The World’s Largest Utopia
Pubblicato: febbraio 27, 2013 Archiviato in: tv eye | Tags: channel 4, dennis kelly, graphic novel, utopia 1 Commento »Scriviamo la sinossi, così vi esplode il cervello, criminali sono alla ricerca di una graphic novel chiamata The Utopia Experiment che sembra contenere segreti irrivelabili sul futuro dell’umanità e vogliono appropriarsene a tutti i costi. 5 appassionati di fumetti e della graphic novel si trovano in mezzo.
Questo è Utopia, mini serie di sei episodi auto conclusiva prodotta da Channel 4 e chiusa da una decina di giorni.
La regia (e la scrittura di Dennis Kelly) è una delle robe più cinematografiche (per tv) che mi possano venire in mente anche pensandoci un bel po’. Chi è Dennis Kelly? uno che ha fatto una tonnellata di teatro e Spooks. Non lo conoscete? Amen.
Insomma Utopia si va ad inserire in quello spicchio fatto di immaginario fumettistico e cospirazionista, cosa che a suo modo scende da Watchmen, passa per V for Vendetta e arriva a Y. Lo stile della serie prende un po’ le distanze dal british old school, quello fatto di tanto tanto artigianato e sposta il faretto sulla fotografia, la tensione e gli incastri. Rimodula il linguaggio del genere (che poi alla fine parliamo di un genere abbastanza “scarno” dopo l’ottimo Rubicon), ne fa un esempio di dilemmi e di brutture politiche e di incoscienza giovane.
La voglia di scoprire, quella che è insita in ognuno di noi, e gli eventi che sono una sequenza senza soluzione di continuità sono il moto del tutto. L’onore della scena è tutto in mano a un cast perfetto, una regia a tratti (molti) Kubrickiana e soprattutto una trasposizione dell’immaginifico cospirazionista (ad esempio la famosa stanza dei bottoni, una delle cose più belle che io ricordi da tempi immemori, una roba agghiacciante) vicina alla fantascienza e a quella voglia di ignoto che anima lo sci-fi e che in qualche modo ci ha cresciuto un po’ tutti.
Scrive questo uno che ama credere a qualsiasi tipo di cospirazione, le scie chimiche, i rettiliani, i templari quindi faccio testo fino a un certo punto a livello di entusiasmo. Ma Utopia a mani basse è una delle (se non LA) serie dell’anno.


serie grandiosa. soprattutto a livello visivo e registico, come sottolinei.
su alcuni personaggi però forse si poteva lavorare meglio…
nel complesso comunque una serie che qua in italia non è nemmeno concepibile come un’utopia :)