Il danno che chiude tutto

Quando finisce una serie è un po’ come se un po’ di te se ne va, e finisce. Come le altre cose (più importanti, certo) della vita.
Damages è una di quelle cose che inevitabilmente ti legano nei ricordi e nelle viscere a qualcuno che lì starà sempre e con tutto il bene del mondo, ed è una cosa che con l’affetto, coi sentimenti, con il volere bene c’entra poco, anzi pochissimo.
La storia è quasi banale perché parte dall’assunzione di una novella avvocata da parte del peggiore squalo della storia degli avvocati, che poi è Glenn Close, a cui lo squalo viene benino (eufemisticamente parlando); da lì una discesa agli inferi in cui ogni stagione è un caso portante, guidato dalle notizie del momento, i magnate, l’ambientalismo, i leak assangiani, a cui si aggiungono sotterfugi, doppi e tripli giochi, la merda insomma.
Tutto retto da un’enorme Glenn Close, che ad occhio con tutti i premi che ha messo su per questa serie c’ha rifatto il caminetto di casa, e sporadiche guest star come Ted Danson, William Hurt, John Goodman, Jenna Elfman. Un all star di quelli che sembrano difficilmente digeribili eppure vi do tre puntate, anzi due, della prima serie, che se ve le vedete vi fate serie intere nel giro di due giorni.
Oh ovviamente è una serie coi suoi difetti, senza particolari buchi ma in cui il duello tra le due avvocatesse (chè le cose vanno a Sud dopo qualche puntata eh, che credevate) è avvincente, scava nel profondo della merditudine umana e soprattutto non guarda in faccia a nessuno. Non dico la serie perfetta, anzi, ma quella che ha un cliffhanger a puntata, nella prima serie, anzi nelle prime due, quota che cresce in maniera esponenziale. Intrattenimento ma anche profondamente dark, senza speranze. Agghiacciante.
Finire la serie, come dicevo all’inizio, è un po’ lasciarsi dietro cose belle, anche se imperfette, chiudere un capitolo e andare avanti, anche senza capitoli. E pensare che quelle sere d’estate, sul lettone, col Mac in mezzo non torneranno più.

About these ads

2 commenti on “Il danno che chiude tutto”

  1. olivia scrive:

    Ho aspettato di leggere questo tuo post (che avevo visto stamattina tra i feed) perché avrei visto l’ultima puntata stasera. E’ vero, Damages non è perfetto, ma in cinque serie ha retto molto bene e anche se gli ultimi tre minuti mi hanno lasciato un po’ meh l’inquadratura finale chiude e racchiude tutto alla perfezione. Tutt’e cinque le serie, proprio. Forse avrei preferito una chiusura di merditudine e cinismo e brutti sentimenti umani spalmati su più personaggi, ma va bene lo stesso. E secondo me la prima serie va inoculata a tutti quelli che non ne hanno un’idea. Poi non smettono più. Come dici tu e come ho fatto io.

  2. Noodles scrive:

    Il fatto è che quest’ultima stagione, pur con aspetti molto interessanti, ha scontato una stanchezza che si avvertiva ormai anche nella quarta e che dipende proprio da quella struttura a incastro topica di damages. la volta scorsa l’avevano sapientemente limitata, quest’anno si è tornati alle origini, ma dopo cinque anni di false piste ormai lo spettatore ha iniziato a capire che dietro un’immagine c’è sicuramente un’altra cosa. e questo non ha fatto altro che allentare parecchio la tensione secondo me.
    Poi il finale finale devo dire che non m’è piaciuto per niente. Più convenzionale di così si muore


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 64 follower