Tu che hai i ritagli – Zdenek Zeman

zeman neve

Due settimane fa ho visto la sconfitta della Roma contro il Cagliari in un gruppo d’ascolto ormai consolidato.
Alla fine della partita, GiorgioP – ospite premuroso – mi ha chiesto di portare sul blog una considerazione fatta da me, e che poi ha generato una lunga discussione, sostanzialmente fondata sul nulla.
Perché questa è la caratura del calcio: il nulla.

Nonostante tre tentativi, non sono riuscito a raccogliere in un pezzo tutto quello che, ormai quindici giorni fa, con grande semplicità ero riuscito a spiegare alla mia compagnia.
Perché il calcio è una bolla di sapone, e più si ragiona sulla sua essenza, più si tenta di chiuderlo in dei limiti, più svanisce e si esaurisce in qualche goccia di acqua sul pavimento.

In una versione diversa, questa puntata di ritagli è dedicata a Zdenek Zeman, perché lui in 33 anni di carriera – cominciata quando sono nato – non si è mai arreso nella tentativo di raggiungere quel confine del calcio.
Il suo pragmatismo tattico e l’esasperazione della geometria nella disposizione dei calciatori sono la dimostrazione della ricerca di una perfezione che deve sempre sottostare ad una serie di regole, senza mai arrendersi al fatto che – probabilmente – la perfezione è molto più vicina alla casualità e alla follia.

Nonostante il suo essere così distante da ciò ricerca da una vita e che non troverà mai, ma soprattutto dalla compiutezza calcistica che tutti immaginiamo, Zeman è il sugo del calcio.
E’ un insegnante di sport e dei valori che sempre dovrebbero accompagnarlo.
E’ la persona che, in qualità di cittadini e non di amanti del calcio, noi tutti dovremmo eternamente ringraziare per aver portato lo sport in un’aula di tribunale, al solo fine di mostrare a tutti cosa supportiamo dal secondo dopoguerra. Se poi qualche dolce pillola di revisionismo basta a mandar giù il boccone amaro, ci meritiamo quella finzione da pessimo sceneggiato a cui assistiamo a ritmo ciclico.

Ciò che vediamo in serie A, ciò che abbiamo già visto, il doping, Calciopoli e Moggiopoli non sono sport.
Zeman invece è un insegnante di sport, e non un professionista dello spettacolo.
Se poi non ve ne frega un cazzo dello sport e vi interessa solo lo spettacolo, guardatevi il wrestling, e lasciate a noi romantici un calcio diverso, nuovo e vecchio allo stesso tempo, e poetico come le storie di Vendrame di Di Bartolomei.

[In realtà nel pezzo ci sarebbe dovuto essere un'analisi sociologica dei media romani che fondano il proprio lavoro esclusivamente sui fatti dell'A.S.Roma.
Per non diventare ridondante ed inutile come loro, la riassumo con un invito: trovate un lavoro vero e liberate dalla vostra presenza la passione sportiva dei romani.]

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