(Zoppeus è una parola bellissima)

Caro Gesù, quando nella preghierina di Natale ti avevo chiesto di sterminare dal mondo i medical drama non pensavo mi avresti preso alla lettera.

Caro Gesù, devo dirti grazie, perché due su tre non è una brutta media, ma caro Gesù, vai dall’oculista perché hai lisciato clamorosamente Grey’s Anatomy.

Invece hai preso lo zoppo, che di suo correva più piano degli altri, e sai? Non mi par bello accanirsi così proprio su quello con l’handicap giacché tutti lo stavano già lasciando di loro spontanea volontà, dal frontone di Olivia Wilde a Lisa Edelstein che è andata a infilarsi nel cast di The Good Wife (ma prima di loro Jennifer Morrison era scappata da Once Upon a Time e Kal Penn si era fatto suicidare). Era anche bello pensare che House (nel senso del dottore) sarebbe finito da solo a giocare a palletta mentre via via gli sceneggiatori avrebbero trovato il modo per sfilargli da sotto personaggi e relativi interpreti.

Dico quello che pensano tutti, caro Gesù, quando ti dico che tutto sommato, anche se la serie è progressivamente diventata di un brutto inguardabile, ero ancora affezionata a quello zoppeus. Era nel mio orizzonte sentimental-catodico, come il dottor Spock, metà del cast di Un Medico tra gli Orsi, Charlie Crews di Life e forse l’agente Scully. In altre parole, era diventato di famiglia.

So che tu quelle cose tipo Lazzaro, alzati e cammina le hai fatto solo con, beh, Lazzaro, ma c’è possibilità che tu riconsideri la tua decisione, caro Gesù?
Non per altro: ma il cast di Grey’s Anatomy è davvero troppo affollato e meriterebbe una sfoltita. E poi pensa a Hugh Laurie: con la crisi che c’è, e la faccia che ha, mi dici come fa a trovare un altro lavoro, adesso?

Bravi stronzi

Domenica la NBC ha trasmesso alla chetichella, in un giorno che non era quello del palinsesto originale, le ultime due puntate di Prime Suspect. Bravi stronzi.

Che fossero le ultime puntate è una specie di segreto di Pulcinella, perché lo sappiamo tutti da quel dì che il telefilm è stato cancellato, anche se non esiste un comunicato stampa ufficiale: in compenso però sono scomparsi tutti i materiali per i giornalisti dal sito NBC Media Village, che deve essere l’equivalente per il mondo della tv di quando Beyoncé canta “to the left, to the left, everything you own in the box to the left”.

Non è che voglia difendere a forza un telefilm dalla qualità altalenante, ma quando si parla di NBC (vi rimando in fondo al post per un breve riassuntino) ci vedo rosso.

Poi sinceramente trovo demenziale stoppare la produzione quando ormai la qualità della scrittura stava decollando, forse pure grazie alla decisione di liberarsi della zavorra “siamo il remake americano di Prime Suspect con Helen Mirren”, che a ben vedere a questo Prime Suspect non aveva portato altro che rogne e scarogne. Già dopo quattro o cinque episodi c’era stato, anzi, uno scollamento abbastanza netto tra versione americana e originale inglese, e la forbice era andata allargandosi nelle settimane successive.

Andando con ordine, ufficialmente il nuovo P.S. era il remake del primo ma:
a) le protagoniste non hanno lo stesso nome
b) né la stessa età
c) una è alcolizzata grave, quella americana invece sta cercando di smettere di fumare e forse le riesce pure (la cosa non viene più citata da un certo punto in avanti)
d) una è una stronza, l’altra semplicemente un po’ sulla difensiva
e) la stronza di cui sopra al massimo ammette i suoi problemi e va dagli alcoolisti anonimi, la difensiva nel tempo fa emergere il suo senso materno/pucciosità estrema e diventa praticamente come Babbi l’Orsetto
f) sempre la stronza odia ed è odiata dai colleghi tutti maschi; Babbi l’Orsetto fa la sostenuta ma segretamente vorrebbe essere accettata nel loro clubbone
g) Maria Bello ha una spalla fenomenale che nell’originale manca ed è un fedora che Dame Helen Mirren non avrebbe indossato mai. Ma mai mai. Un cappello in testa a Helen? Ma levete. Basta l’accessorio moda a squalificare l’intera “operazione remake”: e questi di NBC invece ci costruiscono un’intera campagna marketing, con tanto di gallerie (viste con questi occhi ma dimentico dove) “Trova un cappello mejo a Jane Timoney”. E bravi stronzi (bis).

