unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica intuile)

Stars – Your ex-lover is dead (2005)

Casa d’altri e altri racconti di Silvio D’Arzo

casa-d-altri-e-altre-narrazioni08 Ero incavolata nera e lo sono ancora con questo libro che è davvero bello e finisce veloce. Cavolo. (respiro)
Lo leggi una sera, magari anche tardi, con tanto buio e vedi tutto quello che c’è scritto. Limpido limpido: le capre, i prati, i fossi, le stalle, le pietre, le ombre, i silenzi.
Si sente anche l’alito di chi parla e gli odori sui vestiti.
C’è una morte lenta che attraversa ogni pagina ed è la morte nella vita.
C’è il potere delle cose che succedono, accadono, svelano e sono tanto inaspettate quanto attese.
C’è la forza di chi costruisce e resta. E se va via poi torna, subito.
C’è la possibilità della profondità, quella vera che non pesa, ma è leggera. (respiro)
E mi son chiesta: se le domande ci sono ed è quasi sempre un bene farle e farsele, alle domande, insomma, bisogna sempre rispondere? C’è sempre una risposta?
C’è sempre una parola? O le parole qualche volta non bastano?
Ecco appunto, non bastano. (respiro)
Le parole non bastano. Questo libro sì.

It’s kind of a funny story di Ryan Fleck e Anna Boden (2010)

(Zach ♥)


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Finley Quaye with Beth Orton and William Orbit – Dice(2003)

Inventario illustrato degli animali di Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchoukriel (L’Ippocampo edizioni)

NZOQuesta serie di libri illustrati risponde in pieno a un desiderio di bambina, sì: immagini bellissime illustrate magistralmente con descrizioni semplici e accurate, cento animali divisi per area geografica che ti fanno sentire curioso come un esploratore di altri tempi. Un sogno.
Della stessa collana esistono anche Inventario illustrato degli alberi, del mare, della frutta e degli ortaggi e delle meraviglie del mondo: uno più bello dell’altro. Nulla da dire se non che lasciano davvero senza fiato e senza parole.
Perché a volte, c’è bisogno solo di un po’ di bellezza e di sorrisi, di spalancare gli occhi, prendere fiato e sfogliare pagine. Semplicemente.

Mermaids di Richard Benjamin (1990)


Cate, io. Noi.

Cate, io di Matteo Cellini (Fazi Editore)

cateEra tanto che non correvo in libreria a prendere un libro, letteralmente: telefonare, chiedere è arrivato, farsene lasciare da parte due copie e andare a ritirarle, per leggere e leggere subito. Così è stato per questo libro, che era qualcosa di più di un libro già in partenza.
Era già un regalo prezioso e lo è stato per me, per Giorgio (destinatario della seconda copia) e lo sarà  per tutti coloro che lo leggeranno.
Questo è quello che pensiamo noi, non una recensione non una critica.
Perché sì. Esattamente perché sì.

 

Cate, io è stato un regalo di compleanno ed è un regalo molto più grande per la storia che è, per come viene scritta e per quello che dice. Mai una parola fuori posto, una sensibilità fuori dal comune che mi fa venire in mente anche quanto sia difficile e complicato vestire i panni e scrivere di una ragazza emarginata  da sé stessa e dal suo microcosmo per problemi di peso, e scriverne in prima persona, da uomo.
Solo chi ha passato anni a pesarsi cinque volte al giorno, dopo essere andati al bagno, prima, pesando mentalmente i vestiti che ha addosso sulla bilancia per poi rimisurarsi senza, facendo i conti sul peso secondo il peso di quello che mangiava, facendosi prendere scompensi e andando a correre dopo avere mangiato il cinese senza avere digerito e vomitando dopo un chilometro per terra per poi sentire comunque di avere fatto il proprio dovere oppure con la voglia di nascondersi appena qualcuno dice ridendo “hai messo su qualche chiletto eh” e iniziando a crearsi alibi ad alta voce, beh chi ha vissuto questo può sentire meglio che problema sia e quanto tanto male faccia avere una situazione di questo tipo.
Così è e Matteo Cellini scrive un vero e proprio miracolo, perché l’obiettivo non è solo Cate ma è il come farcela in qualche modo, nonostante lo sconforto e le autoflagellazioni delle insicurezze e della paura di non piacere, neanche a sé stessi. Cate, io é una cosa piccola e grande che solo chi tocca e chi vive la disperazione, quella disperazione, può capire. Agli altri, quelli fortunati lascia magari capire che intorno ci sono persone fragili, anche se grosse e che vanno trattate per le persone che sono, belle, a volte bellissime. Se si va oltre le convenzioni da Vanity Fair. (Giorgio)

