che il Bologna dipenderà moltissimo da Diamanti, per il quale, qui, si fa un tifo sconsiderato.
Cagliari (Schachner) – Ogni anno sembra più debole, ogni anno il suo presidente diventa più antipatico e non si capisce neanche più in che stadio debba giocare (e qui ce ne sarebbe da scrivere). Credo che l’anno scorso il Cagliari sia riuscito solamente a posticipare la retrocessione, che può arrivare questa stagione se non peseranno troppo le numerose penalizzazioni per il Calcioscommesse. Se non sarà serie B, a mio parere, sarà davvero per poco.
Catania (GiorgioP) – Ha cambiato solamente allenatore e ha perso pochissimi pezzi (Llama e Carrizo, che comunque non avevano spazio). Maran, che non è un fesso, s’è messo paro paro come giocò Montella per metà dello scorso campionato: partì 532 e finì 433, un po’ come farà con la Fiorentina st’anno. Quindi 433 per gli Etnei. Ovvio, c’è da aspettarsi tantissimo dai tre d’attacco e in particolar modo dai due che fanno gioco, Gomez e Barrientos. In mezzo Almiron rimane uno dei registi più sottovalutati del campionato ma uno che dà sempre molto. Torna Andujar ed è una garanzia, forse il plus che ci si aspettava. Se cadrà qualcuna da sopra, magari arriverà anche in Europa League.
Chievo (GiorgioP) – Squadra che vince non si cambia. Raramente il Chievo fa male e quest’anno, a fronte di due perdite niente male come Acerbi e Bradley, sono arrivati Rigoni Emme dal Novara (che farà scopa con Rigoni l’altro, l’Elle, ottimo centrocampista d’ordine) a dare una mano all’asfittica zona gol, e Di Michele, che gioca col bonus gol nel contratto e i suoi dieci li fa sempre. Thereau e Dramè sono rimasti e supponiamo saranno i prossimi pezzi da mercato, perchè – in fondo – parliamo di una società che per acquistare deve vendere. Bandiera della squadra a questo punto Sorrentino, una volta incensato come uno tra i migliori portieri in Italia e a margine della nazionale, ed oggi uscito dal giro senza un vero perché. Non amo particolarmente il gioco di Di Carlo ma è competente, preparato ed ha “fallito” (per modo di dire) solo alla Sampdoria. Poi, se lo guardate bene, è Ettore Messina senza capelli e ad uno così bisogna voler bene. La salvezza ad aprile credo sia un obiettivo facilmente raggiungibile.
Fiorentina (GiorgioP) – Il discorso non può non partire da una considerazione: anno zero. Iniziando da Montella, che arriva dopo la buona stagione al Catania (ma lì hanno fatto bene anche Giampaolo, Mihajlovic, Zenga), e proseguendo con la squadra titolare, che conta 9/11 nuovi rispetto a due mesi fa. Ci vorrà tempo. La squadra è per metà composta da scommesse (da Aquilani a El Hamdoui, da Pizarro a Toni) per metà da certezze, come Borja Valero, Rodriguez, Savic, Llama, Cuadrado e Viviano (che speriamo goda per un anno di minore sfiga). La super stella è JoJo, ma nel complesso è una squadra che si presenta divertente e che ogni domenica potrebbe far registrare “botte da matto” di qualche suo giocatore. E voi lo sapete che qui alle”botte” (tranne quelle di Cassano) siamo affezionati e le aspettiamo ardentemente. Per Montella citerei Christian De Sica in Borotalco: “O sfonn’ o m’abbrucio”. Diciamo che potrebbe essere Europa League come salvezza facile. Senza mezze misure.
Genoa (GiorgioP) – Agli atti che me l’ha lasciata quel fetente di Schachner. Subito: la formazione che fino a gennaio dovrebbe vestire la maglia del Grifone è una di quelle che, al solito, ha tredici trequartisti, quattordici attaccanti e quattro difensori. Io ho visto Frey in faccia e mi pare evidente che, dopo l’anno scorso, abbia optato per l’analisi. Speravo in Immobile titolare dopo lo splendido anno a Pescara ma mi chiedo, poi, che senso abbia far tornare a casa Borriello. A me piace tantissimo Jorquera e sono curioso di vedere Bertolacci (pupillo di De Canio) e Piscitella. Che sia l’anno in cui Marco Rossi non esce più dalla panchina? Ci credo poco. Anche come terzino, ma tornerà. Ultima osservazione, De Canio è bravo ma non so quanto sarà semplice rimanere sulla panchina rossoblù fino a giugno. O Granqvist diventa Beckenbauer o anche st’anno si andrà sulla 60ina di gol presi. Salvezza tranquilla, dai.
