Fare la classifica dei dischi dell’anno non è semplice se ci metti le posizioni e dai un peso a questa cosa, così ho deciso di togliere i numeri ed è stata un’esperienza molto più rilassante. Comunque non ho mischiato le carte, l’ordine è quello, per quello che può valere. Se qualcuno ama questo tipo di musica (o vuole approfondire) vi invito ad ascoltare il mio show bubblegum beats (archivio puntate) su SIR tutti i giovedì.
Andreya Triana – Lost Where I Belong (Ninja Tune) – Nostalgico senza cadere nel retro di maniera, Lost Where… è di una purezza cristallina che trascende generi e mode. Triana, già brillante interprete per Bonobo, FlyLo e Theo Parrish dimostra qui maturità di autrice, ma complimenti anche a ninja tune, che compie vent’anni e si dimostra anch’essa molto cresciuta.
Guarda: A Town Called Obsolete
Toro Y Moi – Causers Of This (Carpark) – Mi ha stupito trovare questo disco in tante classifiche di fine anno, non sapevo che fosse così hipster chic. Trasversale che più non si può, impossibile non amarlo. Sì, diabeticamente maltodestrinico, ma di grande atmosfera. Secondo me Chaz Bundick in cameretta aveva il poster dei Sigur Ros vicino a quello dei Neptunes.
Guarda: Talamak
Lukid – Chord (Werkdiscs) – Triplo vinile edizione limitata che è un vero pezzo per collezionisti. Lukid non è il tipo che genera hype, il suo tocco leggero e il suo stile elegante sfuggono ogni categorizzazione: glielo ho anche chiesto, e a me ha detto che una volta ascoltava quasi solo Boards Of Canada. Io però ci sento anche tanto dei maestri di Detroit, da Dilla a Juan Atkins.
Guarda: Hair Of The Dog
Flying Lotus – Cosmogramma (Warp) / Pattern + Grid World (Warp) – FlyLo diventa ogni anno più ingombrante, e tutto gli va stretto dopo un po’. I suoi dischi hanno un suono organico e vivo che l’elettronica non aveva mai conosciuto, fatto di melodie trovate tra apparenti dissonanze e ritmi sghembi e scalpitanti. Thom Yorke deve essersi divertito un mondo a collaborare con lui.
Guarda: MmmHmm
Rustie – Sunburst EP (Warp) – Rus e Maya sono un po’ i Jay-Z e Beyonce del wonky glasvegiano, e il debutto su Warp di Rustie mantiene tutte le promesse. Questo è un disco da innamoramento coatto e ingiustificabile, che suona come un pomeriggio passato a giocare con un megadrive rotto strafatti di Robitussin. Questo è il tipo di crunk che potrebbero passare al Berghain.
Guarda: Hypertrust
Mount Kimbie – Crooks & Lovers (Hot Flush) – Il 2010 è stato l’anno in cui il dubstep è definitivamente diventato brostep. Addio suono di Croydon e tipicità, benvenuta big room club culture. I Mount Kimbie invece hanno fatto finta di niente, scrivendo un album cinematico, soffice e tendente al folk. La colonna sonora dei miei viaggi in treno.
Guarda: Would Know
Aloe Blacc – Good Things (Stones Throw) – 4 anni dopo un esordio promettente che mescolava rap, fiati latini e r&b Aloe Blacc torna con una roba molto diversa. Suono ricco, temi del soul classico e una voce emozionante. Se non l’avessi saputo avrei pensato che fosse un disco dimenticato di Bill Withers o Curtis Mayfield. Singolone già sentito nella sigla di H2MIIA su HBO.
Guarda: I Need A Dollar (video, o live busking in Paris)
Erykah Badu – New Amerykah part 2: Return Of The Ankh (Island) – Badu non è più di moda come alla fine degli anni 90, ma noi fan lasciamo sempre un posto per lei. Che non è manco tanto difficile quando la sua produzione è di questo livello. Questa seconda fase della sua carriera, più sanguigna e terrena, si rivela sempre più interessante.
Guarda: Window Seat
Teebs – Ardour (Brainfeeder) – Questa è la mia droga preferita. Teebs scolpisce atmosfere rarefatte, dipinge le sue copertine multicolori e nel tempo libero gira in skate. Divide casa con Samiyam, il vicino è il già citato Steven Ellison. La sua è musica per meditare, tutta protesa verso l’alto. L’hip hop astratto può fare a meno anche della parola quando riesce a comunicare con la telepatia.
Guarda: Rains
Gonjasufi – A Sufi And A Killer (Warp) – Mi sono innamorato di questo disco ascoltando in loop la voce di Sumah Ecks mentre remixavo Candylane. Una voce espressiva e sofferente che ritrae i vicoli di Las Vegas a stento illuminati dai neon della strip. Una delle esperienze più spigolose ma gratificanti di questo 2010.
Guarda: Made
Canzone dell’anno: James Blake – Limit To Your Love
Etichetta dell’anno: Error Broadcast (ITA/GER)
Dj dell’anno: Mary Anne Hobbs
Live Performance dell’anno: Nosaj Thing (Adam Guzman with VJ Julia Tsao)
Migliori rapper dell’anno: Das Racist
Pop hit che mi fa sentire vecchio: Far East Movement – Like a G6