 

Mi sono guardata attorno più volte mentre sfogliavo le pagine di questo libro, mi sentivo osservata e non c’era quasi mai nessuno intorno. Ma la sensazione è stata questa, pagina dopo pagina.
All’inizio non ne reggevo più di una o due di fila, chiudevo veloce una volta arrivata in fondo e ingoiavo. Piano piano. Lacrime o saliva. Lenta come al solito.
Lentezza che significa cura e significa assaporare ogni parola. Ogni sfumatura. Ogni dettaglio di questo libro.
Perché Cate, io è questo. Una storia. Una vita, tante vite. Anche un po’ la mia.
E non sono soltanto gli eventi, le cose che succedono ad essere fondamentali, ma le sfumature. I giri che fanno i pensieri. I nodi che si sciolgono o si stringono. I pugni che vedi arrivare, in faccia o in pancia. I sorrisi che ti spuntano mentre rileggi una frase per la ventesima volta. Le sensazioni che ti pervadono. Come quando vorresti abbracciare qualcuno e ti dici che non puoi, perché sei così, ma capisci che quel qualcuno è sempre lì per te, in quell’abbraccio, proprio e solo perché sei, tu. Come quando capisci che le distanze vere non sono i km di strade. E nemmeno i cm di un girovita, che allontanano più te da quello che sei che dagli altri. Come quanto senti la difficoltà estrema del rendersi conto che qualcuno ti vuole davvero bene e quel bene è totale e vero, e non capacitarsene. Come quando capisci che alle cose belle bisognerebbe essere abituati ed educati, fin da piccini, che la propria bellezza bisognerebbe vederla per primi, coltivarla, volerla, cercarla, scovarla anche se ci si sente indifesi e fragili in qualche taglia in più. Come quando ci si libera dal peso del proprio dolore, delle proprie mancanze, delle paure, dei propri pensieri, quelli che frenano, limitano, chiudono.
Il peso più grande di cui liberarsi. (Laura)


unacanzoneunlibrounfilm . (la rubrica inutile)

MGMT – kids (2008)

Powell_Interrogative-Mood5Interrogative mood di Padgett Powell (2011)
Questo libro è bello, originale, divertente e a tratti geniale. Fine della microrecensione. Io  ci ho provato eh, a rispondere a tutte le domande, e finisce che, no, non finisce proprio, torni solo in terapia per altri 5 anni, minimo. Molto bene. Mentre lo leggevo tempo fa, mi ricordo che la signora Lucia del bar, quella anziana che si trucca solo di azzurro acceso su tutta la palpebra  (vabe’ poco importa era per rendere onore a Lucia e al suo trucco cielo di agosto) Beh lei, tempo fa, mi ha fatto un discorso sull’amore: su quanto a volte renda orribili le persone, sul fatto ci si può amare ma non sempre stare insieme, su come lei stia da 50 anni con il marito perché, dice, le cose rotte ai suoi tempi si aggiustavano non si buttavano subito. Quello stesso giorno  poco prima di andarmene mi ha anche detto “fatti poche domande laura, sempre meno”. appunto.
e ho ripensato a questo libro. e alle sue infinite domande. ridondanti, totali. e mi sono chiesta.
“ma è la prima volta che lucia mi chiama con il mio nome?” risposta: sì. e ho sorriso, tanto. è il potere di sentirsi chiamare per nome. il proprio nome. e riconoscersi. è semplice no? (è primavera e io non so scrivere ma nella mia testa tutto questo aveva un senso, giuro. perdonatemi)

Beginners di Mike Mills (2010)


Besame Mucho.