Inter (Schachner) – Se non avessi un cavolo da fare, l’Inter sarebbe il mio passatempo. Mi appassiona la sua storia, mi coinvolge l’incapacità del suo organigramma. Mi rapisce sempre l’operato di Marco Branca, adoro le occasioni infinite che il magnate Moratti è in grado di concedere a questo ex giocatore, ormai dirigente. Ma cosa ha di speciale Branca? Qualcuno mi ha detto che Moratti, amante del Fernet, abbia creduto per anni che Branca fosse quello del Branca Menta, del Caffè Borghetti, del Punt e Mes. Caro Presidente, non è lui. Lei si deve essere confuso. Lo mandi via. Quelle bottiglie le comprava in corso Buenos Aires. Conceda una pausa, un anno sabbatico a questo ragazzo che è ormai fuori giri. Il mio vuole essere un augurio e un invito. Veniamo a noi. Branca è l’artefice quasi plenipotenziario delle squadre di Moratti e, salvo mettergli pesantemente le mani in tasca (e anche lì con qualche errore), non riesce mai a costruire rose decenti. Il bravo dirigente fa le nozze con i fichi, con i milioni sono tutti bravissimi. E quest’anno, l’anno della rifondazione, con un allenatore giovane (con diverse lacune e tanta inesperienza, ma con uno stipendio che piace tantissimo), si sarebbe dovuto puntare su tanti giovanotti, gente di volontà e poche pretese. Invece il dirigente ha portato a San Siro: Palacio, con l’ombra delle combine e 12 milioni di cartellino per un 31enne; Alvaro Pereira, rendimento da verificare e altri 10-13 milioni di cartellino a seconda dei bonus; Mudingayi, 31 anni, in prestito e anche lui a rischio squalifica e comunque un giocatore non da top team; Cassano, 30 anni, preso in cambio di Pazzini (e anche l’Inter presto farà parte del Club…); Gargano, prestito oneroso, rischia di far la fine di Zarate; Silvestre, ancora un altro prestito da due milioni di euro per un biennio, e, appena arrivato a Milano dopo stagioni entusiasmanti a Catania e Palermo, ha perso la nazionale italiana da oriundo e ha cominciato a cappellare che neanche Simone Loria; Handanovic e Guarin forse note liete ma in totale 22 milioni di cartellini e metà del promettente Faraoni. Mi sono dilungato ma ci sarebbe ancora da scrivere. Cambiano i giocatori, cambiano gli allenatori. Moratti resta, con lui Branca. Se non ci saranno altri cataclismi e società petrolifere da prosciugare, questi non vinceranno fino a quando le macchine cominceranno a volare. Europa League, sempre se qualcuno con meno soldi e meno storia non si faccia rodere il culo. Altrimenti…
Juventus (Schachner) – Scusate la banalità ma la squadra campione uscente è sempre quella da battere. E’ così, e a maggior ragione quando fa così tanta fatica a perdere. La squadra si è rafforzata in maniera sostanziale in mezzo al campo, con un miglioramento dovuto ad Asamoah e Isla (forse strapagati). Dietro è ancora corta e probabilmente la Champions League toglierà brillantezza ai tre stakanovisti Chiellini, Bonucci e Barzagli. L’acquisto di Lucio – finito sportivamente nel giugno 2011 – non ha dato nulla. Più facile possa essere d’aiuto giocare con una linea difensiva a quattro, di tanto in tanto. Davanti non è arrivato l’attaccante di valore europeo, nonostante i tentativi più spericolati di prenderne uno (…). Saranno, quindi, in tanti a dividersi le due / tre maglie da attaccante. Segneranno in tanti, nessuno ne farà tanti. Come l’anno scorso. E come l’anno scorso saranno tra i pretendenti al titolo, in una corsa in cui gli altri partenti – a mio parere – sono molto più organizzati della scorsa stagione (Voluta l’indifferenza per il caso Conte. Così, è come se allenasse).
Lazio (Schachner) – Senza domande a seguire sul mio nerdismo calcistico, dirò di aver visto allenare Petkovic, nuovo allenatore dei biancocelesti. Non è un ciarlatano, ha molto polso e sembra nato per allenare in Italia. In certi momenti mi ha ricordato il modo dell’Eriksson laziale. La rosa è sempre la stessa e non è detto sia un difetto (“…è carattere”, basso citazionismo). Ederson non si è mai visto, Ciani magari si vedrà, Zarate si è rivisto e forse ha imparato la lezione. I risultati si attendono, però, dagli stessi della scorsa stagione, magari meglio motivati. A me piace la capacità di Lotito di costruire ogni anno una squadra decente senza fare spese stupide e vendendo a caro prezzo chiunque. Per me, partono sempre con l’Europa League in tasca. Sta alle altre darsi da fare per impedirgli di arrivare dove meritano, cioè tra le prime sei.


Riguardo la Juve: non è “come se allenasse”. Lui allena. Punto :)
Questi post sul pallone mi piacciono da sempre un bel po’, quindi accolgo con gioia la maxiguida 2012-2013.
Concordo su gran parte dello scritto qui sopra, forse sono solo un po’ poco convinto sull’Atalanta che, secondo me, quest’anno faticherà un po’ di più dello scorso.
Juve: Senza entrare nel merito delle accuse e delle sentenze, di cui non so nulla, trovo incoerente la condanna di Conte. Perchè è una non condanna, alla fine, quindi tanto valeva dichiararlo innocente. Che poi, magari lo è pure. Davvero, non so. Riguardo la squadra invece, salvo cataclismi vince lo scudetto a mani basse. A meno che sorteggi assurdi la portino a restare in champions fino tipo alle semifinali. Così fosse vince lo scudo uguale, ma magari faticando.
Inter: una delle poche squadre quest’anno che mi incuriosisce guardare. Condivido il punto sulla campagna acquisti, ma la valuto più interessante la rosa se contestualizzata nelle mani di Stramaccioni. A mio avviso l’allenatore qui gioca un ruolo enorme. In mano al Ranieri di turno, europa league a fatica, in mano a Stramaccioni secondo me nelle prime tre/quattro ci sono. La differenza non è nel gioco, ma nelle scelte.
Lazio e Fiorentina: incognite vere. A mio avviso quest’anno le metto dietro l’Inter, ma faranno vedere cose buone.
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