Insomma, stringendo: ma remake di che cosa?

Che poi dovreste essere informati del fatto che il sostituto di Prime Suspect ha un rating che per averlo così basso P.S. almeno ci ha messo dieci settimane. Trattasi di serie nata da The Firm, nel senso del film con Tom Cruise, nel senso del libro di John Grisham, e nel senso che è peggio di un remake: è un sequel. Solo che NBC l’ha comprata a scatola chiusa, completa di ventidue episodi, e avendo già speso quei soldi probabilmente la propinerà tipo mangime alle oche da ingrasso. E bravi stronzi (ter).

Piccole cose che mi mancheranno di questa serie, comunque (a parte il fedora di Timoney):
– il tocco: ogni puntata aveva una frase famosa scritta a gessetto su una lavagna del distretto, opera del tenente cui piace leggere e fare il filosofo con i sottoposti. Non mi ricordo se c’era in originale, dubito fortemente: che qualcuno la salvi!
– il sottocast di meravigliosi caratteristi, compreso l’ensemble di poliziotti minchioni Brìan F. O’ Byrne, Damon Gupton, Kirk Acevedo, Tim Griffin ed Elizabeth Rodriguez: che qualcuno salvi pure loro (e possibilmente regali un ruolo da protagonista a Tim Griffin)!
– delle bellissime riprese di New York: aeree o elicotteree che fossero, sospetto siano opera di un service perché le ho viste tali e quali in A Gifted Man. Ma service o no, sono di una magnificenza e di una poesia che sembra di giocare a Death From Above in Call Of Duty: Modern Warfare.

In tutto questo, Prime Suspect è stato comprato da La 7. Uhm.
Non sarà come la Rai che acquisisce il remake cancellato di Charlie’s Angels, ma è abbastanza da farmi dire “e bravi stronzi” per la quarta volta.

Il quale E bravi stronzi volendo può trasformarsi in una formula da recitare come un Ora pro nobis quando si sgrana la lista tristissima dei prodotti di qualità cancellati e molto rimpianti (ma non dal Pavone, ingrati che mettono in pausa pure Community. tsé), da noi. Da NOI. Ecco dunque un pensiero per:

- Kings (e bravi stronzi)
– Studio 60 on the Sunset Strip (e bravi stronzi)
– Mercy (e bravi stronzi)
– Life (e bravi stronzi)
– Day One (e bravi stronzi)
– Freaks and Geeks (e bravi stronzi)
– Friday Night Lights (e bravi stronzi)
– Free Agents (e bravi stronzi)
– The Event (e bravi stronzi)
– Journeyman (e bravi stronzi)
– – …Heroes? (vabbé, sono aperta a una serena valutazione del caso)

Slightly Off

Un buongiorno a me e un buongiorno a voi.

Quando Giorgio mi ha chiesto di entrare a far parte del novero di autori di JunkiePop ho fatto un controllo di sicurezza: mi sono andata a leggere la lista del meglio della tv dell’anno secondo The AV Club. Non sarà l’elenco definitivo, ma è molto rappresentativo di quello che succede sul piccolo schermo che interessa a noi (noi come generazione di tardoni digitali, noi come giovani ed ex giovani pressoché bilingue, noi che difficilmente guardiamo la programmazione di Italia1… noi, insomma).
Il risultato è piuttosto sconsolante: delle serie elencate o non ho mai visto niente, o ho interrotto la visione dopo un po’.

I motivi per queste mancanze sono dei più vari (quel giorno mancava la luce; colpita da amnesia, pensava fosse il 1518; il gomito mi fa contatto col piede, eccetera), ma credo che importino complessivamente poco quando invece mi sento di poter ben rappresentare il pensiero di chi mi ha letto fin qui, e che dovrebbe essere all’incirca:

ma se non guarda quelle serie, allora cosa guarda?

La risposta è: altro.
E questo è il contributino piccino picciò che vorrei portare a JunkiePop finché non mi cacciano via a pedate e/o smettono di rispondermi al citofono: serie belle ma cancellate? Célo. Network sfigati che a malapena registrano un bip sulle montagne russe dello share? You got it. Scivoloni, figuracce, momenti altissimi dei quali non s’è accorto nessuno? Yesssuìchen. Col vostro permesso, s’intende.

Per esempio.

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