Besame Mucho è un progetto ambizioso e bello: un documentario che parla di violenza sulle donne da un punto di vista diverso, quello degli uomini che la commettono. È un lavoro che mette di fronte a questioni scomode, come la formazione delle identità delle persone fin da piccoli, il ruolo delle famiglie e le responsabilità che ognuno di noi ha e deve assumersi di fronte a se stesso e agli altri.
Chi sono gli abuser? Perché arrivano a commettere tali atti? Che vissuto hanno?  Da dove si deve partire per capire un problema che non va curato solo guarendone le ferite, ma cercando di indagare e conoscere cosa succede prima, le origini, gli snodi cruciali; non per giustificare ma per conoscere a fondo.Il tentativo è quello di arrivare ai perché, chiedersi quali cortocircuiti si innestano nella vita di persone futuri abuser e come sia possibile riconoscere certe situazioni per prevenirle. Capire è importante, provare almeno. E tutti dobbiamo farlo perché la violenza è un problema che riguarda tutti.
La documentarista Marina Catucci ,con Elena Codeluppi e Roberto Vincitore, vorrebbe trattare questo tema assumendo una prospettiva nuova e differente parlando con abuser, con uomini “guariti”, intervistando operatori dei centri di recupero e terapeuti, per comprendere di cosa parliamo quando parliamo di violenza fisica, psicologica e verbale: perché anche la parola può diventare un’arma contundente.
Besame Mucho verrà girato negli Stati Uniti dove, secondo l’autrice, c’è una reale conoscenza del problema, e ci sono gli strumenti che aiutano davvero chi è in difficoltà.
Verranno intervistati Noam Chomsky, per scavare dentro il concetto di “abuso verbale”; lo staff di Joe Biden, che si è occupato per molto tempo di violenza domestica; e poi alcuni rappresentanti del dipartimento Domestic Violence.
Per fare tutto questo,  però, c’è bisogno di fondi: Besame Mucho nasce senza un produttore, ma ne cerca molti, per potersi muovere con maggiore libertà. È per  questo che gli ideatori hanno lanciato una campagna di crowdfounding su kickstarter, con l’obiettivo di arrivare a 35mila dollari entro il 16 maggio. E’ per questo dobbiamo aiutarli, per dar loro modo di realizzare qualcosa di importante e difficile ma di assolutamente necessario, per tutti.

Qui il sito e la pagina Facebook di Besame Mucho.

per donare, basta andare qui.
Leggete, diffondete, donate.


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Barry Louis Polisar “All I Want Is You”

L’iniziazione di Saul Bellow

NZOUn libro piccino piccino, iniziato e finito nel tempo di una pausa pranzo.
nel leggerlo, ho smesso di mangiare(che è pure un bene, grazie saul, il mio culone ringrazia), totalmente rapita.
Però che male.
Pensa a una cosa bella/brutta/che conosci/che non conosci/che vorresti/che desideri/che detesti/in cui inciampi/che assaggi/da cui fuggi… ecco, adesso pigia forte e affonda.
L’iniziazione è un libro che affonda. prende la penna e te la affonda nella pancia. magari anche un po’ ridendo, magari anche un po’ piangendo.

Io a saul gli voglio sempre bene.

 

 

 

Back to the future di Robert Zemeckis (1985)


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Ryan Adams – So alive (2003)


Always on your side, I’m on your side and so alive.

senza nomeSenza nome di Silvana D’Angelo ill. Valerio Vidali (ed. Topipittori)
In questo libro illustrato, con disegni delicati e semplici, c’è l’essenziale.
Un cane che pensa di non avere più un nome perché il padrone ormai si scorda un po’ troppo spesso di chiamarlo e ricordarsi di lui.
Servono poche tavole e pochi tratti per capire che ci sono vuoti che non per forza vanno riempiti.
E che il tempo è un po’ come una parrucchiera per signore.
Tu le dici cosa vorresti fare e lei fa un po’ troppo spesso quello che le pare. Ma c’è sempre tempo, adesso,  per dare nuovi nomi alle cose, per ricordarsi quelli che sono indelebili e per dire quanto si vuole bene.

 

Where the wild things are di Spike Jonze (2009)


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Jeff Pianki – Missing parts

consiglio anche di sentirlo mentre canta con la sorellina di cinque anni. qui. buffi loro.

Antonio Pascale – La manutenzione degli affetti(2003)

!!eGe6sQBGM~$(KGrHqEOKoYE0f7R7wBbBNV0Os8YU!~~_32Nodi che si stringono. nodi che si perdono. si slegano. si frantumano.
E’ come ripetere all’improvviso le tabelline dopo anni. che le sai, sei preparato eh, ma non hai ripassato e ti trovi a inceppare nel fatidico settepernove. e ridi, per una cosa piccola ma che ti fa pensare.
Sette storie, ben scritte. ironiche, malinconiche, bislacche.scorrono veloci ma tutto rimane dentro. raccolto. appiccicato.
Te le porti sul treno mentre torni dal lavoro. riecheggiano dentro. come quando al buio, una notte, non trovi la maniglia della porta, che era sempre stata lì, lì, e ti accorgi che dopo anni le cose si spostano, anche dentro casa propria. quella casa che credevi di conoscere tanto bene.
“la manutenzione degli affetti è un esercizio di duttilità”


Lost in Translation di Sofia Coppola
(2003)

grazie Bill, sempre.


