Un polpo alla gola
Pubblicato: ottobre 29, 2012 Archiviato in: comics | Tags: Un polpo alla gola, zerocalcare 1 Commento »Un polpo alla gola è un titolo bellissimo. Che parafrasa un po’ Truffaut e un po’ i film di denuncia anni sessanta, quelli di Petri o Rosi. Invece è tutto tranne che un film, è il nuovo romanzo a fumetti (leggi graphic novel) di Zerocalcare.
La trama è per lo più il solito canovaccio del romanzo di formazione, che prende molto dalla vita dei sobborghi romani, delle scuole, della fine degli anni 80 e dell’inizio dei novanta. Liceo e poi vita attuale, quello che è successo e quello che è rimasto (perché in fondo è vero che nessuno guarisce dalla propria infanzia cit.) con un forte richiamo al Kasdan di Stand By Me è la storia supponiamo autobiografica di Zero e Secco, due ragazzini prima, eterni adolescenti poi e della loro vita prima tra i banchi di scuola poi da eterni precari e delle cicatrici (quelle visibili e non) e i sensi di colpa (il polpo) che ci si porta dietro negli anni.
Questo sempre per il concetto per cui uno nella vita si dovrebbe concedere di fare qualche cazzata ed il punto è concederselo, e non sempre è possibile.
Ho scritto poco sopra romanzo a fumetti perché tale Un polpo alla gola è. Perché se l’Armadillo, sempre di Zerocalcare, era una raccoltona di mini storie sulla vita di un giovane precario di oggi, il nuovo libro centra il dubbio e la domanda, del perché si diventi in un certo modo, perché non si riesca in qualche modo a crescere e il perché in fondo niente si dimentica.
E’ tutto lì, quello che dovrebbe essere un romanzo di formazione, è tutto lì che era l’Holden, l’Ebdus e i Kavalier & Clay, se si è in un certo modo, da qualche parte, c’è sempre una cicatrice nascosta. Anche se è scritta a fumetti.


[...] non mi aspettavo. Insomma sposami. Va bene la smetto, ne ha scritto molto più lucidamente Giorgio qui. [...]