Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno – La guida della serie A 2012/2013 [2^ parte]

La prima parte è qui. L’omaggio è ancora dedicato a Valentina Mezzaroma.

Milan (Pistakulfi) – Nel settembre 1980 mio nonno mi regalò l’album delle figurine Panini e con esso uno degli immaginari che mi accompagneranno per tutta la vita. Non volevo tifare Roma (sei nato a Roma devi tifare per la Roma!) e non volevo tifare Juventus (abbiamo più scudetti di tutti devi tifare Juve!). Scelsi il Milan per i colori e perché avevano una pagina sola… Perché papà? “Perché stanno in serie B, figlio mio”. Avrei potuto scegliere chissà cosa, che rischio. Che ne so, il Catanzaro, la Cavese o il Monza. Vabbè, bella per me. Manco lo sapevo che stavano in B perché si vendevano le partite. Tutto questo per dire che non è vero che un tifoso milanista deve essere abituato bene. Li ho visti dal vivo in serie B, ho gioito per la promozione, pianto dopo la retrocessione a Cesena, ricordo la prima vittoria all’Olimpico contro la Roma con gol di Virdis, la prima volta in coppa Uefa col Waregem. Insomma, mi sono scocciato dei proclami di dirigenti esaltati. Ci sono dei cicli e questo è al tramonto, è stato meraviglioso ma ci vuole una cosa sempre: la dignità. E soprattutto nei momenti difficili. Lotteremo per un posto in Europa (forse quella minore), quale cazzo è il problema? Dietro è un terno al lotto, spero che per novembre si sia capito chi sarà la coppia titolare (io dico Acerbi-Mexes). De Sciglio è un bel prospetto, peccato giochi sulla fascia meno grave. In mezzo niente di nuovo, il solito centrocampo di Allegri (il mio sogno è Montella, però) con un frangiflutti e due mezzale, uno dai piedi buoni e lento, l’altro più tonico e ficcante. Davanti, tutto sommato, l’arrivo di Bojan non mi dispiace per niente, Pato… Pato… se… vabbè l’ho scritto in ogni guida ogni anno. Ah, sì: Pazzini… è una pippa ragazzi. Ma è dei nostri ormai. Forza Pazzini!

Napoli (Schachner) – Ormai da diversi anni il Napoli si presenta ai blocchi di partenza come una delle candidate all’Europa che conta e anche quest’anno sarà così. Sostanzialmente ha la stessa rosa della scorsa stagione (dentro Insigne, fuori Lavezzi, via Gargano, arriva Behrami). Ha però guadagnato un ricambio – finalmente – per Maggio e due difensori di categoria, Gamberini e il recuperato Britos, rimanendo in attesa dell’esplosione di Edu Vargas. Senza la Champions League guadagna qualcosa e la vittoria nella scorsa Coppa Italia le dà una maggiore consapevolezza. Tra le prime tre.

Palermo (Schachner) – Ah, il mio presidente preferito. 44 giocatori in uscita. In entrata, forse, da notare il solo Brienza. Nonostante un allenatore tosto come Sannino, sarà durissima in questa stagione. Per la prima volta da quando impazza in Sicilia, il presidente Zamparini non ha fatto proclami di classifica. Con la scusa di tenere bassi gli ingaggi, non ha speso una mazza e continua a mettere via bei soldi per pagarsi la barca. Come dice mio padre “Zamparini piagne sempre ma so vent’anni che sta nel pallone. Se ce sta, vor dì che magna. Sennò da mo che se n’era annato…”. Questo è il Palermo più scarso da quando c’è EmmeZeta. E’ una squadra scarsa, male assortita, approssimativa dietro senza Silvestre e Balzaretti, fumosa davanti con un Miccoli demotivato, molle in mezzo al campo senza Migliaccio, Acquah e Della Rocca. Se non va giù, è un miracolo di Sannino. Se dovesse saltare Sannino, sarebbero guai. Tra la A e la B.

Parma (GiorgioP) – Mi stupisce come Donadoni sia riuscito a prendere in mano una situazione non semplice a Parma e fare risultati. Squadra quasi all’anno zero con la nuovissima coppia d’attacco Pabon-Belfodil, che è tanti punti interrogativi ma anche tanto gioco. A supporto, un centrocampo di roccia e velocità con Valdes e Galloppa, senza dimenticare e Biabiany, che l’anno scorso, come rendimento, fu la migliore ala del campionato (ma si sa, i giovani scartati dall’Inter finiscono per essere quasi tutti fortissimi). La squadra è quadrata e forse le si chiede un campionato tranquillo come quello che poi effettivamente sarà. A me sembra sempre un po’ grigia e senza vitalità – come il suo allenatore – ma per fare bella figura in serie A basta questo.

Pescara (Schachner) – Arrivare in serie A è davvero difficile. Rimanerci un’impresa, a maggior ragione quando si perdono tutti e tre gli attaccanti e il giocatori di maggior valore tecnico (Insigne, Immobile, Sansovini, e quindi Verratti). Ancora più complicato se arriva una flotta di nuovi giocatori – 17, se la memoria non inganna – e in panchina siede un allenatore – l’indimenticato Giovanni Stroppa – che ha sulle spalle una sola stagione in Lega Pro. Io però ho grandissima fiducia in Delli Carri, e nella sua capacità di scoprire talenti, e apprezzo le scommesse azzardate. Non so se riuscirà a salvarsi ma credo che qualsiasi cosa succederà, il Pescara giocherà un ottimo calcio e senza aspettare gli avversari sulla linea di porta.