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Fat boy slim – Weapon of choise (2001)

92840ka  La cacca di Nicola Davies (2005)

La cacca arcobaleno? e quella fossile dei dinosauri? lo sapevi che esistono i postini della cacca? e che la cacca più piccola è quella del pipistrello-farfalla?
Un breve e illuminante saggio di Nicola davies illustrato in modo delizioso da Neal Layton per scoprire divertendosi e sorridere. Due cose:  mi dispiace un sacco per l’efemera, che vita difficile e vi prego, non camminate mai dietro a un ippopotamo.

ciao.

Luci della città di Charlie Chaplin (1931)

you?


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Lucy Rose – Middle of the bed (2012)

il disagio con dolcezza.

La passeggiata di Robert Walser Ed. Adelphi (1919)

la-passeggiataCento pagine. Come cento passi. Come cento pensieri delicati che si muovono con i piedi e con le mani che girano le pagine. La passeggiata è un racconto breve di Robert Wesler in cui ho ritrovato condensati il potere della scoperta e della leggerezza. Quello che fa male si trascina lento e si attenua fino a diventare (forse) più leggero, affrontato con ironia e con lo sguardo disarmato e disarmante di chi si vuole fare stupire, da tutto, anche dalle parole.
Si ritrova ordine nel caos, passeggiando, o caos nell’ordine, andando incontro a tutto quello che non può e non deve essere evitato. Imparando metro dopo metro che non tutto può e deve essere risolto e capito subito.
E che ci sono cose piccolissime con un potere immenso.

Star Wars Episode IV: A New Hope di George Lucas  (1977)


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Beach Boys – Wouldn’t It Be Nice (1966)
(good night. sleep tight)


Griffin & Sabine
di Nick Bantock, M. Birattari (Traduttore), C. Galli (Traduttore) (1991)

9780877017882Uno dei libri che più amo e a cui sono più legata. Un piccolo tesoro, la prima parte di una trilogia(the Griffin & Sabine trilogy) un po’ difficile da reperire in italiano ma che vale la pena di avere in qualsiasi lingua del mondo.
É la storia d’amore tra un artista di cartoline, lui, e una disegnatrice di francobolli, lei. A noi viene concesso il privilegio di leggere le loro lettere,  guardare a occhi spalancati le cartoline, le illustrazioni che si inviano, i loro pensieri, i loro cuori. E lo possiamo fare davvero, aprendo fisicamente le buste in cui sono contenuti i fogli, tenendoli fra le mani.
Mi sorridono gli occhi mentre scrivo, perché spiegare a parole qualcosa di così bello credo non serva.
Questo libro è la bellezza di scrivere una lettera, metterci un francobollo e spedirla a qualcuno a cui vogliamo bene o di scovare vecchie cartoline appartenute a chissà chi e immaginarne una vita, una storia e sentire tutto.
E’ emozionarsi. Come la prima volta, sempre.

 

Drive di Nicolas Winding Refn(2011)

come la prima volta, sempre, dicevo.


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Agnes Obel – Riverside (2010)

canzone e video sono qualcosa di prezioso, abbiatene cura.

Sillabari di Goffredo Parise Ed. Adelphi

sillabariQualcosa di semplice e bellissimo, da tenere sempre a portata di mano. Un piccolo “dizionario” emotivo: ogni lettera una parola, ogni parola un piccolo racconto; dalla lettera A di amore alla lettera S di solitudine, momento in cui il libro si interrompe.
Sono tutte  perle di bellezza e di minimalismo questi racconti, scritti fra il 1971 e 1972( sillabario n.1) e fra il 1973 e il 1980 (sillabario n.2) e poi riuniti in questo unico volume nel 1984. Come tanti piccoli pezzi di teatro, tanti momenti, tanti non detti , tante ombre che si mescolano costantemente in un’ atmosfera ricca di grazia e piena di vita.  Unico consiglio che mi sento di dare è di leggerlo poco per volta, una lettera al giorno, piano piano.
Qualcosa di bello ogni giorno.

I Goonies di Richard Donner(1985)

loro sono tutto. tutto tutto.


Speciale Libri e Graphic Novel 2012

Questi i libri(graphic novel, fumetti, libri illustrati, romanzi eccetera) usciti quest’ anno che più sono piaciuti a Giorgio e me.
Nessuna recensione o parere da esperti, nessuna pretesa di verità, solo la nostra opinione, solo la bellezza che ci hanno lasciato.
E se non vi piacciono, parte la mossa di Hokuto.

