unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

William Fitzsimmons – Fortune (2014)

<3

 

Le vergini suicide di J. Eugenides (1994)

verginiLibro fra i miei preferiti, così come il film da cui è tratto.  Il racconto di un gruppo di ragazzi che dopo ventanni ricorda le vicende delle sorelle Libson, cinque spledide e tormentate ragazze, misteriose e irraggiungibili per i loro spasimanti che ripercorrono un anno che ha segnato per tutti un inzio e una fine. Gli anni settanta e l’America ben pensante e perbenista fanno da sfondo all’inquietudine e al turbamento di cinque adolescenti che vogliono solo  vivere con la frivolezza e la leggerezza che dovrebbe far parte di quegli anni ma che loro è negata. Una scrittura dolorosa e allo stesso tempo leggera, un libro delicato e profondo che turba e affascina  e lascia perplessi, con mille domande e interrogativi irrisolti, come forse è giusto che sia.

Bellissimo.

 

 

 

 

The grand Budapest hotel di W. Andersen (2014)

Sottotitolo: farsi del bene.

 

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Those dancing days – I’ll be yours (2011)

 

Nudo di famiglia di Gaia Manzini (2009)

manzini09 Un libro di racconti, un esordio narrativo onesto, sincero in cui  si svelano protagonisti ed emozioni più che avvenimenti e grandi succedimenti. Le cose normali e quotidiane, lo scorrere del tempo e delle vite e quanto ciò possa essere disarmante e sorprendete.  Racconti che riescono ad essere pieni e a coinvolgere, a far pensare, a mostrare uno sguardo nuovo ed originale su temi che sono nella vita di ognuno di noi, a volte ben nascosti. Mai, mai, una semplice esibizione di stile.
Quindici pezzetti di  vite che sono anche le nostre in cui è impossibile non ritrovarsi, i miei preferiti sono “Bergson”, “Cassapanca” e ” Senza pieghe”. ma tutti, ognuno a suo modo mi sono rimasti appiccicati.
Leggetelo. e rileggetelo.

Delicatessen di Marc Caro, J.P Jeunet (1991)

 

 

 

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Air – All I need (1998)

€13,89 di Frédéric Beigbeder (2001)

9788807817915_quarta.jpg.448x698_q100_upscaleLetto ancora quando il titolo era “Lire 26.900” poi diventato “€13,89″ e in originale “99 franchi”. Poco cambia, siamo sempre più merce su uno scaffale, consumatori plasmati a tavolino che vivono vite pilotate nei desideri senza nemmeno saperlo. Paranoia. Ma vera, e questo libro di sicuro si fa portatore di un pensiero a cui non possiamo sfuggire.  Anzi, prima  lo mettiamo a fuoco prima possiamo educarci a trasformarlo, a non subire passivi e a sfugire alla libertà illusoria di cui siamo vittime. E’ la storia di Octave Parrango che ci racconta la sua vita, gli amori, le illusioni, la quotidianità, i meccanismi di un lavoro, il pubblicitario, che arriva ad odiare; un lavoro in cui tutto ha un prezzo, tutto si vende, tutto si compra, tutto si può perdere.

“…nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.”

Sherlock jr.  di Buster Keaton (1924)

Buster <3

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Foster The people – Pumped up Kicks (2011)

 

consigliConsigli alle bambine di  Mark Twain e Vladimir Rudunsky(2010)

Zompetto felice per questo libro spassosissimo. Vladimir Rudunsky ha illustrato  consigli che Mark Twain ha scritto nel 1906 per le bambine: 7 consigli non proprio usuali, non  canonici ma sovversivi, strampalati, che non ti aspetti, per bimbe monelle e buffe che non la pensano come tutti gli altri  e sanno che le finte buone maniere sono solo noia e bigottismo. C’è l’ironia, lo stile divertente e sagace di Twain, c’è la voglia di sentirsi liberi e non schiacciati dalla morale e dalla finta gentilezza, il desiderio di fare spallucce agli stereotipi e alle convenzioni stantie, c’è la voglia di ridere e sorridere, di sentirsi leggeri e birichini, si sia grandi o piccini. E poi le illustrazioni perfette, come il pane con la marmellata.  Dai su forza, procuratevelo subito.

 

Rushmore di Wes Andersoon (1998)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Otis Redding – Sitting on the dock of the bay (1967)

Toccare le nuvole di Philippe Petit (2006)

petitHo scoperto questo testo durante un esame universitario, preso e letto voracemente; aveva ragione chi me ne ha consigliato la lettura: Petit è un funambolo, Petit gioca con la vita e lo fa muovendosi su un filo incerto, con la serietà di chi sa giocare e conserva uno spirito bambino e ti spinge a  ritrovare il tuo, c’è lui che cammina nel vuoto e chi, anche leggendolo lo osserva, con il naso all’insù. La sensazione è proprio questa. Ci racconta le sue performance più spettacolari, dalle corde e i tiranti alla preparazione fino al primo passo nel vuoto.  Non è solo farsi una camminata fra cielo e terra, come dice lui stesso, non è pensare a un universo fatto solo di  leggerezza e irrazionalità ma è il mischiarsi continuo di tenacia e rispetto, passione e  disciplina, silenzio e viscere:  la ricerca di un equilibrio costante, un gioco sospeso ma inesauribile.

Fidati dei tuoi piedi, lascia che ti guidino, conoscono la strada.

(guarda qui)

Laurence Anyways di Xavier Dolon (2012)