Roma (GiorgioP) – E’ tornato il boemo e sinceramente a me i discorsi sulla Juventus hanno un po’ rotto i coglioni. La squadra è affascinante, tutti giovani e di talento, poche scommesse (vederli bene, si conoscono già). Puntiamo tutto sul fatto che Zeman sappia di essere al crocevia finale della sua carriera, quello in cui farà tutto per vincere. E infatti dalle prime partite si è visto che non è un vero e proprio 433 ma un 442 o 4312, con Totti che galleggia tra le righe. Un attacco con lui, Destro e Osvaldo è già fortissimo, aggiungiamoci Lopez, che ha già mostrato numeri da talento, e Lamela, ancora in letargo ma supponiamo si sveglierà presto. Con loro, il reparto più importante per Zeman è a posto. A centrocampo Florenzi è quello che giocherà più di tutti, occhio a Tachsidis perché – forse – solo Totti ha la sua stessa visione di gioco. De Rossi e Pjanic stanno facendo un po’ fatica ma sono campioni e troveranno un modo per interpretare al meglio il loro ruolo. Dietro sono state assestate tutte le buche, c’è un noioso dubbio sul portiere ma io sono tra i sostenitori di Stekelenburg e non vedo motivi per cambiarlo. Poi Goicochea, chissà. L’oggetto misterioso è Dodò. Non quello della Melevisione, sia chiaro. In amichevole, quest’estate, gli sono bastati 5 minuti e due dribbling per fare venire giù lo stadio. Sabatini ha scommesso (parole sue) la reputazione sul valore del giocatore e io sono curioso (ed è un eufemismo). Punto d’arrivo podio, diciamo. E forse qualcosa di più.

Sampdoria (Schachner) – La rosa non mi dispiace affatto ma ho seri dubbi sulle capacità del suo allenatore. La Sampdoria affronta questa stagione con una squadra che ha capacità di lottare e combattere, differentemente da quella che l’ha portata dritta in serie B due anni fa. Maxi Lopez giocherà e segnerà con continuità, forse De Silvestri potrà far vedere nuovamente il proprio valore, Maresca porterà i suoi gol pesanti e impareremo a conoscere Obiang. Campionato di metà classifica, molto serenamente e non sarà per merito di Ferrara.

Siena (GiorgioP) – Cerco di scrivere qualcosa di sensato per una squadra che ha sempre, o quasi, azzardato qualcosa con gli allenatori. E quando arriva Cosmi, è per un campionato lacrime e sangue dove ci sarà pochissimo spazio per i tentativi. L’attacco è ridicolo, e o Calaiò fa venti gol o boh, si punterà ai 36 pareggi 0 a 0. C’è il ritorno di Rosina ma i suoi ultimi campionati in Italia non sono stati entusiasmanti e in Russia chi l’ha visto? C’è Verre in mezzo al campo e sogno che per la fine dell’anno si vedrà una coppia formata da lui e Bolzoni. E’ un sogno. Più probabile sarà Valiani e D’Agostino. Peccato. Sarà durissima salvarsi.

Torino (GiorgioP) – Arriviamo forse al nostro allenatore preferito numero due: Ventura. Quello di cui Guardiola disse “è il mio nume tutelare, da lui ho imparato tutto” (non lo sapevate? belle teste di cazzo siete). Insomma, a me Ventura piace, la squadra è costruita abbastanza bene e punterà a un 424 (ma non come intendeva l’ex allenatore Conte) con due attaccanti esterni veri a scelta fra Cerci, Stevanovic, Sansone e Meggiorini, e in mezzo Bianchi che farà il suo. In mezzo al campo fosforo e gamba con Brighi e Gazzi (oh, Gazzi: gruppo preferito My Bloody Valentine – IDOLO). Ventura è uno di quelli che sa tenere in pugno la squadra (e riportarla in A con quel presidente, sappiatelo, è un’impresa improba) e magari, con la tranquillità, arriverà anche un gioco scintillante. Io credo in una salvezza tranquilla, a fine aprile diciamo.

Udinese (GiorgioP) – Lo dico ora: per me è l’ultimo anno di Guidolin e, se non rimette la macchina in carreggiata, la vedo molto nera. Il campionato è partito con la situazione Di Natale complicata, Muriel rotto almeno fino alla 9° giornata e senza Asamoah e Isla. Handanovic giustamente è servito a fare la cassa (presto o tardi sarebbe successo). Ho tre dubbi. Primo, chi fa il regista? E la risposta è che prima o poi in quella posizione ci vedrete un Pinzi arrangiato. Secondo, Fabbrini può fare un campionato da “sicurezza” lì davanti o assisteremo a un turnover continuo tra lui, Muriel e Maicosuel? La squadra continuerà a prendere così tanti gol (è un problema la cessione di Asamoah o qualcuno nel reparto difensivo ha forse imbroccato un campionato no)? Perché la media per ora è preoccupante. Mi chiedo solo quanto incida lo stato d’animo del Guidolin attuale sulle sorti della squadra e ad occhio – vista la mancanza di personalità della rosa – credo molto. Forse troppo. Fuori dall’Europa League.


Un Commento on “Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno – La guida della serie A 2012/2013 [2^ parte]”

  1. ale-bu scrive:

    @ Pistakulfi: visto che l’hai citato, e che la telenovela Seedorf ti aveva incuriosito, ti dico solo che tra quelli che vorrebbero comprare il Monza adesso c’è Beccalossi. Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto. Fai te.


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