ROMANZI

arteL’arte di vivere in difesa di Chad Harbach

Già la immagino Irene che salta sulla sedia, ne aveva scritto lei e tanto e bene l’anno scorso. Solo per dirvi che alla fine il libro in Italia è uscito è bellissimo e cose così passano due o tre volte a decennio (assieme a Kavalier & Clay e La fortezza della solitudine). Rileggetevi la recensione di un anno fa e filate di corsa a comprarvelo. Fidatevi. Ah e subito dopo leggetevi Moby Dick, se non l’avete già fatto. (GiorgioP)
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sofia

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti

La storia di una ragazza irrisolta, semplice così. Cognetti è uno di quegli scrittori veramente bravi che come pochi altri sanno scrivere bene di donne pur non essendolo. E chiaramente non è una cosa facile.
Un libro semplice che si accartoccia su storie di vita (di Sofia e famiglia) poco semplici. Ma alla fine l’essenzialità, la natura della scrittura è il messaggio e farlo arrivare nella maniere più breve, delicata e comprensibile possibile.
Tutte cose che Cognetti fa, e sa fare alla grande. (GiorgioP)

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resistere

Resistere non serve a niente di Walter Siti

Siti da moltissimi viene riconosciuto come l’erede naturale di Pasolini. Un po’ è vero. Lo ricorda moltissimo nelle fenditure e nella coscienza che la natura della letteratura e del racconto è anche lo sporcarsi le mani con quello che è estremamente differente da chi vede e scrive. Il ceto medio basso, quello che a volte rialza la testa e a suo modo trova una via nella giungla dentro cui farsi strada. Con le regole della giungla e della new economy, di fondi tossici e della nuova crisi. In mano a squali di borgata. (GiorgioP)

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battutoHo battuto Berlusconi! Racconto in due tempi (più supplementari e rigori) di John G. Davies

So che il titolo fa esclamare un “che du maroni un altro libro di Gomez e Travaglio” invece fermi. Così non è. Berlusconi c’entra ma marginalmente e alla fine. Questo è il Febbre a 90° di un tifoso del Liverpool, meno fighetto di Hornby sicuramente (sia nei modi che per la squadra che tifa che per l’ambiente) e a mio parere molto più emozionante. Scritto come un monologo di teatro in cento pagine va dal fomento da stadio alle crisi famigliari alla crisi alla disoccupazione e di nuovo all’esaltazione per la vittoria. E a Berlusconi. Sorpresa dell’anno. (GiorgioP)

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amanoTutti ti amano quando sei morto. Un viaggio tra fama e follia. di Neil Strauss

Nella mia ignoranza non conoscevo Neil Strauss, ad occhio però il redattore di Rolling Stone è uno di quelli che ha intervistato il mondo e qui c’è un po’ di compendio (500 pagine) delle teste di minchia immani (perché tolto Springsteen e Johnny Cash questo è quello che penserete alla fine del libro) che compongono lo showbiz odierno. Lady Gaga che non scopa perché non vuole perdere energie, Snoop Dogg che va a comprare i pannolini, Springsteen in analisi, John Casablancas che ad occhio è intelligente quanto una scimmia urlatrice. Spassoso. Agghiacciante anche se pensate che a sta gente gli si danno i soldi).
(GiorgioP)

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stonerStoner
di John E. Williams

Pubblicato per la prima volta nel 1965, ristampato in italia soltanto quest’anno.
Un libro bellissimo scritto in modo superbo, che mi ha lasciata sveglia la notte e che mi sono tenuta stretta per tanto tempo, in silenzio.
La normalità di un uomo “sbagliato”, la quotidianità della sua vita, del suo sentire; il dolore, l’infelicità, l’amore forte, le abitudini… nulla di eclatante: un semplice uomo che bada al necessario senza perdersi troppo oltre, un uomo immensamente grande, che con leggerezza e delicatezza scava dentro il lettore un solco profondo e sacro a cui si sa di poter tornare e ritrovarlo sempre. (LauraLali)

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limonovLimonov di Emmanuel Carrère
Le cose sono spesso più complicate di come si pensa, cominciamo così.
E continuiamo dicendo che si può raccontare la storia di qualcuno, la sua vita, le sue scorrettezze politiche e umane, la sua arte, le sue follie, i suoi orrori in tanti modi. Esiste il modo di Carrère di farlo. Limonov e Carrère, l’osservato e l’osservatore, lo scrittore russo e l’intellettuale francese, sono i due centri di questo libro. Con un sovrapporsi di piani, uno spessore storico e uno stile che rende tutto ancora più interessante e profondo.
Limonov a tratti mi ha dato il voltastomaco, a tratti l’ho amato, leggerlo è stato un po’ come quando sali in macchina con la nausea, e poi piano piano passa perché decidi di fissare un punto e lo tieni saldo finché non arrivi a destinazione, come con le pagine di questo libro che non riesci a lasciare più, fino alla fine. (LauraLali)

