Animati: i candidati a Best Animated Feature agli 85th Academy Awards

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La categoria del Best Animated Feature Film è stata introdotta agli Academy Awards soltanto nel 2002. Prima di allora un film animato poteva sperare di entrare nella rosa dei Best Feature Film, ma è successo solo poche volte, a esempio con La Bella e La Bestia nel 1992.

Le regole sono semplici. Innanzitutto, i film realizzati usando la performance capture (l’attore recita, poi gli viene costruito il personaggio addosso, tipo Avatar) non possono essere nominati. Valgono quindi animazione tradizionale, animazione computerizzata, stop motion, claymation.
Se ci sono meno di 16 possibili nominati, ne vengono scelti tre; se invece sono più di 16, ne vengono scelti cinque.

Le nomination comprendono spesso film stranieri — Chico & Rita l’anno scorso, The Illusionist di Sylvain Chomet l’anno prima — e ancora più spesso questi sono gli unici film di animazione tradizionale della categoria. Sin dalla sua prima edizione, infatti, il premio è stato quasi sempre consegnato alla Pixar: l’unico vincitore ‘disegnato’ è stato Spirited Away di Miyazaki nel 2003, e l’unico in stop motion è stato il meraviglioso Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit nel 2006.

Quest’anno la varietà delle nomination è crollata: abbiamo due film in animazione computerizzata e tre stop motion, di cui solo uno è stato prodotto fuori dagli Stati Uniti. Il filo conduttore di tutte le nomination è “gli incompresi”, visto che I Miserabili sono già in tutte le altre categorie: tutti i protagonisti sono outsider, o perlomeno si oppongono all’ordine delle cose. Chi riuscirà a spuntarla?

Iniziamo da Brave, ultimo prodotto di Pixar, che racconta la storia della giovane principessa scozzese Merida e della sua lotta con le convenzioni sociali del regno. Brave è il primo film della Pixar con protagonista una ragazza. Ha dalla sua una storia commovente ed un’esecuzione tecnica magistrale; non a caso, ha già vinto  il Golden Globe come Best Animated Film poche settimane fa.

Frankenweenie e ParaNorman hanno molto in comune: entrambi sono realizzati in stop-motion, entrambi parlano di bambini emarginati con aspirazioni scientifiche e un po’ troppo a che fare col paranormale. Entrambi si allontanano dalla vittoria per via di temi e dell’aspetto visivo “oscuro”, che li rendono meno appetibili rispetto agli altri nominati. Entrambi sono stati realizzati da un team snobbato dagli Oscar in passato: Tim Burton (Frankenweenie) non è stato mai premiato, e la casa di produzione Laika (ParaNorman) è la stessa di Coraline (che perse contro Up nel 2010).

L’inglese Aardman Animations ha invece vinto in passato, con il già citato Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit. La nomination di quest’anno è The Pirates! In an Adventure with Scientists! che, oltre al titolo composito, condivide con il predecessore anche l’humour inglesissimo. Ma mentre Wallace & Gromit se la giocava con altri titoli non troppo popolari (Corpse Bride e Howl’s Moving Castle), i poveri pirati se la devono vedere con i colossi Disney che non hanno intenzione di mollare l’osso.

A far lasciare ogni speranza agli altri nominati c’è infatti Wreck-it Ralph. Oh, Wreck-it Ralph. Il grande eroe incompreso che si ritrova nel bel mezzo di un’avventura bizzarra e ipercolorata. Wreck-it Ralph può contare su molti fattori positivi: la storia commovente, l’aspetto visuale eccezionale, l’idea innovativa di creare un film animato a tema videogiochi, che mescola stili diversi e epoche diverse con un risultato riuscitissimo. Wreck-it Ralph è tenerissimo e meraviglioso, si merita di vincere e vincerà.

Ma nessuno dei candidati — e sicuramente non Ralph — ha però la complessità di ParaNorman: la bizzarra leggenda della strega di Blithe Hollow, la caccia alle streghe, il rimorso e la penitenza, l’essere un outcast, i genitori che non capiscono niente, il fratello di Neil che invece ha capito tutto (spoileeers!). ParaNorman è realizzato deliziosamente (in maniera molto meno pulita e precisina di Frankenweenie) e ha un po’ dell’umorismo nero dei Pirates. Ha il meglio di ognuno degli altri nominati, ma le ragioni che ai miei occhi lo rendono il migliore sono quelle che lo rendono il candidato meno appetibile: troppo oscuro, troppo ambiguo, troppo pieno di temi che vanno un po’ troppo oltre. Si merita di vincere, ma non vincerà: troppo strambo, così come il suo protagonista.

Ma non è finita qui: oltre ai film animati, ci sono anche i corti. Anche se l’Academy ha ordinato ai produttori di rimuovere gli shorts da internet, se vi sbrigate potete vederli tutti qui prima della cerimona di domenica. Preparate i fazzoletti prima di vedere (o ri-ri-ri-ri-rivedere) Paperman.

Nota a margine. Questo è il primo post di una rubrica; nelle prossime settimane parleremo dei film animati esclusi dalle nomination degli Oscar, ma anche di qualsiasi film animato pregevole mi capiti per le mani.

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