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raccontiI racconti di John Cheever
Sessantuno racconti, quasi tutti apparsi sul “New Yorker” fra il 1935 e il 1978, pubblicati in un’unica raccolta Italia per la prima volta quest’anno. Finalmente.
Un libro che dovrebbe leggere e rileggere soprattutto chi ama il racconto come forma di narrazione. Ce ne sono di geniali e di una bellezza spaventosa (“La geometria dell’amore”, “La chimera”, “Il nuotatore”, “Addio, fratello mio”, “Una radio straordinaria” per dirne solo alcuni).
In tutti, le ossessioni, i diversi punti di osservazione che si possono/dovrebbero avere delle cose e delle persone, una densità umana che pochi hanno saputo osservare e raccontare senza perdere né i dettagli né la leggerezza.
Uno sguardo ironico, intelligente e cinico che non tralascia la bellezza, lo stupore e la potenza delle emozioni. (LauraLali)

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innamGli innamoramenti di Javier Mariàs

Per la serie facciamoci del male. Ma facciamocelo bene. C’è una coppia perfetta di innamorati perfettamente perfetti e una donna decisamente scombinata, dubbiosa, cinica che li osserva come si osserva qualcosa di bello e felice. Poi c’è una morte. Poi c’è dell’amore ancora. Ma di quello che fa assai male e fa capire che le cose si possono vedere e rivedere in modo diverso. Che non tutto è come sembra. Che la perfezione, guardampo’, non esiste. E no, non dirò altre banalità, giuro. Dico solo che questo libro è stato una sorpresa, un noir che non mi aspettavo di leggere. Ora capisco il sorriso beffardo del commesso della libreria. O forse no? (LauraLali)

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GRAPHIC NOVEL E LIBRI ILLUSTRATI


segretiI segreti del Quai d’Orsay. Cronache diplomatiche: 2
di Blain e Lanzac

Neanche si comincia. I segreti è la graphic novel dell’anno.
Seguito (per modo di dire) del volume uno uscito l’anno scorso è la storia di un comune ghost writer al soldo del ministero degli Esteri francese.
Se il primo episodio si reggeva tutto sulla stesura di un discorso e la sua difficile approvazione, il secondo si sposta all’ONU.
Se pensate che sia una critica al modo di fare politica oggi, lo è, alla mania di grandezza lo è, e se soprattutto tutto ciò vi suona come un passaggio al lato oscuro del ghost writer troverete pane per i vostri denti.
Recuperatelo assolutamente. (GiorgioP)

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salaLa sala da tè dell’orso malese
di David Rubin

Primo libro in quota Tunuè edizioni (tenetela d’occhio). Il centro della storia è una caffetteria (ma che fa solo tè) tenuta da un orso malese, dove eroi e supereroi passano per raccontare le proprie disgrazie e le loro (forse) risalite.
Estremamente toccante, bello come solo le storie di chi ha tanta fantasia sanno essere, è un continuo richiamo all’esasperazione dell’umanità del superuomo e della solitudine. (GiorgioP)

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addioAddio, Chunky Rice
di Craig Thompson

Verrebbe da dire che forse la prima opera di Thompson sia la migliore. Storia anch’essa di estrema fantasia della storia d’amore di una tartaruga e una topolina che come da titolo spoilerone, felice non è e sicuramente non vi lascerà gli occhi asciutti. ne ho già scritto. (GiorgioP)

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tempoIl tempo materiale
di Luigi Ricca e Giorgio Vasta

Vasta aveva scritto il libro tempo fa e Luigi Ricca ci ha fatto una splendida graphic novel. Minimale e dolorosa. Fatta di un bianco e nero curatissimo che può ricordare Gipi ma senza gli eccessi da overdose.
Il tempo materiale è una storia di emulazione sbagliata e di anni di piombo e di ragazzini che sbagliano la parte da cui stare. Eppure è un libro che arriva dentro e che non lascia scampo alle riflessioni. Secondo libro in quota Tunuè. (GiorgioP)

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paginePagine nomadi. Storie non ufficiali dell’ex Unione Sovietica
 di Igort

Quando ho preso questo libro in mano a momenti la signora della Coconino mi limona davanti a tutti. Mi ha detto “questi due” avevo preso anche Asterios Polyp “non sono libri comuni ma sono da biblioteca”.
In effetti è vero, su Pagine nomadi (che è tutto tranne che un libro facile) Igort racconta ciò che gli è stato tramandato della cultura dell’ex Unione Sovietica da Cechov a Majiakowski per finire con il massacro ceceno. Fatto di diari scritti a mano, tavole di fumetti, reportage fotografici, un libro prezioso. (GiorgioP)

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cronacheCronache di Gerusalemme
di Guy Delisle

Delisle è uno dei maestri del graphic journalism (Pyongyang e Shenzen) qui racconta il suo passaggio di un anno a Gerusalemme al seguito della compagna che partecipava ad una missione di MSF. Con la calibratura che solo i grandi fumettisti (e i grandi scrittori) sanno dare Delisle racconta con l’occhio occidentale tutto quello che c’è da capire (e che a volte sfugge anche all’occhio di chi scrive) delle contraddizioni della diaspora israeliana. Con mini racconti a tratti comici, a tratti riflessivi, a tratti commoventi. Straconsigliato. (GiorgioP)

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polpUn polpo alla gola di Zerocalcare
Che dire, gli si vuole bene, molto. Tipo cotta adolescenziale. E questo libro è stato la conferma che di talento il signor Calcare ne ha a bizzeffe, non che si avesse bisogno di conferme eh, ma di libri e tavole sue sì, sempre. Mi ha fatto piangere e sorridere, senza banalità con una storia ben scritta, personaggi definiti e l’immancabile ironia che diverte, accompagnata da uno spirito noir che non mi aspettavo. Insomma sposami.
Va bene la smetto, ne ha scritto molto più lucidamente Giorgio qui. (LauraLali)

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vaderDarth vader and son di Jeffrey Brown
Immaginate solo le mie urla di gioia alla scoperta di questo libro.
Da brava fan di Star Wars non potevo perdermi questo gioiellino: la vita di un papà particolare come Darth Vader alle prese con un quattrenne Luke Skywalker. I giochi, le domande, i capricci, le lezioni di vita, la quotidianità. Uno spasso per chi ha voglia di sorridere e far sorridere anche gli occhi. Buffo e dolce come solo i veri duri sanno essere. Imperdibile. (LauraLali)

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brunoBruno- Il bambino che imparò a volare di Nadia Terranova, Ofra Amit (llustratore)
Un libro difficile e sottile. Un racconto che a volte fa mandar giù magoni e stringere i pugni ma che prende tutta la sua dolcezza dalle tavole della bravissima Ofra Amit, tavole di una bellezza disarmante. Bruno è un bambino, poi un adolescente e un uomo, è Bruno Schulz scrittore e intellettuale polacco.
Bruno è un bimbo ebreo con una testa molto grossa, un bimbo chiuso e timido
E ha un papà adorato, estroso e strambo capace di mutare e diventare tante cose diverse e folli e che gli insegnerà a volare e a fuggire in tanti modi dal Male che lo inseguirà. (LauraLali)

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coseCose che non vedo dalla mia finestra di Giovanna Zoboli, Guido Scarabottolo (illustratore)
Con una leggerezza assoluta parla proprio di questo: di quelle cose che non si vedono, dell’abitudine che rende le cose invisibili.
Bici rubate, bottoni, animali fuggiti, cartoline mai spedite, pensieri nascosti, personaggi strani, strade inesistenti, oggetti scomparsi, cuori instabili…tutto quello che c’è ma non si vede o forse sì, basta stare in silenzio e osservare spalancando gli occhi all’ironia e lasciandosi guidare da disegni semplici ed evocativi. (LauraLali)

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unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

School of seven bells – Half asleep (2008)

Prendersi del tempo per.

 

Alfred Hitchcook presenta Racconti per le ore piccole Collana Il brivido e l’avventura Feltrinelli (1962)

phpThumb_generated_thumbnailjpgUna deliziosa raccolta di racconti di terrore, horror e angoscia presentati da un genio: Alfred Hitchcock.
Tanti sono i nomi che si ritrovano, ognuno di loro con un più o meno piccolo racconto del mistero: Roald Dahl, George Langelaan, Montague Rhodes James, Robert Arthur, Ray Bradbury, Jerome Bixby, Margaret Millar e tanti altri.
Un libro da leggere in notti buie e fredde, al caldo sotto al piumone, pronti a saltare nel letto a ogni colpo di scena. E ce ne sono parecchi in queste brevi crime and fantasy short stories. (detsuanasgheps)
Un libro che è un gioiellino e anche un’esperienza, il suggerimento che viene dato a inizio libro è infatti quello di prendersi una notte e seguire l’orario indicato in ogni pagina, “se ne siete capaci…”
Una sfida a seguire il tempo di lettura di ogni racconto, in totale dalle dieci di sera alle sei del mattino circa.
Funziona ed è fantastico, davvero.
Lo è in ogni caso, anche pezzettino per pezzettino, ma se si accetta la sfida, è sul serio un viaggio pieno di suspance a cronometro, intelligente ed ironica. Ed è un privilegio potersela concedere.
(Piccola nota: può essere parecchio difficile trovare il volume unico, assai raro, ma esiste anche frammentato in splendidi piccoli volumi gialli editi da Garzanti negli anni settanta. Credo che in biblioteca o tra la polvere di qualche scatolone e mercatino, anche on line, lo si riesca comunque a trovare.)

Trovatelo, imperativo categorico.

 

Pretty in pink di John Hughes (1986)

Duckie, tvtb.


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Erato – It’s not my fault I’m happy (2012)

un’epifania.

Franny e Zooey di J. D Salinger ed. Einaudi (1961)

Mi ca24974_378205337829_122630982829_3755904_1319356_apita spesso di tenerlo con me. Così, come altri libri che ciclicamente si alternano nella mia borsa. Un talismano, un amuleto: una sicurezza. Non serve una trama densa e piena di avvenimenti per scrivere qualcosa di meraviglioso.
Ci sono i membri di una famiglia, stramba. Le loro vite, il loro passato, il loro presente. I luoghi, le parole che si scambiano e tirano fuori tutte le nevrosi, le ansie, le gioie, le crisi, i meccanismi che sono dentro di noi. I personaggi e dialoghi perfetti, quasi teatrali. Momenti in cui sei totalmente immerso e rapito e poi sbaaam due righe dopo ti ritrovi a piangere mentre la gente ti guarda stranita e non sai nemmeno perché. O forse lo sai benissimo. Un’empatia fortissima pagina dopo pagina. Le ossessioni e le crisi, gli schemi mentali e un ottimismo cinico, i difetti che diventano così naturali e consueti da non farci sentire di fronte a degli estranei, ma qualcuno che conosciamo. Qualcuno di famiglia, qualcuno che, in fondo in fondo ma nemmeno tanto, siamo un po’ anche noi.                        E poi l’amore, quello viscerale, di pancia, quello a prescindere. Quello immenso.

Hanna di Joe Wright (2011)

I just missed your heart.


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Ola Podrida – Donkey (2009)

Gli Uccelli di Germano Zullo, Albertine (illustratore) ed. Topipittori (2010)

Pagine piene di colori e disegni sottili, piccoli, delicati.
Poche frasi seminate qua e là.
Niente di troppo melenso o sdolcinato. Solo quello che serve. Solo il necessario.
C’è un camioncino rosso e un uomo che, come tutti i giorni, se ne va a lavorare.
Ha solo occhi grandi e la capacità di guardare e sentire.

Un dettaglio, quando ti concedi di saperlo vedere, prende la forza della meraviglia e te la restituisce sottoforma di bene.

Ah, età: dai 3 anni

 

Touch of evil(L’infernale Quinlan) (1958)
Il piano sequenza iniziale di uno dei capolavori di uno dei miei grandi amori, Orson Welles.
Semplicemente perfetto. Fine.

Giuda ballerino.


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

The Staves – Winter trees (2011)

Semplici e delicate. Una calamita.

Douglas Coupland “La vita dopo Dio” Ed. Tropea Collana Est (2000)

Letto e riletto, anche di recente. (Grazie insonnia.)
Secco, asciutto ma limpido ed essenziale. Fatto di giganteschi frammenti di vita accompagnati da piccoli disegni che ti fan venir voglia di abbracciare il libro ogni dieci pagine.
Un libro che è sempre stato quello giusto al momento giusto: il momento in cui si passa il segno e si ha paura, il momento in cui si sente solo il bisogno di difendersi da sé stessi.
Un libro prezioso come la mano stretta e il silenzio di un amico, potente come il quieto frastuono della superficie (im)perfetta delle cose che si spezza.
Ma tu continua a stringere, forte.

“Quanto è difficile raggiungere quel punto dentro di noi che si mantiene puro, quel punto che non riusciamo mai a sfiorare ma che sappiamo esistere. E cerco di raggiungerlo.”

Ghostbusters (1984)

weeee gooot ooone!

Lauralali
ovvero Laura ovvero Lali. io. (qui)
Sguazzo nel disagio. Quello che mi piace e non mi piace parla spesso per me.
Per questo scrivo unacanzoneunlibrounfilm. Una rubrica inutile.
Ho gli occhi grandi, mi circondo di libri, dinosauri, cerotti e pois.
Riesco a cadere da ferma, amo il Teatro e i palindromi.
Mi piacciono i pastrugni.
A volte rido come George McFly.


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